• Testo interrogazione a risposta scritta

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.4/14646 [Divieto di commercializzazione dei sacchetti in plastica]



GHIGLIA. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:
il 1° gennaio 2011 è entrato in vigore il comma 1129 dell'articolo 1 della legge n. 296 del 2006 (finanziaria 2007) che prevede, «ai fini della riduzione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera, del rafforzamento della protezione ambientale e del sostegno alle filiere agro-industriali nel campo dei biomateriali, un programma sperimentale a livello nazionale per la progressiva riduzione della commercializzazione di sacchi per l'asporto delle merci che, secondo i criteri fissati dalla normativa comunitaria e dalle norme tecniche approvate a livello comunitario, non risultino biodegradabili», cosa che ha determinato nei confronti dell'Italia l'apertura della procedura di infrazione n. 4030/2011;
con riferimento al detto comma 1129, e più in generale alla direttiva 94/62/CE, che disciplina la materia degli imballaggi in plastica, la norma EN 13432 non è considerata quale norma tecnica di riferimento per la biodegradabilità e compostabilità ma è valutata alla stregua di una norma giuridica, attribuendo valenza normativa in riferimento ai requisiti di biodegradabilità e compostabilità di un imballaggio di plastica contenuti nella norma tecnica;
la norma tecnica UNI EN 13432 è fondata su quattro requisiti fondamentali (la biodegradabilità maggiore del 90 per cento in 180 giorni, assenza di fitotossicità, contenuto limitatissimo di metalli pesanti e disintegrabilità), in assenza dei quali il manufatto non sarebbe conforme alla norma stessa;
nella relazione dell'Ispra («Relazione di sintesi sul divieto di commercializzazione dei sacchetti in plastica») i parametri di biodegradabilità e compostabilità sono e restano distinti e separati, pur evidenziando da un punto di vista scientifico talune criticità per l'ambiente e per la tossicità per l'uomo dei cosiddetti biopolimeri e delle relative bioplastiche -:
se i Ministri interrogati non intendano istituire un tavolo tecnico al fine di fornire evidenze scientifiche sulla base delle quali operare le scelte più opportune relativamente alla materia in questione;
quali siano i chiarimenti indirizzati alla Commissione in merito alla procedura di infrazione citata e, in particolare, se i Ministri interrogati ritengano superabili le obiezioni mosse dalla Unione europea alla Francia nel 2007;
quali programmi di ricerca ed eventuali controlli intendano promuovere al fine di verificare la reale rispondenza di manufatti ed imballaggi rispetto ai requisiti di «biodegradabilità» degli stessi;
quali siano gli intendimenti e le azioni che ritengano di porre in essere ai fini della salvaguardia della corretta informazione per i consumatori e gli utenti finali.
(4-14646)