• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.9/03066/137 [Retribuzioni, delle indennità e compensi erogati dalla pubblica amministrazione]



Atto Senato

Ordine del Giorno 9/3066/137 presentato da SALVO FLERES
mercoledì 21 dicembre 2011, seduta n. 650

Villari
Il Senato,
premesso che:
dalla lettura del decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre
2010, n. 195, riguardante la determinazione dei limiti massimi del trattamento
economico onnicomprensivo a carico della finanza pubblica per
rapporti di lavoro dipendente o autonomo, emerge che sono parecchie le
eccezioni in cui il tetto del compenso del primo presidente della Corte
di cassazione si puo` superare;
il regolamento attua l'articolo 3, commi da 43 a 53-bis, della legge
finanziaria 2008 (legge n. 244 del 2007), in base al quale il trattamento
economico onnicomprensivo di chiunque riceva a carico delle pubbliche
finanze emolumenti o retribuzioni nell'ambito di rapporti di lavoro dipendente
o autonomo con pubbliche amministrazioni statali, agenzie, enti
pubblici anche economici, enti di ricerca, universita`, societa` non quotate
a totale o prevalente partecipazione pubblica e relative controllate, ovvero
sia titolare di incarichi o mandati di qualsiasi natura nel territorio metropolitano,
non puo` superare quello del primo presidente della Corte di cassazione,
pari a poco piu` di 15mila euro mensili;
fatti salvi i casi della Banca d'Italia e delle Authorities, per le quali
il superamento del tetto era gia` autorizzato dalla legge, il decreto n. 195
del 2010 prevede che, ai fini della verifica del rispetto del limite, non
sia computato il corrispettivo globale percepito per il rapporto di lavoro
o il trattamento pensionistico corrisposti al soggetto destinatario, rispettivamente,
dall'amministrazione o dalla societa` di appartenenza e dall'ente
previdenziale. Vengono, poi, totalmente esonerate le attivita` soggette a tariffa
professionale, quelle di natura professionale non continuativa, i contratti
d'opera non continuativi ed i compensi determinati ai sensi dell'articolo
2389, comma 3, del codice civile, degli amministratori delle societa`
non quotate a totale o prevalente partecipazione pubblica e le loro controllate
investiti di particolari cariche;
inoltre, il decreto n. 195 del 2010 prevede che per esigenze di carattere
eccezionale, che pero` non devono durare piu` di tre anni, devono
essere riconducibili ad eventi imprevedibili non fronteggiabili con l'attivita`
dei dipendenti e dei consulenti e richiedere una prestazione lavorativa
straordinaria, i soggetti conferenti, previa dettagliata motivazione, possono
anche derogare a tale limite massimo. E sempre con motivazione specifica
e trasparente riguardo i requisiti di professionalita`, esperienza e merito in
relazione alla tipologia di prestazione richiesta, le singole amministrazioni
o societa` potranno attribuire al medesimo soggetto piu` incarichi in deroga
al limite massimo previsto;
durante l'esame in sede referente, nelle Commissioni riunite V e
VI della Camera dei deputati, del presente decreto legge 2011-2011, e`
stato introdotto l'articolo 23-ter il quale prevede, al comma 1, che con decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri sia definito il trattamento
economico di chiunque riceva emolumenti o retribuzioni dalle pubbliche
amministrazioni, nel rispetto di un parametro massimo. In particolare, la
disposizione riguarda chiunque riceva a carico delle finanze pubbliche
emolumenti o retribuzioni nell'ambito di rapporti di lavoro dipendente o
autonomo con pubbliche amministrazioni statali, compreso il cosiddetto
personale non contrattualizzato,
considerato che:
in sede di Finanziaria 2008, era stata data una certa enfasi alla
norma in questione quale rimedio agli stellari compensi previsti all'interno
della galassia degli incarichi pubblici e ci si sarebbe aspettati, con il decreto
attuativo, una riduzione della spesa e non semplicemente la sua invarianza,
come previsto all'articolo 8 che, nella sostanza, conferma quello
che si capisce leggendo il testo della norma, cioe` che, tra deroghe ed esenzioni,
il sistema non e` cambiato di molto,
impegna il Governo:
nell'ambito dell'operazione di "austerity" avviata per contenere le
spese in tempi particolarmente difficili per la finanza pubblica, a varare
con celerita` gli opportuni provvedimenti miranti a dare armonia e compatibilita`
di mercato al tema ed al valore delle retribuzioni, delle indennita`,
dei compensi erogati dalla pubblica amministrazione, di qualsivoglia provenienza
e senza eccezioni;
a definire, in particolare, il trattamento economico annuo onnicomprensivo
di chiunque riceva a carico delle finanze pubbliche, anche per
quota, emolumenti o retribuzioni nell'ambito di rapporti di lavoro dipenT:/
dente o autonomo con pubbliche amministrazioni statali, di cui all'articolo
1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni, con enti e societa` partecipate e vigilate o anche parzialmente
finanziate a carico del bilancio pubblico, esclusa la cassa integrazione,
con gli enti di cui alle tabelle A e B della legge 29 ottobre
1984, n. 720 e successive modificazioni e per coloro che ricevono contributi
pubblici, ivi incluso il personale in regime di diritto pubblico di cui
all'articolo 3 del medesimo decreto legislativo, stabilendo come parametro
massimo di riferimento il trattamento economico del primo presidente
della Corte di cassazione.
(numerazione resoconto Senato G23-ter.106)
(9/3066/137)
Fleres, Viespoli, Castiglione, Centaro, Ferrara, Poli Bortone, Piscitelli,