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Atto a cui si riferisce:
C.1/00835 [Sviluppo della banda larga]



La Camera,
premesso che:
la possibilità di accesso ad internet è uno tra i servizi di natura «universale» da erogarsi all'intera collettività nazionale, alla stregua di tutti gli altri servizi considerati indispensabili, come, ad esempio, la distribuzione dell'acqua e il sistema fognario depurativo, nonché l'erogazione dell'energia elettrica e del gas. La crescita economica e sociale del Paese dipende anche dallo sviluppo della banda larga, basata su nuove infrastrutture, come le reti di nuova generazione in fibra ottica;
nel nostro Paese, in particolare nel Mezzogiorno d'Italia, ci sono intere comunità prive della possibilità di connettersi ad internet, strumento indispensabile per poter fruire dei servizi forniti dalla pubblica amministrazione e di quelli a carattere commerciale;
l'Italia è 48esima nella classifica del World economic forum, che misura la capacità di incrementare la competitività tramite l'Ict (Information communication technology). La penetrazione della banda larga su rete fissa nelle famiglie è attualmente al 49 per cento, rispetto al 67 per cento della Francia e al 75 per cento della Germania. La rete in fibra ottica italiana è la più estesa d'Europa, con 2 milioni di case raggiunte, ma lo sviluppo si è praticamente arrestato;
secondo i dati Ocse, il tasso di alfabetizzazione informatica è fermo al 18 per cento, contro il 27 per cento del Regno Unito e il 32 per cento della Germania, mentre la penetrazione dei personal computer nelle famiglie è del 56 per cento, contro una media europea del 68 per cento. Solo il 17 per cento degli italiani usa il web per interagire con la pubblica amministrazione contro il 32 per cento della media dell'Unione europea;
la sola sanità digitale consentirebbe risparmi per quasi 2 miliardi di euro;
si calcola che se le imprese aumentassero solo dell'1 per cento il loro fatturato, attraverso le vendite on line, le esportazioni italiane aumenterebbero dell'8 per cento;
per le infrastrutture fisse si attendono le scelte dei singoli operatori e l'evoluzione di vari progetti. Il mobile broadband ha fatto segnare, invece, i tassi di sviluppo più vistosi, tanto è vero che in due anni gli utilizzatori sono cresciuti del 90 per cento, con un incremento del traffico per utente superiore al 30 per cento;
sia per il fisso che per il mobile, vi sono delle proposte, da parte di associazioni di categoria, che suggeriscono iniziative per favorire la realizzazione delle infrastrutture, che vanno dalle semplificazioni a una revisione della normativa sui limiti di emissione dei campi elettromagnetici, giudicata da osservatori imparziali troppo restrittiva rispetto al resto di Europa. Il broadband for all è ostacolato dal carattere frammentario dei piani regionali del 2004, che non prevedono i collegamenti tra le dorsali Nord-Sud e le penetrazioni nelle zone poco abitate,


impegna il Governo:


a prendere in considerazione la possibilità di esentare le imprese impegnate nel settore dello sviluppo delle reti fisse e mobili a banda larga dalla tassazione irap ed ires;
a proseguire quanto fatto dal precedente Governo per l'armonizzazione e la semplificazione normativa e amministrativa nel settore dello sviluppo delle reti a banda larga;
a sviluppare le reti fisse e mobili di nuova generazione in tutto il territorio nazionale, affinché il servizio di accesso alla banda larga si estenda nei territori che attualmente ne sono privi, situati in particolare nel Mezzogiorno d'Italia;
ad assumere iniziative per assicurare la funzionalità, il buono stato e il potenziamento delle reti esistenti, in vista anche di una futura possibile separazione tra rete e gestione.
(1-00835)
«Misiti, Terranova, Fallica, Grimaldi, Iapicca, Miccichè, Pugliese, Soglia, Stagno d'Alcontres, Mario Pepe (Misto-R-A)».