• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/14537 [Delegittimazione dell'Italia da parte delle agenzie di rating]



SCANDROGLIO, DAMIANO, POLI, MELONI, CASSINELLI, PORTAS, MOFFA, MURO, PALADINI, BOBBA, REALACCI, CAZZOLA, PELINO, CECCACCI RUBINO, MOTTOLA, BONINO, BELLOTTI e GAROFALO. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
fino a che le agenzie di rating effettuano un servizio «pubblico» pur essendo società private e quotate in borsa, occorre che di loro si sappia tutto e che siano messe in condizioni di non incorrere in errore per rispetto ai Paesi e ancora di più ai popoli che con una loro parola possono ridurre sul lastrico. Con le loro scelte, molto spesso discutibili, sono capaci di far crollare la fiducia degli investitori in società e nazioni;
le agenzie di rating sono a giudizio degli interroganti piene di conflitti di interessi e corresponsabili di una crisi sistemica mondiale: sono state incapaci di vedere l'avvicinarsi della crisi americana dei sub-prime nel 2007, prodotti da loro dotati di tripla A, fino al giorno del loro crollo; non sono riuscite a prevedere la crisi del debito sovrano della zona euro come sottolinea il Fondo monetario internazionale e, neppure il tracollo della Lehman Brother nel 2008. Non hanno previsto

per tempo i mega-fallimenti di imprese come Enron, WorldCom e Parmalat -:
quali iniziative il Governo intenda assumere per contrastare con fermezza questa azione di delegittimazione del nostro Paese, innanzitutto facendo sì che sia reso noto chi sono i veri proprietari o azionisti delle società di rating in grado di mettere a repentaglio la sicurezza economica di milioni di cittadini, standosene anonimamente «asserragliati» nei loro grattacieli senza responsabilità alcuna.
(4-14537)