• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.9/1-00501/002 [Tutelare gli enti locali più virtuosi]



Atto Senato

Ordine del Giorno 9/1-00501/2 presentato da GIOVANNI PISTORIO
martedì 13 dicembre 2011, seduta n. 644

Il Senato,
premesso che:
l'articolo 119, comma quinto, della Costituzione prevede che lo Stato "destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni" al fine di "rimuovere gli squilibri economici e sociali";
l'articolo 18 della legge 5 maggio 2009, n. 42, "delega al Governo in materia di federalismo fiscale", prevede con apposito disegno di legge collegato alla manovra di finanza pubblica che il Governo proponga "un patto di convergenza" volto a realizzare "l'obiettivo della convergenza dei costi e dei fabbisogni standard dei vari livelli di governo nonché un percorso di convergenza degli obiettivi di servizio ai livelli essenziali delle prestazioni e alle funzioni fondamentali";
ciò significa inserire nuovamente nella agenda politica nazionale la "questione del riequilibrio territoriale" attraverso un piano pluriennale di interventi per realizzare un "patto di convergenza", di natura strutturale, da affiancare al "patto di stabilità interno", di natura congiunturale, per consentire la piena convergenza dei territori con minore capacità fiscale;
il riequilibrio territoriale costituisce la premessa indispensabile per il passaggio dal criterio della spesa storica a quello dei costi e fabbisogni standard nel finanziamento delle funzioni, che costituisce il perno della legge n. 42 del 2009 (il patto di convergenza è finalizzato all'armonizzazione delle condizioni strutturali dei diversi territori prerequisito necessario per applicare i costi e i fabbisogni standard, se non si riduce il gap, come è possibile introdurre i nuovi criteri senza creare disuguaglianza? La spesa storica interiorizza il divario, invece i costi e i fabbisogni standardnon tengono conto del fatto che in un territorio svantaggiato la stessa infrastruttura o servizio o bene costa di più. Il piano pluriennale serve appunto ad eliminare queste differenze uniformando il territorio);
le spese che investono i diritti fondamentali di cittadinanza quali sanità, assistenza, istruzione, nonché quelle inerenti le funzioni fondamentali degli enti locali, prevedono l'integrale copertura dei fabbisogni finanziari e che solo le altre spese vengono affidate in misura maggiore al finanziamento con gli strumenti propri della autonomia tributaria, per le quali si prevede una perequazione parziale delle capacità fiscali, ossia un finanziamento delle funzioni che tiene conto dei livelli di ricchezza differenziati dei territori (se un territorio è più ricco può fornire maggiori servizi non essenziali, ma quelli essenziali devono essere comunque garantiti uniformemente in tutto il territorio nazionale, quindi se i costi standard dicono che una funzione fondamentale costa 100 e un ente ha solo entrate per 80 gli altri 20 dovranno essere coperti dalla perequazione);
l'attuazione degli indici di virtuosità degli enti territoriali, ai sensi dell'articolo 20, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, così come integrato dal decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, che prevedono l'esenzione degli enti appartenenti alla classe più virtuosa dal concorso al contributo previsto dal patto di stabilità interno, minerebbe in radice, senza la contestuale realizzazione del patto di convergenza, la possibilità di coprire in modo uniforme sull'intero territorio nazionale i fabbisogni relativi alle funzioni fondamentali, in contrasto con lo spirito e la lettera della legge n. 42 del 2009 nonché dell'articolo 3 della Costituzione sul principio di uguaglianza; (un esempio i trasferimenti ai comuni, che saranno aboliti con l'entrata in vigore della legge n. 42, valgono 11,2 miliardi, il decreto n. 23 del 2011 cosiddetto "federalismo municipale" sostituisce i trasferimenti con un meccanismo articolato, - IMU, imposta di bollo cedolare secca su affitti - di cui fanno parte anche i fondi di riequilibrio finalizzati a correggere gli effetti dell'applicazione del nuovo decreto che a causa della autonomia impositiva penalizza i più svantaggiati e avvantaggia quelli più ricchi. La simulazione della CGIA di Mestre ha dimostrato che gli enti locali che avrebbero uno svantaggio sono tutti al Sud e tutti i comuni che avrebbero un vantaggio sono al Nord. In questa situazione esonerare i comuni più virtuosi dal contributo al Fondo sperimentale, la cui azione è volta ad azzerare gli scostamenti prodotti dall'attuazione del decreto, avrebbe l'effetto contrario, aumentare il divario);
il richiamato meccanismo del nuovo patto di stabilità interno non è stato oggetto di approfondito dibattito in quanto inserito in una manovra di correzione dei conti pubblici dettata dall'emergenza finanziaria, oltre ad essere il risultato della forte pressione esercitata nel precedente esecutivo dalla Lega Nord;
sarebbe necessario introdurre nei criteri di formazione delle classi di virtuosità parametri che tengano conto del punto di partenza degli enti territoriali e locali e del miglioramento progressivo dell'ente rispetto alla situazione iniziale in proporzione alla propria capacità di ridurre l'indebitamento;
il Fondo sperimentale di riequilibrio previsto dal decreto legislativo n. 23 del 2011 per i comuni, nonché il Fondo sperimentale previsto dal decreto legislativo n. 68 del 2011 per le province sono stati introdotti nei citati dispositivi normativi per riequilibrare la sperequazione a favore degli enti locali settentrionali per cui escludere dal concorso gli enti più virtuosi, quelli della prima e seconda classe, avrebbe l'effetto di scaricare solo sugli altri l'azione perequativa peggiorando i loro squilibri,
impegna il Governo:
ad avviare con sollecitudine il patto di convergenza nella sua articolazione pluriennale;
a subordinare alla attuazione del patto di convergenza l'avvio delle esenzioni dal concorso al patto di stabilità interno prevista dall'articolo20, comma 2, del decreto-legge n. 98 dei 2011;
a valorizzare ed ampliare il coefficiente di correzione connesso alla dinamica nel miglioramento conseguito dalle singole amministrazioni, che va commisurato non tanto all'azione delle "precedenti" quanto alla evoluzione dei parametri strutturali dell'ente stesso che rappresentano la vera misura della performance di miglioramento soprattutto negli enti territoriali con minore capacità fiscale;
ad evitare l'esclusione degli enti più virtuosi dalla contribuzione ai fondi sperimentali di riequilibrio fondata sull'indice di virtuosità in quanto in contrasto con la funzione stessa dei fondi, finalizzati a colmare il divario che si determina negli enti con minore capacità fiscale.
(numerazione resoconto Senato G2)
(9/1-00501/2)
PISTORIO, FLERES, POLI BORTONE, BRUNO, MILANA, STRANO, GALIOTO, VIESPOLI, PAPANIA