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Atto a cui si riferisce:
S.1/00509 [assegnazione permanente del gruppo dei Bronzi dorati di Pergola al Centro operativo museale della città di Pergola]



Atto Senato

Mozione 1-00509 presentata da SALVATORE PISCITELLI
mercoledì 7 dicembre 2011, seduta n.643

PISCITELLI, VILLARI, FAZZONE, SAIA, MENARDI, FANTETTI, CASTIGLIONE, SARRO, COSTA, BIANCHI, MAZZARACCHIO, ESPOSITO, DE ANGELIS - Il Senato,

premesso che:

i Bronzi dorati da Cartoceto di Pergola sono l'unico gruppo in bronzo dorato di epoca romana esistente al mondo;

il famoso gruppo equestre fu rinvenuto a Cartoceto di Pergola il 26 giugno 1946. Gli studiosi appurarono sin da subito che si trattava di un unico gruppo statuario, in bronzo dorato, del I secolo d.C., di elevata qualità artistica, realizzato con tecnica raffinatissima;

pressoché unanime fu al tempo anche l'identificazione dei personaggi che costituiscono il complesso bronzeo. Si ritenne, infatti, che il monumento in origine fosse formato dalla statua equestre dell'Imperatore Tiberio (che però non è stata rinvenuta), dalla di lui madre Livia e da Agrippina Maggiore, madre dei due cavalieri Druso III e Nerone Cesare le cui statue equestri chiudono il gruppo ai due lati;

dopo il ritrovamento, i Bronzi dorati vennero sottoposti ad una lunga e laboriosa opera di restauro grazie all'impegno economico della Società metallurgica italiana, restauro realizzato con tecniche e materiali d'avanguardia presso il Centro di restauro di Firenze, città dove vennero esposti al pubblico nel 1987;

Pergola li accolse con l'entusiasmo dell'intera cittadinanza l'anno successivo. Da allora, voluti e difesi dalla popolazione, che si oppose a un blitz della Soprintendenza archeologica delle Marche, accompagnata dalla forza pubblica, con il quale si voleva depredare la città di Pergola, medaglia d'oro al Risorgimento, i Bronzi dorati sono divenuti l'emblema della città e tale attaccamento ispirò le decisioni del Ministero dei beni culturali che vennero avvalorate da numerosi pronunciamenti giurisprudenziali;

con il decreto ministeriale del 24 febbraio 1989 è stato istituito dal Ministero dei beni culturali un Centro operativo e museale misto in Pergola, che fu posto sotto la giurisdizione delle Soprintendenze per i beni ambientali e architettonici, per i beni archeologici e per i beni artistici e storici delle Marche;

in data 30 giugno 1993, l'allora Ministro per i beni culturali e ambientali, professor Alberto Ronchey - rilevata l'opportunità di depositare presso il Centro operativo museale di Pergola i Bronzi dorati da Cartoceto di Pergola e vista la disponibilità dell'Amministrazione provinciale di Pesaro e Urbino a cedere al Ministero, per almeno novantanove anni, i locali necessari al Centro museale - così decretò: 1) si confermava l'istituzione in Pergola del Centro operativo museale di cui al decreto ministeriale 24 febbraio 1989 alle dipendenze della Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici, per i beni archeologici e per i beni artistici e storici delle Marche; 2) il Centro operativo museale si sarebbe avvalso della collaborazione dell'Amministrazione Provinciale di Pesaro e Urbino per quanto concerneva l'uso dei locali e dell'Amministrazione Comunale di Pergola per quanto atteneva alla sistemazione museale dei locali anzidetti e all'attrezzatura dei laboratori, nonché agli oneri del personale di custodia; 3) al Centro suddetto venivano assegnati per esposizione permanente i Bronzi dorati da Cartoceto di Pergola;

in data 1° luglio 1999, presso il Ministero dei beni culturali, fu sottoscritto tra il Comune di Pergola, la Provincia di Pesaro e Urbino, il Comune di Ancona e la Provincia di Ancona un impegno cui seguì, il 27 luglio 2001, una convenzione tra le stesse Amministrazioni che prevedeva una alternanza espositiva periodica del fragile ed unico gruppo dei Bronzi dorati di Pergola tra il Centro operativo museale di Pergola e il Museo archeologico di Ancona;

con provvedimento n. 100 del 31 gennaio 2002, il Sottosegretario al Ministero per i beni e le attività culturali on. Vittorio Sgarbi, in accordo con l'assessore alla cultura della Regione Marche, nell'ottica del rilancio complessivo della Regione Marche nel settore dei beni culturali, esaminato il problema dei Bronzi da Cartoceto di Pergola, al fine di garantirne la migliore tutela, riteneva inammissibile la precedente decisione (del 1° luglio 1999) che avrebbe causato il frequente spostamento di opere fragili ed importanti. Pertanto decideva di lasciare i Bronzi nella sede di Pergola a tempo indeterminato;

con sentenza n. 3066/2008 il Consiglio di Stato, Sezione VI, ha considerato non valida la convenzione del 2001 sul pendolarismo dei Bronzi dorati tra le città di Pergola e Ancona per mancanza di sottoscrizione da parte del Ministero dei beni culturali e ha ritenuto prevalente la successiva decisione n. 100 del 2002 per la esposizione permanente dei Bronzi dorati presso il Centro operativo museale di Pergola;

a seguito della suddetta pronuncia, Comune e Provincia di Ancona hanno presentato, nel 2009, ulteriore Ricorso per la revocazione della sentenza del Consiglio di Stato, Sezione VI, n. 3066/2008;

il giorno 9 ottobre 2011, il Sottosegretario al Ministero per i beni e le attività culturali, sen. Riccardo Villari, dopo essersi recato personalmente in visita al Gruppo dei Bronzi dorati presso il Centro operativo museale di Pergola, confermò quanto i suoi predecessori avevano statuito dichiarando che riteneva giusto che i Bronzi rimanessero esposti dove erano stati trovati; peraltro la struttura museale risultava davvero ottima. Si trattava di un gruppo scultoreo sorprendente e tutto il museo era molto interessante e ottimamente curato. Rivolgeva complimenti sinceri all'Amministrazione comunale di Pergola e ai pergolesi che tutelavano al meglio la storia nobile della loro città protagonista del Risorgimento italiano;

il Consiglio di Stato (Sezione Sesta), con sentenza depositata in data 23 novembre 2011, ha invece accolto il ricorso per revocazione presentato da Comune e Provincia di Ancona e, contraddicendo la precedente decisione n. 100 del 31 gennaio 2002 del Sottosegretario al Ministero per i beni e le attività culturali, on. Vittorio Sgarbi, ha addotto la mancanza di elementi per suffragare quanto affermato dal Sottosegretario stesso su un effettivo pericolo di conservazione dell'opera conseguente agli spostamenti, statuendo che le Amministrazioni coinvolte avrebbero dovuto lealmente collaborare, al fine di individuare una soluzione allocativa (entro il termine di quattro mesi, decorrente dal deposito della sentenza), in coerenza con quanto previsto nell'accordo del 27 luglio 2001;

a seguito di tale pronuncia, si è appreso da notizie di stampa che l'Assessore regionale delle Marche con delega alla cultura e al bilancio avrebbe chiesto che venisse confermata la scelta della conservazione permanente dei Bronzi dorati a Cartoceto di Pergola presso il Centro operativo museale di Pergola, appositamente istituito dal Ministero per i beni e le attività culturali. Anche il nuovo Direttore generale per le Marche del Ministero per i beni e le attività culturali si è espresso per la permanenza del gruppo dei Bronzi dorati nella sede operativa museale di Pergola;

tenuto conto che:

dal 1998 una copia del tutto identica al gruppo equestre è esposta presso il Museo archeologico delle Marche con sede ad Ancona e un'altra ricostruzione è esposta sul tetto del medesimo Museo;

ad oggi, il Ministero per i beni e le attività culturali e la Soprintendenza archeologica delle Marche possono contare presso il Centro operativo museale di Pergola, il cui onere economico è sostenuto interamente dal Comune di Pergola in sinergia con la Provincia di Pesaro e Urbino, oltre 125.000 visitatori;

la sentenza del Consiglio di Stato umilia profondamente l'intera comunità di Pergola che, grazie alla presenza di un monumento storico così importante, ha visto crescere e sviluppare attorno a tale patrimonio la ricchezza ed il benessere del suo intero territorio. Inoltre, non si giustifica tanto accanimento da parte del Comune di Ancona e della sua Provincia che, peraltro, non interpretano il sentimento delle proprie popolazioni e che da anni tentano di espropriare la città di Pergola di un bene amato e rigorosamente conservato, tutelato e promosso dalle amministrazioni comunali che si sono succedute e dai cittadini pergolesi tutti,

impegna il Governo:

ad assumere le opportune iniziative di competenza affinché il gruppo dei Bronzi dorati permanga a Pergola, così confermando quanto più volte statuito dai Governi che si sono succeduti nel tempo e dallo stesso Ministero per i beni e le attività culturali e cioè l'assegnazione permanente del gruppo dei Bronzi dorati di Pergola al Centro operativo museale della città di Pergola, istituito con decreto ministeriale del 24 febbraio 1989 e confermato con decreto ministeriale 30 giugno 1993;

ad offrire un riconoscimento alla città di Pergola che, sulla base delle decisioni del Ministero per i beni e le attività culturali e in sinergia con la Provincia di Pesaro e Urbino, ha conservato e valorizzato il gruppo dei Bronzi dorati di Pergola in maniera egregia e con propri investimenti che hanno ormai superato complessivamente i tre milioni e seicentomila euro.

(1-00509)