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Atto a cui si riferisce:
C.4/14551 [Rischio di fuoriuscita di materiali altamente inquinanti dal relitto della Concordia]



TOCCAFONDI, FAENZI, MASSIMO PARISI, MARTINELLI, BARANI, MAZZONI, SPECIALE, BIANCONI, MIGLIORI, PICCHI, BERGAMINI e TORTOLI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che:
la sera di venerdì 13, la nave da Crociera «Costa Concordia», con a bordo 4234 persone, dopo poche ore dall'inizio del tour di 7 giorni, in arrivo da Civitavecchia e in direzione Savona: alle 21.45 passa a poche centinaia di metri dall'Isola del Giglio, colpendo uno scoglio;
l'impatto provoca all'imbarcazione, uno squarcio di almeno 70 metri e tra le lamiere rimane anche un pezzo di scoglio. La nave imbarca acqua ed inizia a piegarsi. La «Costa Concordia» affonda subito a nord di Giglio Porto, a Punta Gabbianara;
a quattro giorni dall'incidente, dalle notizie date da tutti mass media, si apprende di un altissimo rischio ambientale dovuto alla quantità, non stimabile, di materiale altamente inquinante che si trova all'interno della Nave, non rappresentato solamente dal carburante, tanto che il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha annunciato lo Stato d'emergenza nazionale per l'Isola del Giglio;
con il peggiorare delle condizioni climatiche, la Nave ha iniziato a scivolare sul fondo del mare, (c'è uno scalino profondo 70 metri, dove la nave rischia di scivolare) e questo potrebbe comportare il definitivo affondamento della Concordia, con l'impossibilità successiva di rimuovere il relitto e il pericolo di un vero e proprio disastro ambientale;

sono 2400, le tonnellate di carburante che si trova nei serbatoi della Costa Concordia, e in più si devono considerare tutti i materiali inquinanti che una nave da crociera trasporta al suo interno per il funzionamento generale della Nave;
si apprende, dalle dichiarazioni dello stesso Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, che intorno al relitto, sono stati individuati dei trafilamenti di materiale liquido, la natura del liquido non è stata ancora individuata, ma se fossero chiazze di carburante sarebbe la riprova di un problema ai serbatoi della Nave, che renderebbe ancora più difficile lo smaltimento del gasolio;
la società olandese Smit, è stata incaricata di svuotare i serbatoi della Costa Concordia, ma a quanto si apprende da notizia di stampa, i piani per lo svuotamento delle cisterne contenenti il carburante, si sarebbero complicati;
nei giorni scorsi è stato ordinato il sequestro della Costa Concordia da parte della magistratura, che però, come ha ricordato anche il Ministro, non libera l'armatore dall'obbligo di presentare e adottare le misure necessarie per rimuovere i fattori di rischio;
ad oggi, però, il piano dell'armatore per la messa in sicurezza e lo svuotamento dei serbatoi, non è stato ancora presentato ed è atteso per i prossimi giorni;
i tecnici della Smit Salvage di Rotterdam e i loro soci della società Genovese Cambiaso Risso, hanno già definito il salvataggio un'operazione ciclopica. Per svuotare le 17 cisterne che si trovano a poppa della Nave serviranno, secondo i responsabili delle operazioni, almeno alcune settimane -:
quale sia la reale situazione, al momento, della nave Costa Concordia, e quali siano i materiali altamente inquinanti che rischiano di fuoriuscire dal relitto, oltre, naturalmente al carburante;
quali misure siano state decise dal Governo, dagli enti locali e dalle autorità competenti per cercare di recuperare il materiale inquinante e scongiurare il disastro ambientale;
se sia stata considerata dal Governo la possibilità di istituire, nel più breve tempo possibile, un tavolo tecnico, nel quale coinvolgere tutti i maggiori professionisti esperti e specialisti, italiani e stranieri, del settore, per individuare i principali problemi che potrebbero comportare inquinamento del mare e di tutta la costa dell'Isola del Giglio, e le relative soluzioni.
(4-14551)