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Atto a cui si riferisce:
C.1/00793 [Revocare tutte le autorizzazioni in corso per le trivellazioni in mare]



La Camera,
premesso che:
le piattaforme petrolifere presenti nei mari producono composti chimici costituiti da atomi di carbonio ed idrogeno (idrocarburi) altamente cancerogeni per l'uomo e fortemente inquinanti per l'ambiente;
a causa della presenza di queste piattaforme, il nostro Mediterraneo è l'area marina più inquinata dal petrolio di tutto il globo;
le sostanze rilasciate da detti impianti entrano nella catena alimentare anche per un raggio di 10 chilometri, mentre le strutture metalliche presenti sui fondali alterano gli equilibri marini e distruggono gli habitat naturali. Lo spiaggiamento di alcune preziose specie animali come i capodogli (Physeter macrocephalus Linnaeus 1758), è stato collegato all'attività degli airgun utilizzati per le prospezioni geosismiche, in quanto causa di disorientamento degli esseri marini;
le piattaforme petrolifere inoltre possono provocare incidenti estremamente gravi, in questo senso si ricorda il rogo del 1988 alla Piper Alpha, nel quale persero la vita 167 persone, e l'incendio della Deep Water Horizon della British petroleum nel Golfo del Messico, che produsse un danno ambientale irreparabile;
tutto questo senza considerare la perdita di valore turistico per le zone che subiscono la presenza di questi impianti, e il conseguente danno per l'economia locale;
una delle compagnie interessate all'estrazione dell'oro nero oltre la Petrolceltic Elsa, l'Audax Energy, la Repsol, l'Edison, la Puma Petrolium, la San Leon Energy eccetera, è la società londinese Northern Petroleum, che attualmente è titolare sia come operatore unico che in compartecipazione con Shell Italia E&P dei seguenti permessi di ricerca di idrocarburi:
a) «C.R146.NP» nel Canale di Sicilia;
b) «C.R147.NP» nel Canale di Sicilia;
c) «G.R17.NP» nel Canale di Sicilia;
d) «G.R18.NP» nel Canale di Sicilia;
e) «G.R19.NP» nel Canale di Sicilia;
f) «G.R20.NP» nel Canale di Sicilia;
g) «G.R21» nel Canale di Sicilia;
h) «G.R22.NP» nel Canale di Sicilia;
i) «F.R39.NP» al largo delle coste pugliesi;
l) «F.R40.NP» al largo delle coste pugliesi;

inoltre la medesima società è titolare di ulteriori istanze di permesso, e segnatamente:
a) «d 21GR.NP» nel Canale di Sicilia;
b) «d 25GR.NP» nel Canale di Sicilia;
c) «d 26GR.NP» nel Canale di Sicilia;
d) «d 29GR.NP» nel Canale di Sicilia;
e) «d 60FR.NP» a largo delle coste pugliesi;
f) «d 61 FR.NP» a largo delle coste pugliesi;

g) «d 63 FR.NP» a largo delle coste pugliesi;
h) «d 65FR.NP» a largo delle coste pugliesi;
i) «d 66FR.NP» a largo delle coste pugliesi;
l) «71 FR.NP» a largo delle coste pugliesi;
m) «d 72 FR.NP» a largo delle coste pugliesi;
n) «d 75 FR.NP» a largo delle coste pugliesi;
o) «d 77 FR.NP» a largo delle coste pugliesi;
p) «d 78 FR.NP» a largo delle coste pugliesi;
q) «d 149 D.R-NP» a largo delle coste pugliesi;
r) «d 347C.R-NP» a largo delle coste della Sicilia;
s) «d 351C.R-NP» a largo delle coste della Sicilia;
t) «d 362C.R-NP» a largo delle coste della Sicilia;

l'alto numero di autorizzazioni a parere dei firmatari del presente atto di indirizzo fa pensare ad un vero e proprio «attacco al Mediterraneo» nel tratto compreso tra Sicilia, Calabria e Puglia;
i cittadini e le istituzioni locali hanno manifestato chiaramente il loro dissenso, organizzando iniziative di protesta come quella di Monopoli del 23 gennaio 2010, che ha visto la partecipazione di oltre 7 mila persone, o quella a Termoli del 7 maggio 2011 contro le trivellazioni alle isole Tremiti, alla quale hanno aderito 280 associazioni tra Puglia, Abruzzo e Molise e circa 3 mila manifestanti;
le associazioni impegnate contro le trivellazioni in un incontro con il consiglio regionale della Puglia hanno annunciato per il mese di gennaio 2012 una mobilitazione che coinvolgerà istituzioni, enti locali, parlamentari, sindacati, sigle professionali, associazioni e tantissimi giovani uniti per dire No alla ricerca di petrolio in Adriatico;
il 19 luglio 2011 il consiglio regionale della Puglia ha approvato all'unanimità una proposta di legge sul «Divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi», tutelando dall'attività estrattiva tutta l'area adriatica;
la regione Puglia ha depositato diversi ricorsi al giudice amministrativo, in particolare quello presentato dalla regione e dal comune di Ostuni è stato vinto al Tar Lecce, che ha sospeso l'istanza di permesso di ricerca idrocarburi denominato «d61 F.R. - NP», mentre con sentenza del 23 giugno 2010 il Tar di Bari ha accolto nel merito il ricorso proposto dalla regione contro il decreto di valutazione di impatto ambientale rilasciato dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare a favore della società Northern Petroleum per l'esecuzione di sondaggi geosismici al largo delle coste pugliesi, tra Monopoli e Brindisi;
il 7 luglio 2010 il commissario europeo responsabile per l'energia Gunther Oettinger ha dichiarato che «Date le attuali circostanze, ogni governo responsabile dovrebbe al momento praticamente congelare i nuovi permessi per le perforazioni. Questo significa di fatto una moratoria sulle nuove trivellazioni fino a che le cause dell'incidente del golfo del Messico non saranno note e fino a che non saranno state individuate le giuste misure per prevenire e affrontare questo tipo di emergenze»;
il 21 novembre 2011 il consiglio comunale straordinario svoltosi a Polignano a Mare ha approvato un ordine del giorno che chiede una moratoria sulle autorizzazioni alle trivellazioni petrolifere. All'incontro hanno partecipato numerosi sindaci pugliesi che hanno manifestato

grande preoccupazione per quanto sta accadendo in Adriatico;
all'interrogante risulta che la direzione generale per le valutazioni ambientali del Ministero, con nota protocollo n. DSA - 2007-001364 e protocollo n. DSA - 2007-0013642 del 14 maggio 2007, ha disposto l'esonero dalla VIA (valutazione di impatto ambientale) di due istanze di permesso di ricerca idrocarburi della Northern Petroleum. Tale decisione sarebbe avvenuta senza il contributo in fase di istruttoria tecnica degli enti territoriali interessati, delle istituzioni competenti e contro le sentenze emesse dal tribunale amministrativo regionale di Bari e di Lecce, in accoglimento dei ricorsi della regione Puglia;
l'attività di prospezione relativa ai quadranti F39 ed F40 è in fase di completamento in questi giorni e le autorizzazioni rilasciate contemplano anche la possibilità di installare pozzi in profondità;
la notizia dello svolgimento di tali attività di prospezione da parte delle navi Princess e Thor Guardian della Northern Petroleum e soprattutto l'eventualità che le stesse possano preludere alla installazione di piattaforme petrolifere sta destando notevole allarme sociale nei comuni pugliesi maggiormente interessati, da anni impegnati nel rilancio turistico del territorio ed in una intensa azione di tutela ambientale e paesaggistica;
anche la sola possibilità di prevedere la futura installazione di tali piattaforme petrolifere potrebbe enormemente incidere sull'immagine di tutta l'area interessata, compromettendone l'identità territoriale e la forte vocazione turistica, danneggiando in maniera irreversibile la prima risorsa economica di questi territori;
le norme vigenti ed in particolare le disposizioni contenute nel decreto legislativo n. 152 del 2006, come modificate dal decreto legislativo n. 128 del 2010 nella interpretazione suggerita dal Ministero competente, prevedono che in caso di autorizzazioni relative ad attività di ricerca e realizzazione di impianti di tale natura, meglio indicate e individuate negli articoli 4, 6 e 9 della legge 9 gennaio 1991, n. 9, vieppiù se previste al di fuori delle acque territoriali nazionali, possano rilasciarsi senza alcun coinvolgimento formale delle istituzioni locali e regionali, bensì soltanto con una mera attività consultiva;
tale forma di consultazione non è prevista per le autorizzazioni già rilasciate e tale deroga potrebbe compromettere in maniera irreversibile l'ambiente marino, attesa l'enorme quantità di permessi già in fase di realizzazione e svolgimento;
anche in ipotesi di attività di ricerca ed estrazione che si svolgano al di fuori delle acque territoriali, sarebbe ragionevole prevedere un coinvolgimento vero e formale delle comunità locali interessate, in quanto confinanti con le aree di ricerca, prevedendo che quanto meno il parere delle regioni coinvolte sia obbligatorio e vincolante, ai fini del rilascio delle autorizzazioni, e debba essere regolarmente acquisito anche per quelle già rilasciate,


impegna il Governo:


ad adottare le opportune iniziative volte a revocare tutte le autorizzazioni in corso e ad effettuare la moratoria per le trivellazioni nel Mediterraneo in acque nazionali;
ad assumere nel più breve tempo possibile un'iniziativa normativa che recepisca le indicazioni di cui sopra ed apporti le idonee e necessarie modifiche alle disposizioni nazionali, in maniera da salvaguardare l'autonomia delle comunità interessate ed il loro reale coinvolgimento in progetti di tali dimensioni e incidenza territoriale, con la previsione del parere obbligatorio e vincolante delle regioni, anche relativamente ad autorizzazioni già rilasciate, ed eventualmente ad assumere iniziative per sospendere con urgenza, mediante atti anche di natura amministrativa,

ove possibile, lo svolgimento delle attività di ricerca ed estrazione attualmente in fase di svolgimento.
(1-00793)
«Di Pietro, Servodio, Distaso, Ria, Patarino, Pisicchio, Barbato, Bellanova, Boccia, Bordo, Capano, Cera, Di Giuseppe, Di Stanislao, Divella, Favia, Aniello Formisano, Fucci, Ginefra, Grassi, Losacco, Mariani, Mastromauro, Messina, Monai, Oliverio, Leoluca Orlando, Piffari, Savino, Vico, Zazzera».