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Atto a cui si riferisce:
C.1/00795 [Tutelare il rilevante patrimonio immobiliare pubblico della disciolta Cinecittà-Luce]



La Camera,
premesso che:
l'articolo 14 del decreto-legge n. 98 del 2011, convertito dalla legge n. 111 del 2011 prevede l'istituzione di una società a responsabilità limitata, denominata Istituto Luce-Cinecittà, con sede a Roma con capitale sociale di 15 mila euro detenuto interamente dal Ministro dell'economia e delle finanze;
l'onere derivante dalla sottoscrizione del capitale per la costituzione della società a responsabilità limitata è finanziato attraverso corrispondente riduzione dello stanziamento del Fondo unico dello spettacolo, come risultante dalla tabella C della legge di stabilità 2011 (legge n. 220 del 2010);
la nuova società sostituisce, di fatto, Cinecittà luce spa che viene messa in liquidazione e trasferita alla società Fintecna o a società da essa interamente controllata, presumibilmente Fintecna immobiliare, preso atto che il comma 8 dell'articolo 33 dello stesso decreto-legge prevede la liquidazione della Patrimonio spa società immobiliare interamente controllata da Fintecna;
si pone, di conseguenza, il problema di quale possa essere il destino del rilevante patrimonio immobiliare pubblico della disciolta Cinecittà-Luce costituito da edifici di grande valore storico e monumentale destinati all'intero ciclo della produzione cinematografica e televisiva e da terreni di completamento del compendio storico degli stabilimenti;
Cinecittà, costruita nel 1936 su progetto di Gino Peressutti, costituisce ancora oggi il più moderno ed attrezzato

stabilimento cinematografico d'Europa con 16 teatri di posa costruiti negli anni Trenta e altri 6 realizzati negli anni successivi, per complessivi 600 mila metri quadrati di superficie, due piscine esterne e una interna per riprese acquatiche, 40 mila metri quadrati di strade e piazze, 35 mila metri quadrati di giardini;
le strutture tecniche consentono di realizzare contenuti multimediali, film, produzioni televisive dal primo ciak alla post produzione, dalla stampa alla prima copia e con strutture tecnologiche digitali avanzate, attrezzature e professionalità per tutte le lavorazioni;
l'indotto complessivo degli addetti, delle professioni, delle aziende che operano in Italia nel campo della produzione cinematografica è calcolabile all'incirca in 8.000 addetti direttamente impegnati nel settore dello spettacolo e del cinema, 12.000 aziende che lavorano nel settore della produzione di contenuti, 250.000 persone impegnate nella filiera produttiva e delle tecnologie comunque collegate,


impegna il Governo:


a operare affinché il polo degli stabilimenti e delle infrastrutture di Cinecittà, dell'Istituto Luce e del Centro sperimentale di cinematografia resti destinato alla originaria funzione di produzione, tutela e formazione del prodotto cinematografico e audiovisivo;
a disporre del patrimonio immobiliare pubblico delle tre realtà precedentemente indicate e costituito da edifici storici e di più recente costruzione e da terreni liberi, in funzione delle finalità industriali e culturali per le quali sono sorti e, comunque, nel pieno rispetto delle norme vigenti che regolano l'utilizzo del patrimonio immobiliare pubblico di tipo storico e monumentale come anche stabilito dall'articolo 55 all'articolo 59 del codice dei beni culturali (decreto legislativo n. 42 del 2004);
a verificare tali indirizzi con il gestore «Cinecittà Studios», al fine di una piena garanzia sul rilancio industriale dell'intero polo di Cinecittà puntando con decisione ad una politica integrata tra diversi soggetti pubblici e privati - RAI, Anica -, alla promozione di eventi e di rassegne che abbiano come location gli studi cinematografici storici, all'interazione con altri importanti insediamenti produttivi a partire dal complesso ex De Laurentiis di Castelromano, presso Roma, e a costruire una proposta complessiva e condivisa per il rilancio del settore della produzione di contenuti multimediali e del territorio coinvolto;
a salvaguardare e sviluppare il patrimonio delle «Teche» concentrando sull'Istituto Luce il versamento di molti importanti fondi, anche al fine di preservare un inestimabile patrimonio storico e di tutela della memoria storica nazionale e popolare del Paese;
a impegnare, d'intesa con gli enti locali interessati e competenti in materia urbanistico edilizia, le aree residue del compendio storico di Cinecittà allo sviluppo delle attività produttive e industriali proprie di Cinecittà, evitando il rischio di impropri utilizzi a fini di valorizzazione commerciale non connessi al rilancio del polo cinematografico più importante d'Italia e di Europa;
ad assumere iniziative volte a prevedere nel quadro della programmazione economica e finanziaria, pur nel rispetto dei vincoli dettati dalla intensa azione di risanamento intrapresa per garantire la stabilità monetaria, adeguate risorse per il rilancio del polo di Cinecittà, Istituto Luce e centro sperimentale di cinematografia impegnando risorse pubbliche anche attraverso la Cassa depositi e prestiti, ma anche ricercando ogni forma di collaborazione economica per mobilitare risorse private.
(1-00795)
«Morassut, Giulietti, Melandri, Coscia, Argentin, Carella, Pompili, Meta, Rugghia, Tidei, Causi, Gasbarra, Villecco Calipari».