• Testo RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.6/00100 [Riforme nel settore della giustizia]



Atto Camera

Risoluzione in Assemblea 6-00100 presentata da MARCO GIOVANNI REGUZZONI testo di martedì 17 gennaio 2012, seduta n.571
La Camera,
udite le comunicazioni del ministro della giustizia sull'amministrazione della giustizia e premesso che:
l'amministrazione della giustizia in Italia viene avvertita dai cittadini come lontana e inadeguata nel contribuire al progresso civile del Paese;
l'amministrazione della giustizia e la difesa della legalità costituiscono oggi una questione di grande rilevanza sociale, la cui soluzione non è più assolutamente rinviabile;
occorre affrontare con decisione il tema della giustizia e porre mano a riforme che costituiscano reale attuazione dei principii della ragionevole durata e del giusto processo;
il numero dei processi pendenti sia nel settore civile che in quello penale, e l'impossibilità che questi siano definiti in tempi ragionevoli, comportano ormai una sfiducia generalizzata dei cittadini nel sistema giustizia, e molto spesso determinano nelle aziende straniere la decisione di non delocalizzare nel nostro Paese le proprie attività economiche;
in tale situazione occorre predisporre un piano di riforme organiche e strutturali del sistema giustizia; occorrono provvedimenti in grado di garantire un più equilibrato rapporto fra i poteri dello Stato, uscendo da logiche emergenziali o d'occasione, che minano l'obbligatorietà dell'azione penale che risulta oggi di fatto disattesa;
il recupero di efficienza del sistema giustizia passa necessariamente attraverso una valorizzazione della magistratura onoraria tenuto conto dell'importante ruolo che oggi svolge nell'amministrare la giustizia;
nel solco dell'obbligatorietà dell'azione penale, è necessario bloccare «ogni manovra» che consenta, l'utilizzo degli istituti dell'amnistia e dell'indulto, ed impedire, altresì l'utilizzo di strumenti «spuri» che consentano, di fatto, una depenalizzazione di una «categoria» o «gruppi» di reato, come proposto da alcune iniziative legislative che, se approvate, consentirebbero l'improcedibilità o la dichiarazione di non luogo a procedere per lieve entità del fatto;
dette riforme non devono peraltro procedere nel senso di determinare, nel processo penale, una diminuzione delle garanzie difensive dell'imputato, né dette garanzie, debbono essere abbandonate a causa della ragionevole durata del processo, posto che quest'ultima è essa stessa un diritto dell'imputato;
le riforme devono invece procedere nel senso di garantire un'effettiva parità tra accusa e difesa, con un giudice che sia effettivamente terzo tra le due parti, con una reale responsabilizzazione, anche disciplinare, dei magistrati inquirenti e giudicanti, una separazione delle carriere, una riforma del Consiglio Superiore della Magistratura, impegna il Governo e, in particolare, il ministro della giustizia ad intraprendere tutte le iniziative necessarie a realizzare:
a) la separazione delle carriere dei magistrati, con modalità tali da garantire l'assoluta indipendenza del giudice;
b) la revisione della composizione e del sistema elettorale del Consiglio Superiore della Magistratura; la fissazione dei suoi compiti in via tassativa e in modo che venga impedito all'organo di autonomia della magistratura ogni travalicamento di funzioni;
c) la modifica della legge sulla responsabilità civile dei magistrati, con modalità tali da garantire ai cittadini ingiustamente danneggiati da provvedimenti del giudice o del pubblico ministero, di ottenere il risarcimento dei danni direttamente dal magistrato, pur con la previsione di meccanismi volti ad eliminare il pericolo di azioni intimidatorie e strumentali e comunque nel pieno rispetto dei principi di cui all'articolo 25 della Costituzione;
d) l'incompatibilità assoluta tra la permanenza nell'ordine giudiziario e l'assunzione di incarichi, elettivi e non, in rappresentanza di formazioni politiche, ciò anche al fine di rendere credibile l'indipendenza di chi esercita le funzioni giudiziarie;
e) la compiuta modernizzazione tecnologica di tutti gli uffici giudiziari, nonché la completa implementazione del processo telematico;
f) la modifica della natura dei termini processuali, con la previsione generalizzata di termini non più squisitamente ordinatori ma perentori e di sanzioni disciplinari per la loro inosservanza da parte dei magistrati;
g) la riforma organica della magistratura onoraria, tenuto conto del ruolo importante che già oggi svolge nell'amministrare la giustizia, e quello ancor più rilevante che potrebbe assumere, al fine di darle una piena ed esaustiva collocazione ordinamentale. Ai giudici di pace occorre garantire la professionalità, la stabilizzazione dell'incarico e l'inserimento a pieno titolo nel sistema di governo autonomo della magistratura; ai giudici onorari di tribunale ed ai vice procuratori onorari occorre garantire, anche con provvedimenti urgenti - considerata l'attuale insostituibilità - la stabilizzazione e la definizione, chiara ed univoca, con norme di rango primario, delle funzioni non di mera supplenza, inserendo anche queste figure nel sistema di governo autonomo della magistratura;
h) la reiezione di tutte le iniziative atte a consentire l'applicazione degli istituti dell'amnistia e dell'indulto, nonché norme che di fatto, attraverso una «mascheramento», applicano una depenalizzazione o comunque consentano l'improcedibilità per fatti reato ritenuti di lieve entità;
i) nella ridefinizione delle circoscrizioni giudiziarie, di cui alla legge 14 settembre 2011, n. 148, si tenga conto di criteri di efficienza ed efficacia e parametri oggettivi, valorizzando le sezioni distaccate dei tribunali che assicurano una giustizia in tempi ragionevoli, e consentono una considerevole riduzione dei disagi e dei costi per i cittadini e per gli operatori economici, nonché sono presidi di legalità sul territorio «e punti di riferimento» per l'erogazione dei servizi di giustizia;
j) procedere con immediatezza nell'informare la Camera dell'attuale stato dei lavori e delle linee guida elaborate dalla commissione appositamente costituita per lo studio e l'analisi della revisione delle circoscrizioni giudiziarie di cui alla legge 14 settembre 2011, n. 148;
k) la completa e piena attuazione del piano straordinario penitenziario e il contrasto deciso ad ogni estensione (del cosiddetto svuota carceri), oltre l'anno, della detenzione domiciliare già prevista dalla legge 26 novembre 2010 n. 199;
l) l'attuazione degli accordi bilaterali in essere ed un deciso impegno nella stipula di nuovi accordi bilaterali con altri Stati, affinché i detenuti stranieri scontino la pena nei paesi di origine, tenuto conto che attualmente circa il 40 per cento dei detenuti sono stranieri, con punte, nelle case di reclusione del nord del 60/70 per cento.
(6-00100) «Reguzzoni, Lussana, Nicola Molteni, Paolini, Follegot, Isidori».