• Testo interrogazione a risposta orale

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Atto a cui si riferisce:
C.3/01999 [Adottare misure concrete per la riduzione delle spese militari ]



DI STANISLAO, DI PIETRO, DONADI, LEOLUCA ORLANDO, EVANGELISTI e BORGHESI. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:
la crisi finanziaria internazionale ha costretto molti Paesi a ridurre la spesa pubblica, in particolare nei Paesi dell'Unione europea e dell'area euro. In Italia, l'ultima manovra del Governo mira a ridurre la spesa pubblica, contemplando tagli al sociale, alla scuola, alle imprese, alla ricerca, alla giustizia, senza incidere con riduzioni significative sulle spese militari, mentre tagli alle spese della difesa sono stati previsti in diversi Paesi, tra i quali gli stessi Usa;
l'Italia è l'ottavo Paese al mondo per spese militari, con 20.556,9 milioni di euro per il 2010, con un incremento per il 2011, a causa dei fondi destinati agli acquisti per i nuovi armamenti, dell'8,4 per cento, pari a quasi 3 miliardi e mezzo di euro, ovvero 266 milioni in più rispetto al 2010. Le spese per l'esercizio, invece, hanno visto una riduzione del 18 per cento rispetto al precedente esercizio finanziario e sono destinate alla formazione e all'addestramento, alla manutenzione e all'efficienza di armi, ai mezzi e alle infrastrutture, al mantenimento delle scorte e, in generale, alla capacità e alla prontezza operativa dello strumento militare;
vanno poi aggiunti i circa 3 miliardi di euro provenienti dai bilanci di altri Ministeri: il Ministero dell'economia e delle finanze stanzia 754,3 milioni di euro per il fondo di riserva per le spese derivanti dalla proroga delle missioni internazionali di pace, il Ministero dello sviluppo economico stanzia 1.483 milioni di euro destinati ad interventi agevolativi per il settore aeronautico, 510 milioni di euro destinati ad interventi per lo sviluppo e l'acquisizione delle unità navali della classe Fremm (Fregata europea multi-missione) e una percentuale ormai altissima del budget del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca viene destinata a progetti in ambito spaziale e satellitare delle Forze armate;
la nota aggiuntiva di previsione per la difesa per l'anno 2012 stanzia 21.342 milioni di euro;
la recente legge di stabilità ha confermato, inoltre, la cosiddetta mini naja, con uno stanziamento di 7,5 milioni di euro per il 2012 e di un milione di euro

per il 2013. Il corso di formazione ha il compito di trasmettere e rafforzare nei giovani i valori presenti all'interno delle Forze armate. Un progetto inutile, ad avviso degli interroganti, che in questo momento storico non ha alcun motivo di essere finanziato;
sul bilancio dello Stato, al momento, incombono ben 71 programmi di ammodernamento e riconfigurazione di sistemi d'arma, che ipotecano la spesa bellica da qui al 2026;
da un lato c'è un comparto già fortemente penalizzato dal punto di vista dei tagli alle risorse, degli stipendi del personale, della formazione, dell'addestramento, dell'esercizio, dall'altro non c'è il minimo intento di diminuire le ingenti spese militari, bensì persiste ancora l'inutile e costosissimo programma per l'acquisto di 131 cacciabombardieri F-35/Joint strike fighter;
ai conti attuali l'acquisto dei 131 aerei F-35/Joint strike fighter comporterebbe per l'Italia una spesa complessiva di oltre 18 miliardi di euro -:
se il Governo intenda assumere nelle prossime settimane misure concrete per la riduzione delle spese militari e, in particolare, se non intenda bloccare, in via definitiva, il programma per la produzione e l'acquisto dei 131 cacciabombardieri F-35/Joint strike fighter.
(3-01999)