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Atto a cui si riferisce:
C.1/00810 [Cooperazione tra Italia e Libia in materia di asilo e immigrazione ]



La Camera,
premesso che:
l'attuazione dell'articolo 19 del Trattato di amicizia italo-libico del maggio 2009 ha comportato il respingimento dalle acque internazionali verso il territorio libico di oltre 800 cittadini stranieri, rifugiati e migranti, tra cui cittadini eritrei, sudanesi, etiopi fuggiti dai loro Paesi per motivi politici;
a seguito di tali respingimenti indiscriminati, in violazione degli obblighi internazionali e comunitari nonché della legge nazionale, queste persone sono state detenute in territorio libico in appositi centri ove venivano praticati sistematicamente tortura, trattamento inumano e stupri, come risulta da numerose testimonianze dirette, nonché da rapporti di organizzazioni internazionali per la difesa dei diritti umani;
l'Italia rischia, per questi fatti, la condanna da parte della Corte europea per i diritti umani di Strasburgo, nella causa Hirsi e altri ancora pendente. Si tratta di un ricorso particolarmente rilevante per la questione del respingimento in altro mare, poiché i clandestini, secondo quanto esposto dai ricorrenti, sono stati salvati da una nave da guerra italiana a 35 miglia a sud di Lampedusa e ricondotti a Tripoli, senza essere informati della loro destinazione;
sempre in attuazione dell'articolo 19 del Trattato di amicizia, mentre durante tutto l'anno 2010 il Governo di Gheddafi ha impedito qualunque partenza

di rifugiati dal proprio territorio verso l'Europa, nel corso del conflitto del 2011 lo stesso ha adottato, come rappresaglia contro l'Italia, la politica opposta, costringendo migliaia di rifugiati e migranti ad imbarcarsi in natanti del tutto inadeguati;
questa politica ha contribuito nel solo 2011 alla perdita di più di 2000 persone durante l'attraversamento del Canale di Sicilia;
la Libia tuttora non ha aderito, come unico Stato africano, alla Convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati e non offre alcuna possibilità di ottenere protezione per chi è costretto a fuggire dal proprio Paese;
la Libia tuttora non conta su una legislazione che garantisce i diritti elementari dei lavoratori migranti presenti nel proprio territorio;
il Governo italiano il 15 dicembre 2011 ha ritenuto di confermare la validità del Trattato di amicizia, incluso il suo articolo 19;
nel 2011 sono stati accolti circa 28.000 stranieri provenienti da molti Paesi dell'Africa sub-sahariana, costretti a fuggire dalla Libia durante il conflitto;
la stragrande maggioranza di queste persone ha richiesto asilo in Italia e dette richieste sono attualmente all'esame delle apposite commissioni territoriali e dei tribunali;
molte di queste persone in questo periodo hanno espresso la volontà di ritornare in Libia e di riprendere le proprie attività lavorative, una volta che siano accertate le condizioni per realizzare il rientro,


impegna il Governo:


in occasione dell'incontro italo-libico previsto per il 21 gennaio 2012:
a) ad avviare una cooperazione tra i due Paesi in materia di asilo e immigrazione basata sul rispetto dei diritti umani, sul concetto di protezione internazionale e sulla gestione del fenomeno migratorio conforme agli obblighi internazionali;
b) a sollecitare il Governo libico affinché venga ratificata la convenzione di Ginevra relativa allo status dei rifugiati;
c) a prevedere un programma di ritorno volontario assistito in Libia per i cittadini stranieri accolti in Italia, nonché un sistema di monitoraggio indipendente sul trattamento di queste persone dopo il loro rientro in Libia;
d) a procedere, nelle more della determinazione delle soluzioni più adatte alle circostanze individuali, all'adozione di misure di protezione temporanea per rilevanti esigenze umanitarie, ai sensi dell'articolo 20 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico sull'immigrazione);
a sostenere presso le sedi opportune la necessità di incrementare la cooperazione in materia di gestione dei processi migratori e di assicurare una maggior solidarietà a livello europeo per una miglior ripartizione delle responsabilità in tale ambito.
(1-00810)
«Pezzotta, Adornato, Galletti, Enzo Carra, Tassone, Volontè, Compagnon, Ciccanti, Naro».