• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/06360 [Garantire una maggiore tutela dei cittadini, della flora e della fauna marina]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-06360 presentata da RAFFAELE LAURO
mercoledì 30 novembre 2011, seduta n.640

LAURO, SARRO, SALTAMARTINI, CARDIELLO, CORONELLA, COSTA, COMPAGNA - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

i mari svolgono un ruolo fondamentale per il clima e costituiscono un'importante fonte di ricchezza, di risorse alimentari e di lavoro per centinaia di milioni di persone;

nel Mediterraneo si affacciano oltre 20 Stati, con circa 400 milioni di abitanti, di cui più di 130 milioni vivono lungo le coste, scaricando in mare liquami, idrocarburi, prodotti chimici reflui industriali di ogni genere;

il trasporto marittimo di petrolio greggio e dei prodotti della raffinazione ha rappresentato una notevole fonte di inquinamento del mare con grave nocumento alla salute umana, alla fauna e alla flora. Per anni si è registrata un'alta percentuale di incidenti, fra collisioni, incendi, incagli e conseguenti sversamenti in mare di prodotti inquinanti, con preponderanza di idrocarburi, aggravata dalla noncuranza degli equipaggi delle petroliere che, dalle sentine, scaricavano in mare, dopo aver pulito le stive, solventi e petrolio;

considerato che:

a partire dagli anni '70, la comunità internazionale prese atto della grave situazione di compromissione dell'equilibrio ecologico delle acque e varò una serie di leggi e regolamenti per tutelare se stessa da accadimenti catastrofici, che si ripetevano con frequenza;

c'è stato un impegno concreto degli Stati mediterranei nel promuovere lo sviluppo e l'applicazione del sistema, disegnato dalla Convenzione di Barcellona del 1976, adottata sotto l'egida del Consiglio intergovernativo del programma ambientale delle Nazioni Unite (UNEP);

le legislazioni nazionali hanno provveduto, nel corso degli anni, all'inasprimento delle sanzioni legate all'inquinamento; alla formulazione di più stringenti direttive nella costruzione di petroliere con doppio scafo; alla formazione attenta del personale di bordo; al divieto di navigazione per le petroliere negli stretti a rischio, come le Bocche di Bonifacio e lo stretto di Messina; ai controlli satellitari, al raddoppio dei premi assicurativi per gli armatori sanzionati e a controlli severi della Guardia costiera e della Guardia di finanza, oltre che pattugliatori aerei e navali;

valutato che:

secondo i dati sull'inquinamento del Mediterraneo, forniti dai 21 Paesi partecipanti alla Terza Conferenza ministeriale euro-mediterranea, tenutasi al Cairo il 20 novembre del 2006, è emerso che il pericolo maggiore per il mar Mediterraneo sia rappresentato attualmente dalle tonnellate di sostanze inquinanti, scaricate annualmente dagli impianti industriali (85.000 tonnellate di metalli pesanti, 900.000 tonnellate di fosforo, 200.000 tonnellate di azoto, 47 tonnellate di policiclici aromatici);

trattasi di sostanze pericolose per l'ambiente e la salute umana, riversate nel mare dalle industrie della fascia costiera, cui vanno sommate le cifre dell'inquinamento proveniente dai fiumi e di quello causato dal traffico marittimo e dagli incidenti;

l'ultimo avvenimento catastrofico in Italia avvenne nel 1991, a causa dell'affondamento della petroliera "Haven" fuori dal porto di Genova (la nave trasportava 80.000 tonnellate di greggio che, riversandosi in mare, inquinarono tutte le coste dell'Alto Tirreno fino alla Costa Azzurra ed alla Spagna);

la Società Consortile Castalia, consorzio composto da soci armatori operanti nei vari porti nazionali, è impegnata con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare a mezzo di una convenzione pluriennale con 35 imbarcazioni per la raccolta di idrocarburi in mare, dal costo di circa 25 milioni di euro l'anno;

gli interventi in mare vengono disposti dal Ministero dell'ambiente, eseguiti tecnicamente e operativamente dalla Società Consortile Castalia e coordinati dalle Capitanerie di porto/Guardia costiera;

il modello organizzativo è composto da una struttura operativa a terra e da mezzi navali specializzati;

le attività vengono svolte secondo il Piano operativo annuale, disposto dal Ministero, che vigila sulla corretta esecuzione del medesimo anche attraverso le autorità periferiche delegate (Capitanerie di Porto), avendo, tra l'altro, la facoltà di accertare lo stato di efficienza del servizio;

la Società Consortile Castalia fornisce ad ogni Capitaneria di porto l'elenco delle unità dislocate ed operanti nell'ambito del compartimento marittimo (nei periodi in cui non sono operative, le unità restano inoperose nei porti, anche se a disposizione per ogni chiamata di emergenza);

per il taglio degli stanziamenti la flotta Castalia si è ridotta da 70 imbarcazioni a 35 ed ha provocato la soppressione delle imbarcazioni destinate alla pulizia sottocosta con fondali bassi e la raccolta del macroinquinamento galleggiate;

il controllo capillare, esercitato tramite satelliti, pattugliatori della Capitaneria di porto/Guardia costiera e Guardia di finanza, ha prodotto un maggior rispetto delle leggi e dei regolamenti, anche comunitari, provocando il quasi azzeramento degli incidenti inquinanti (sicuramente quello di grandi dimensioni);

dalle relazioni annuali sull'attività antinquinamento, prodotte dal Ministero dell'ambiente, così come evidenziato dalle indagini condotte dalla Corte dei conti, Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato, si rileva che il minor dato riferito alla raccolta dei rifiuti in mare vada attribuito, non solo alla riduzione degli incidenti in mare, ma anche ad una drastica riduzione dell'attività di raccolta che, a causa della contrazione delle disponibilità di bilancio, è stata limitata soltanto ai rifiuti da idrocarburi;

tra le ulteriori criticità, va sottolineato l'anomalo e controverso rapporto tra il Ministero e la Società Consortile Castalia;

ridotto il problema legato allo sversamento degli idrocarburi in mare per incidenti, rimane irrisolto, quindi, il problema del macroinquinamento galleggiante e semisommerso dei rifiuti solidi, composti in larga parte da plastiche,

si chiede di conoscere:

quali azioni il Ministro in indirizzo intenda perseguire per garantire una maggiore tutela dei cittadini, della flora e della fauna marina, posta la notoria forte influenza sulla salute di ogni tipo di inquinamento, compreso quello dei mari;

se non ritenga di adottare una linea di politica generale diversificata, in relazione alle nuove esigenze sorte per la tutela del mare e, di conseguenza, della salute delle popolazioni, non solo costiere, rivolta alla generalità dei consociati;

se non ritenga di valutare, in relazione alle suesposte considerazioni, la concreta utilità del vincolo convenzionale con la Società Consortile Castalia.

(4-06360)