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Atto a cui si riferisce:
C.4/12102 [Lotta al cinipide e tutela delle colture castanicole ]



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata martedì 10 gennaio 2012
nell'allegato B della seduta n. 567
All'Interrogazione 4-12102 presentata da
ERMETE REALACCI
Risposta. - In riferimento all'interrogazione in esame relativa alle iniziative per contrastare i danni causati dal «cinipide del castagno», ricordo che nel gennaio 2010 il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali ha già istituito un apposito tavolo di settore per fronteggiare la crisi in cui versa il comparto, purtroppo acuita, in queste ultime campagne di commercializzazione, dalla diffusione del parassita in tutti gli areali di produzione nazionali.
Peraltro, nella seduta della Conferenza permanente Stato-regioni del 18 novembre 2010, d'intesa con i rappresentanti della filiera, le comunità montane, le associazioni e le amministrazioni locali, è stato sancito l'accordo sul «Piano di settore castanicolo» per tutelare il prodotto «castagna» mediante efficaci azioni sui territori vocati. La medesima Conferenza permanente, il 7 ottobre 2011, ha dato altresì parere favorevole all'istituzione del «Tavolo di filiera della frutta in guscio» comprendente una specifica sezione per la «castanicoltura», formalizzato con decreto n. 4824 del 10 marzo 2011.
Per limitare i danni nei castagneti da frutto, non solo la mia amministrazione ha già previsto un finanziamento di 1 milione di euro per attivare la azioni a supporto del predetto piano, ma è stato altresì istituito, in sede di tavolo di filiera, un «Gruppo di coordinamento tecnico-scientifico» per verificare la costituzione e ubicazione dei centri di moltiplicazione del Torymus sinensys (parassitoide antagonista del cinipide) nei territori regionali vocati alla castanicoltura da frutto per ostacolare il diffondersi della «vespa cinese» e garantire un'autonomia gestionale della problematica a livello territoriale.
Al riguardo, al fine di ottimizzare e coordinare queste azioni, faccio presente che nel mese di febbraio abbiamo chiesto alle regioni informazioni dettagliate sulle azioni e programmi attivi, finanziati o in corso di finanziamento, per evitare la sovrapposizione degli interventi progettuali.
Le regioni hanno inviato alcune proposte operative che, una volta valutate, potranno essere presentate in forma progettuale definitiva e finanziate in funzione dell'importanza della coltura a livello regionale.
Sebbene le azioni in corso di programmazione presso il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali sulla base del piano di settore approvato lo scorso novembre, siano assolutamente necessarie per istituire i «Centri di riproduzione» dell'antagonista naturale, non saranno tuttavia sufficienti a risolvere il problema. Infatti, considerata la rapida evoluzione del parassita in tutti i comprensori regionali a castagno, non si tratta più «solo» di perdita di prodotto, bensì di «emergenza ambientale».
Pertanto, nonostante il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali stia attivando le azioni previste dal piano di settore nazionale sui territori regionali, verosimilmente dovranno essere valutate con le Regioni, nel breve periodo, azioni ancora più incisive a salvaguardia del patrimonio castanicolo nazionale, supportate da investimenti mirati sul territorio.

Il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali: Mario Catania.