• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.9/1-00529/001 [Promuovere riforme strutturali e avviare un programma credibile di riduzione del debito pubblico ]



Atto Senato

Ordine del Giorno 9/1-00529/1 presentato da MARIO BALDASSARRI
mercoledì 25 gennaio 2012, seduta n. 664

Il Senato,
premesso che:
la crisi della finanza mondiale e dei debiti sovrani europei, che rischia di innescare una pesante crisi produttiva e occupazionale proprio in Europa rappresenta una minaccia non solo alla prosperità del nostro Paese ma una sfida alla tenuta stessa dell'area euro e dell'intera costruzione europea;
le turbolenze finanziarie hanno fino a ora colpito in modo particolare l'Italia, rendendo notevolmente instabile il mercato dei nostri titoli sovrani e favorendo l'instaurarsi di una pericolosa crisi di fiducia dei mercati nei confronti del Paese;
la crisi della finanza globale, che ha poi investito i debiti sovrani della zona euro, è il portato di tre enormi paradossi che tuttora pesano sull'intera economia mondiale: 1) il primo paradosso riguarda l'Europa e gli Stati Uniti, da un lato, che comprano prodotti cinesi (spinti in questo anche dalla artificiosa sottovalutazione dello yuan cinese), e la Cina, dall'altro lato, che invece di impiegare la valuta incassata dall'occidente per migliorare le condizioni di vita interne dei propri cittadini la accumula in imponenti fondi sovrani, i quali poi letteralmente acquistano pezzi degli apparati produttivi e finanziari delle economie occidentali (Usa, Europa, Africa, America latina); 2) il secondo paradosso riguarda la condotta di moltissime grandi banche e delle agenzie di rating in moltissimi casi conniventi, le quali hanno contribuito in modo decisivo alle bolle finanziarie e all'esplosione dell'attuale crisi, e che dopo essere state di fatto "salvate" esse stesse dal baratro per mano degli Stati con l'uso del danaro pubblico, si ergono ad arbitri e giudici dei debiti sovrani; 3) il terzo paradosso riguarda esclusivamente l'Europa, i costi delle sue politiche e delle sue decisioni, in primo luogo i suoi costi dell'Europa "che c'è", vale a dire quella "monetaria" con una Banca centrale europea alla quale è stato affidato l'esclusivo obiettivo di controllo dell'inflazione e che svolgendo questo compito ha però permesso l'apprezzamento oltre modo dell'euro nei confronti sia del dollaro sia dello yuan cinese danneggiando la competitività e le prospettive di crescita dell'economia del continente; in secondo luogo i costi dell'Europa che "non c'è", cioè prima di tutto la mancanza dell'Europa politica e poi della mancanza di una vera politica economica per la crescita;
per il superamento dei tre paradossi, condizione essenziale per superare la crisi e restituire stabilità all'assetto della finanza globale ed europea, è necessaria una profonda riforma delle governance economiche e finanziarie; a livello di governance mondiale è necessario rifondare il G8, ricostruire una nuova Bretton Woods nonché riformare il Fondo monetario internazionale, la Banca mondiale e la World Trade Organization; a livello europeo è necessario procedere speditamente in direzione di un'Europa che sia vero soggetto politico sulla scena internazionale, di una riforma delle istituzioni monetarie e delle politiche economiche dell'area euro;
l'Italia ha varato nel corso del 2011 una serie di manovre finanziarie impegnative in direzione dell'obiettivo di pareggio di bilancio nel 2013, e a queste stesse manovre si devono aggiungere importanti riforme strutturali che costituiscono il vero programma del Governo Monti, sul quale i maggiori gruppi politici del Parlamento hanno espresso un'ampia fiducia,
impegna il Governo:
a farsi promotore nelle opportune sedi internazionali delle riforme della governance economica globale, con particolare riferimento all'assetto valutario internazionale, al G8, al Fondo monetario internazionale e alla Banca mondiale;
a farsi ispiratore in sede europea di una riforma della Banca centrale europea, affinché essa possa assumere il ruolo di prestatore di ultima istanza, e che sia dotata di strumenti efficaci oltre che per il controllo dell'inflazione anche in direzione della promozione della crescita economica;
a promuovere una riforma dei vincoli del Patto di stabilità europeo, facendo in modo di introdurre il principio di rigido rigore finanziario per quanto riguarda i saldi di parte corrente del bilancio pubblico, ma di salvaguardare la spesa per investimenti ove impiegare il risparmio pubblico (cosiddetta golden rule);
a proseguire la propria azione con provvedimenti in tema di: a) lotta alla corruzione, con tagli mirati alle voci di spesa corrente più sospette di contenere sprechi, malversazioni e aree grigie tra economia e politica; b) riforma del mercato del lavoro con un serio confronto con le parti sociali; c) privatizzazione e liberalizzazione di importanti settori dell'economia, al fine di rendere più efficienti i nostri mercati e più competitiva la nostra economia, a vantaggio dei più giovani e delle loro opportunità di inserimento nel mondo del lavoro e delle professioni, nonché delle prospettive di crescita e quindi di sostenibilità del nostro debito;
a sostenere la crescita economica anche attraverso una politica di taglio verticale della spesa pubblica corrente al fine di spostare le risorse a favore di lavoratori, nuclei familiari, imprese, infrastrutture, ricerca e innovazione, e di affiancare tale politica di riduzione della spesa pubblica corrente con un efficace contrasto all'evasione fiscale, le cui maggiori entrate dovranno essere finalizzate prioritariamente alla riduzione della pressione fiscale sui contribuenti onesti;
ad avviare un programma credibile di riduzione del debito pubblico attraverso l'alienazione del patrimonio immobiliare e mobiliare dello Stato e delle altre pubbliche amministrazioni, costituendo uno specifico "Fondo Italia" con la missione di valorizzare ed alienare nei modi più opportuni il patrimonio pubblico.
(numerazione resoconto Senato G1)
(9/1-00529/1)
BALDASSARRI, D'ALIA, RUTELLI, PISTORIO, BAIO, BRUNO, CONTINI, DE ANGELIS, DIGILIO, GERMONTANI, MILANA, MOLINARI, RUSSO, STRANO, VALDITARA.