• Testo interrogazione a risposta orale

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Atto a cui si riferisce:
C.3/02041 [Liberalizzare i settori economici attualmente dominati dai monopoli o oligopoli dei grandi gruppi bancari, delle assicurazioni, dei trasporti, dell'energia]



REGUZZONI, BOSSI, LUSSANA, FOGLIATO, MONTAGNOLI, FEDRIGA, ALESSANDRI, ALLASIA, BITONCI, BONINO, BRAGANTINI, BUONANNO, CALLEGARI, CAPARINI, CAVALLOTTO, CHIAPPORI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, D'AMICO, DAL LAGO, DESIDERATI, DI VIZIA, DOZZO, DUSSIN, FABI, FAVA, FOLLEGOT, FORCOLIN, FUGATTI, GIDONI, GIANCARLO GIORGETTI, GOISIS, GRIMOLDI, ISIDORI, LANZARIN, MAGGIONI, MARONI, MARTINI, MERONI, MOLGORA, LAURA MOLTENI, NICOLA MOLTENI, MUNERATO, NEGRO, PAOLINI, PASTORE, PINI, POLLEDRI, RAINIERI, RIVOLTA, RONDINI, SIMONETTI, STEFANI, STUCCHI, TOGNI, TORAZZI, VANALLI e VOLPI. - Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:
la difficile situazione internazionale, caratterizzata da una crisi economica e monetaria che da diversi mesi coinvolge tutta l'Europa, ha determinato gravi ripercussioni anche sul nostro Paese, nel quale la restrizione economica causa un crescente stato di preoccupazione tra ampie fasce della popolazione italiana;
alla già difficile crisi economica si affianca da mesi, ad avviso degli interroganti, l'inadeguatezza dell'attuale Governo che ha incentrato la propria politica volta al contenimento del deficit solo su misure caratterizzate dall'aumento indiscriminato dell'imposizione fiscale, in luogo della diminuzione della spesa pubblica;
il bilancio dell'attuale Governo in materia di politiche di sviluppo economico può, pertanto, ad avviso degli interroganti, definirsi ad oggi fallimentare, come attestato dal recente declassamento del nostro Paese da parte delle principali agenzie di rating;
la tanto annunciata «fase 2» dell'azione economica del Governo si esaurisce in alcune prospettate misure di liberalizzazione delle professioni e delle attività commerciali, che prefigurano dei vantaggi competitivi a favore solo dei grandi operatori, a discapito, inevitabilmente, delle centinaia di migliaia di piccoli operatori, che da sempre caratterizzano il tessuto commerciale italiano e che già subiscono la difficile congiuntura;
la situazione in atto richiederebbe, proprio in ragione della sua gravità, politiche economiche in grado di tutelare i nostri produttori, di rilanciare la competitività del nostro sistema, di aumentare la produttiva del lavoro, di implementare la dotazione infrastrutturale e tecnologica del Paese, mentre, al contrario, le annunciate proposte, che appaiono agli interroganti di falsa liberalizzazione, produrranno effetti opposti, e cioè la marginalizzazione dei piccoli operatori economici, il consolidamento di una rete commerciale incentrata solo sulla grande distribuzione, la concorrenza al ribasso con gli operatori stranieri, l'ingresso di capitali, anche stranieri, nelle professioni e nella gestione dei servizi pubblici locali, la depressione delle attività economiche svolte dal settore della piccola impresa artigiana e commerciale;

l'assoluta inadeguatezza delle prospettate misure per il rilancio del sistema produttivo rispetto alle sfide poste dalla situazione presente sono certificate dalle unanimi reazioni negative delle associazioni rappresentative del mondo produttivo e delle professioni -:
se il Ministro interrogato intenda assumere iniziative per liberalizzare i settori economici attualmente dominati dai monopoli o oligopoli dei grandi gruppi bancari, delle assicurazioni, dei trasporti, dell'energia, che non vengono in alcun modo intaccati dalle prospettate liberalizzazioni con le quali avrebbe dovuto prendere corpo la tanto annunciata «fase 2» dell'azione del Governo.
(3-02041)