• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/04829-A/152 [Interventi di sostegno all'agricoltura]



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/4829-A/152 presentato da NICODEMO NAZZARENO OLIVERIO testo di venerdì 16 dicembre 2011, seduta n.562

La Camera,
premesso che:
il provvedimento in esame reca disposizioni urgenti per la crescita, l'equità ed il consolidamento dei conti pubblici; un riequilibrio duraturo dei conti pubblici è strettamente connesso con il rafforzamento del potenziale di sviluppo dell'economia italiana e sono pertanto necessarie misure strategiche che fungano da volano alla ripresa economica dei settori produttivi;
tra i settori produttivi quello primario conta su un tessuto produttivo di oltre un milione di imprese (il 16 per cento del totale delle imprese italiane) mentre circa 70.000 sono quelle dell'industria alimentare; se si considerano anche l'industria alimentare, la distribuzione e i servizi, il settore agroalimentare vale oltre 220 miliardi di euro;
il Made in Italy agroalimentare è il secondo comparto, dopo il manifatturiero, in termini di contributo all'economia nazionale con un incidenza circa pari al 15 per cento del Prodotto Interno Lordo (PIL);
non è più rimandabile delineare una vera strategia di ripresa del settore primario per elevarne il valore aggiunto ai livelli necessari per incidere con efficacia sulla crescita e sulla competitività del sistema Paese;
il decreto contiene invece delle misure che, in linea con le sue finalità, fanno partecipare il comparto agricolo ai sacrifici richiesti in questo particolare momento di crisi economica all'Italia mediante un inasprimento della tassazione relativa all'imposta municipale (IMU) sui fabbricati rurali abitativi e strumentali e sui terreni agricoli; in relazione a questi ultimi viene accolta con favore l'introduzione del principio del riconoscimento del lavoro del produttore;
al contrario, il settore produttivo primario non rientra nell'ambito di applicazione delle misure per lo sviluppo in materia di deduzione dal reddito d'impresa della componente derivante dal rendimento nozionale di nuovo capitale proprio e delle agevolazioni fiscali riferite al costo del lavoro contenute negli articoli 1 e 2 né sono previste misure specifiche per il rilancio competitivo delle imprese agricole;
rilevato che:
i nodi centrali da sciogliere per rilanciare il comparto agricolo sono senza dubbio quelli relativi all'erosione dei redditi degli agricoltori, alla stabilità dei mercati, all'aumento del costo delle materie prime energetiche e alimentari e alle difficoltà di accesso al credito per le imprese agricole;
il reddito agricolo reale per addetto ha subito notevoli diminuzioni nel 2009 e nel 2010; come registrato dai dati Eurostat è cresciuta la distanza tra i redditi degli agricoltori italiani e quella degli agricoltori europei; infatti nel 2010 il reddito degli agricoltori italiani ha registrato una variazione in diminuzione sull'anno precedente del 2,8 per cento, mentre gli andamenti europei hanno registrato un incremento del reddito agricolo per addetto del 12,6 per cento come UE a 27 e del 14,8 per cento come area euro (16 Paesi);
i prezzi agricoli diminuiti in maniera rilevante nel 2008 e 2009 (rispettivamente del 16,3 per cento e del 6,1 per cento) nel corso del 2010 hanno mostrato segnali di ripresa pur sempre nell'ambito di una estrema volatilità che rappresenta il maggior ostacolo ad una ripresa duratura e concreta del settore primario. In particolare il rapporto prezzi/costi agricoli che, tra il 2000 e il 2010, è stato pari a +1,5 per cento (prezzi) e +3,7 per cento (costi), ha notevolmente eroso il potere di acquisto degli agricoltori;
la ripresa del settore primario, anche per il 2011, appare fiaccata dall'andamento dei prezzi, estremamente volatili, e dall'andamento dei costi che, al contrario dei prezzi, sono costanti e tendono sempre a salire; risulta, quindi, fondamentale che la politica economica del Governo per l'agricoltura individui misure per stabilizzare i mercati e sostenere i redditi degli agricoltori;
per stabilizzare i mercati e sostenere il settore agricolo un intervento incisivo potrebbe essere rappresentato dal contenimento del fattore costi, in particolare per quel che riguarda le materie prime energetiche utilizzate in agricoltura, in primo luogo il gasolio il cui costo è aumentato del 35 per cento;
i rincari delle materie prime energetiche hanno effetti rilevanti e pervasivi sull'attività agricola nel suo complesso perché il gasolio agricolo viene utilizzato non solo nelle macchine adibite a lavori agricoli ma anche negli impianti e nelle attrezzature destinati ad essere impiegati nelle attività agricole e forestali, nonché nelle macchine per la prima trasformazione dei prodotti agricoli e, in quantità rilevanti, negli impianti per il riscaldamento delle serre; molto colpito da tale rincaro anche il settore della pesca, che ha dovuto fronteggiare, tra l'altro, un mercato in forte crisi, che ha assorbito quantità sempre minori di prodotto fresco;
la normativa comunitaria consente agli Stati membri di applicare esenzioni o riduzioni totali o parziali dell'aliquota di accisa agli oli minerali usati sotto controllo fiscale [...] esclusivamente nei lavori agricoli o orticoli nonché nella silvicoltura e nella piscicoltura d'acqua dolce, con un regime di aiuto temporaneo (durata massima cinque anni) e decrescente, quando può essere dimostrato che tali aiuti sono necessari a compensare una perdita di competitività sul piano internazionale e se costituiscono un incentivo alla riduzione dell'inquinamento o alla rapida introduzione di metodi più efficienti di utilizzazione delle risorse;
l'indebitamento bancario per il settore agricolo rischia di diventare un onere gravoso, soprattutto in questa fase di difficoltà economica e di restrizione creditizia;
numerose sono le imprese agricole in difficoltà economiche, specialmente al Sud, che avrebbero semplicemente necessità di riequilibrare la loro posizione finanziaria attraverso l'accensione di operazioni di ristrutturazione dei loro debiti bancari, ma trovano forti difficoltà ad accedere a questi finanziamenti. Lo Stato e le regioni, per mancanza di risorse e anche per i limiti posti dalla Commissione Europea sugli «Aiuti di Stato» su operazione di consolidamento o di semplice ristrutturazione finanziaria, non sono stati finora in grado di intervenire;
inoltre, alla luce della nuova regolamentazione creditizia prevista da Basilea, che dà particolare importanza alle garanzie come strumenti utili per la mitigazione del rischio, le imprese agricole non possono contare su di un adeguato sistema di garanzie;
infine bisogna sottolineare come i consorzi fidi in agricoltura non hanno ottenuto il successo che si riscontra in altri settori produttivi ed è importante favorire un loro sviluppo e rafforzamento, attraverso anche una politica di agevolazioni al loro accorpamento, per dare una competenza territoriale più ampia ed un bacino di utenza superiore, sia in termini di volumi patrimoniali, che di numero di associati,

impegna il Governo

ad assumere, analogamente a quanto previsto per gli altri settori produttivi nel presente decreto, i seguenti interventi necessari per il rilancio competitivo del settore primario:
a) nell'ambito delle politiche di sostegno alle imprese:
1) a predisporre un piano specifico di aiuto alla crescita economica delle imprese agricole agevolando gli investimenti in innovazione tecnologica e nell'internazionalizzazione del prodotto;
2) a prevedere agevolazioni fiscali riferite al costo del lavoro in agricoltura;
3) a prevedere misure di agevolazioni fiscali per contenere il costo delle materie prime energetiche utilizzate in agricoltura;
4) a prevedere misure di agevolazione fiscale per l'aggregazione e l'accorciamento della filiera mediante il potenziamento delle organizzazioni dei produttori anche alla luce delle indicazioni della nuova PAC;
5) ad intervenire per facilitare l'accesso al credito delle imprese agricole mediante la creazione di un adeguato sistema di garanzie che sviluppi e rafforzi i consorzi fidi in agricoltura mediante una politica di agevolazioni al loro accorpamento e alla loro crescita patrimoniale e territoriale;
b) nell'ambito delle politiche per l'innovazione a predisporre un ambizioso progetto di cablatura delle imprese agricole;
c) nell'ambito delle politiche per il lavoro, a prevedere uno specifico piano per rilanciare e aumentare l'occupazione giovanile e femminile nelle aziende agricole in linea con quanto sta già avvenendo a livello europeo;
d) nell'ambito delle politiche riguardanti la concorrenza e l'efficienza amministrativa, a prevedere un programma specifico per il settore primario riguardo alla riduzione degli oneri amministrativi connessi all'attività di produzione agricola.
9/4829-A/152.Oliverio, Zucchi, Agostini, Brandolini, Marco Carra, Cenni, Cuomo, Dal Moro, Fiorio, Marrocu, Mario Pepe (PD), Sani, Servodio, Trappolino, De Pasquale.