• Testo interrogazione in commissione

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Atto a cui si riferisce:
C.5/06010 [Indagine da parte della procura antimafia inerente i lavori di costruzione dell'autostrada denominata Brebemi]



PIFFARI e CIMADORO. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
da un articolo di Bergamo News del 29 novembre 2011 si è appreso dell'avvio di un'indagine da parte della procura antimafia inerente i lavori di costruzione dell'autostrada denominata Brebemi. Il sospetto dell'autorità giudiziarie riguardava il riciclaggio di rifiuti tossici all'interno dei cantieri autostradali;
dalla stessa fonte, nella stessa data, si è appresa altresì la notizia del sequestro di un cantiere della stessa autostrada in provincia di Bergamo, uno in provincia di Milano e del sequestro di due cave nonché dell'arresto di dieci persone. L'inchiesta, portata avanti dai giudici bresciani, è culminata con l'arresto del vicepresidente della regione Lombardia, Franco Nicoli Cristiani;
la succitata inchiesta ha delineato, stando alle motivazioni dell'autorità giudiziaria, riportate su tutti i principali organi di informazione (ad esempio Repubblica.it del 30 novembre 2011) un sistema che anziché trattare e smaltire a norma di legge gli scarti pericolosi provenienti da diverse acciaierie lombarde, venivano interrati nei cantieri della Brebemi;
nell'inchiesta oltre al vicepresidente della giunta regionale Lombarda, già assessore in precedenti giunte regionali sono stati colpiti da provvedimento di custodia cautelare anche l'imprenditore bergamasco Pierluca Locatelli e il coordinatore dell'Arpa Giuseppe Rotondaro;
come pubblicato sul sito ufficiale della regione Lombardia, in data 2 gennaio 2012. la società BreBemi ha reso pubblico il dissequestro dei cantieri oggetto d'indagine da parte della procura di Brescia, come da ordinanza del tribunale del riesame di Brescia del 23 dicembre 2011, sottolineando inoltre che malgrado il fermo dei cantieri «non sono previsti slittamenti del crono-programma di Progetto»;
stando a quanto pubblicato il 20 gennaio 2012 dall'Eco di Bergamo, il tribunale del riesame di Milano ha deciso di confermare la misura cautelare in carcere per l'ex vicepresidente Nicoli Cristiani. Secondo quanto riportato da Corrieredellasera.it, le motivazioni che hanno indotto il giudice di Milano a confermare tale scelta vertono nel considerare: «...la vicenda in esame estremamente grave e sintomatica di una elevata propensione criminale di tutti gli indagati sia per la complessiva entità degli importi corrisposti sia per la natura degli interessi in gioco, trattandosi di discarica di materiale altamente pericoloso per la salute» -:
se il Ministro interrogato, alla luce di quanto citato in premessa, ritenga opportuno confermare quanto sostenuto dalla società Brebemi in merito al rispetto dei tempi di completamento dell'opera che, oltre all'evidente importanza infrastrutturale, riveste un ruolo fondamentale per il sistema occupazionale per tutta la regione Lombardia.
(5-06010)