• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/04865-AR/0 ... [Iniziative a favore della Regione Sicilia]



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/4865-AR/18 presentato da ROBERTO MARIO SERGIO COMMERCIO testo di giovedì 26 gennaio 2012, seduta n.577

La Camera,
premesso che:
l'articolo 15 del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, reca disposizioni in materia di accise sui prodotti energetici, in particolare incrementando la misura delle accise sui carburanti. Lo stesso articolo prevede il rimborso differito del maggior onere derivante dagli aumenti di accisa in favore di alcune categorie di soggetti esercenti l'attività di trasporto (autotrasportatori, enti pubblici e imprese pubbliche locali esercenti l'attività di trasporto pubblico locale, imprese esercenti autoservizi di competenza statale, regionale e locale);
il suddetto incremento del costo del carburante, del 40 per cento rispetto all'anno precedente, è alla base delle recenti rivendicazioni avanzate da agricoltori, allevatori, pescatori, autotrasportatori e cittadini siciliani;
tra le suddette rivendicazioni vi è la mancata attuazione dello statuto speciale della Regione Siciliana, e in particolare dell'articolo 36, con cui si stabilisce che spettano alla Regione il gettito dell'imposta di produzione dei prodotti petroliferi e il gettito sulla raffinazione, che assicurerebbero all'isola introiti fiscali che permetterebbero un calo sostanziale della pressione fiscale e una redistribuzione più ampia di risorse economiche provenienti da tasse che i vari stabilimenti industriali installati in Sicilia e con sede altrove dovrebbero pagare alla regione, norma che però non ha ancora trovato il tempestivo accoglimento da parte del Parlamento;
la Sicilia con le sue cinque raffinerie, tre in provincia di Siracusa (Augusta, Melilli e Priolo), una in provincia di Messina (Milazzo) e una in provincia di Caltanissetta (Gela), fornisce un contributo importante alla lavorazione del petrolio per l'intero territorio nazionale, raffinando circa il 42 per cento del totale di greggio lavorato in Italia;
i costi di queste lavorazioni sull'ambiente e le dannose ricadute sulla salute dei cittadini sono rilevanti: i siti siciliani ed i territori circostanti ove sono localizzate le suddette raffinerie hanno subito una grave compromissione del suolo, delle falde acquifere, delle coste e dell'atmosfera;
la Sicilia consuma 2.258.000 tonnellate di carburanti, circa il 6,3 per cento del totale dei consumi, e sui quali viene pagata dai consumatori l'accisa;
la legislazione nazionale prevede, in alcuni casi, l'esenzione per alcune categorie e situazioni particolari e la riduzione del prezzo alla pompa in alcune zone di confine: la legge consente alla Regione Valle d'Aosta, che è zona franca, con un accordo Stato-regione di far entrare nel territorio regionale contingenti di benzine in regime di esenzione, mentre la Regione Friuli-Venezia Giulia, con la finanziaria 1996, è stata autorizzata a praticare una riduzione consistente dell'imposta di fabbricazione, a carico del bilancio regionale, determinando un incremento dei consumi con conseguente aumento delle entrate regionali;
nel mese di dicembre 2011 l'Assemblea regionale siciliana ha approvato all'unanimità uno schema di disegno di legge voto per la modifica dell'articolo 36 dello Statuto regionale in materia di entrate tributarie che consente di procedere ulteriormente nella definizione dell'annoso problema del trasferimento da parte dello Stato alla Regione Siciliana delle risorse relative alle accise, prevedendo che, a compendio dell'integrale spettanza tributaria, lo Stato riconosce alla Regione, oltre al gettito dell'imposta di produzione sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi e sui gas petroliferi raffinati ed immessi in consumo nel territorio regionale, ed a titolo di ristoro ambientale, anche il venti per cento del gettito dell'imposta di produzione sugli stessi prodotti raffinati nel territorio regionale, ma immessi in consumo in quello delle altre regioni,

impegna il Governo

nel quadro delle politiche economiche per il Mezzogiorno, a valutare l'opportunità di adottare iniziative legislative atte a compensare parzialmente lo squilibrio economico della regione Sicilia, anche attraverso il risarcimento dei cittadini dai danni all'ambiente ed alla salute causati dalle attività di estrazione e raffinazione dei petrolio e dei suoi derivati, riconoscendo loro il diritto all'abbattimento di parte delle accise sui prodotti petroliferi.
9/4865-AR/18. (Testo modificato nel corso della seduta) Commercio, Lo Monte, Lombardo, Oliveri.