• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/06311 [Garantire la trasparenza nella gestione economica della SIAE]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-06311 presentata da GIOVANNI LEGNINI
martedì 29 novembre 2011, seduta n.638

LEGNINI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri per i beni e le attività culturali e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

la SIAE, Società italiana degli autori ed editori, ai sensi della legge 9 gennaio 2008, n. 2, recante "Disposizioni concernenti la Società italiana degli autori ed editori", è ente pubblico economico a base associativa;

l'art. 1, comma 3, della suddetta legge, prevede che "il Ministro per i beni e le attività culturali esercita, congiuntamente con il Presidente del Consiglio dei ministri, la vigilanza sulla SIAE. L'attività di vigilanza è svolta sentito il Ministro dell'economia e delle finanze, per le materie di sua specifica competenza";

il 26 ottobre 2009 il dottor Gaetano Blandini, direttore generale per il cinema presso il Ministero per i beni e le attività culturali, è stato nominato nuovo direttore generale della SIAE;

il 9 marzo 2011, con decreto del Presidente della Repubblica, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 81 dell'8 aprile 2011, il dottor Gian Luigi Rondi è stato nominato commissario straordinario della SIAE. Con lo stesso decreto sono stati nominati sub commissari del medesimo ente il professor avvocato Mario Stella Richter e l'avvocato Domenico Luca Scordino che sembrerebbe essere l'avvocato di fiducia del direttore generale Gaetano Blandini;

come emerge dalle considerazioni contenute nello stesso decreto il commissariamento dell'ente si è ritenuto necessario a causa dell'impossibilità di funzionamento degli organi deliberativi dovuto ad una "sofferenza" del modello di governance della Società e alla mancata approvazione del bilancio preventivo 2011, propedeutico all'attuazione del piano strategico 2010-2013, indispensabile per un adeguato risanamento economico-finanziario della società;

nel 1951 si è costituito il Fondo pensioni per il personale di ruolo della SIAE con finalità di previdenza integrativa e con personalità giuridica autonoma riconosciuta dal 1955, avente un proprio statuto, un proprio consiglio di amministrazione (composto da 3 membri nominati dalla SIAE fra cui viene scelto il Presidente il cui voto in caso di parità vale doppio, e 3 eletti da pensionati ed iscritti al Fondo pensioni), un proprio collegio dei revisori (composto di 5 membri di cui 2 nominati dalla SIAE, 2 eletti da pensionati ed iscritti al fondo ed un presidente nominato direttamente dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali);

il Fondo pensioni per il personale di ruolo della SIAE, previo accordo con la SIAE e con le conseguenti modifiche statutarie, è stato chiuso a nuove iscrizioni nel 1978 ed è quindi ad esaurimento. In quell'occasione la SIAE si è assunta l'obbligazione in solido del pagamento delle prestazioni, come espresso dallo statuto del Fondo pensioni che, all'art. 60, prevede: "Il pagamento delle pensioni o indennità liquidate dal Fondo nei casi e nelle misure previste dal presente Statuto è garantita dalla SIAE, che resta solidalmente obbligata";

il Fondo pensioni per il personale di ruolo della SIAE possiede attualmente un patrimonio immobiliare del valore, stimato al 31 dicembre 2009, di circa 103 milioni di euro. I pensionati sono circa 600 e gli iscritti ancora in servizio circa 100;

sulla base di quanto indicato nell'art. 60 dello statuto, la SIAE fino al 2008 ha erogato gli importi versati a copertura del fabbisogno del Fondo pensioni per il personale di ruolo della SIAE a titolo definitivo, imputandoli nel conto economico del proprio bilancio consuntivo;

nel 2009 si è constatato il sostanziale equilibrio economico-finanziario prospettico del Fondo pensioni per il personale di ruolo della SIAE, cioè che il valore del patrimonio immobiliare del Fondo era superiore al valore attualizzato delle prestazioni da erogare;

in base a questa nuova situazione, nel novembre 2009 è stato sottoscritto un protocollo di intesa tra SIAE e Fondo pensioni che, tenendo conto del raggiunto risultato di equilibrio economico-finanziario prospettico del Fondo, a partire dal 1° gennaio 2009 prevedeva che le somme versate dalla SIAE al Fondo per il pagamento delle prestazioni pensionistiche fossero erogate a titolo di anticipazione e non più a titolo definitivo, come avvenuto fino a quel momento;

detto protocollo è stato approvato dal Collegio dei revisori e dal consiglio di amministrazione del Fondo pensioni, dal collegio dei revisori, dalla società di revisione del bilancio e dal consiglio di amministrazione della SIAE, e trasmesso alla COVIP (Commissione di vigilanza sui fondi pensione) che non ha avuto nulla da eccepire;

contestualmente, il consiglio di amministrazione del Fondo pensioni per il personale di ruolo della SIAE ha deliberato la graduale dismissione del patrimonio immobiliare, iniziando le pratiche per la vendita ad inquilini ed a terzi che avevano accettato la proposta di vendita a prezzo di mercato, di una prima tranche di circa 20 appartamenti, nel rispetto dei criteri di equilibrio economico-finanziario prospettico;

dal 1° gennaio 2009 al 31 dicembre 2010 la SIAE ha erogato a titolo di anticipazione la somma di 13.443.664 euro;

in data 26 marzo 2011 è cessato dall'incarico per raggiunti limiti di età il direttore del Fondo pensioni per il personale di ruolo della SIAE, e l'incarico è stato assunto ad interim dal direttore generale della SIAE, dottor Gaetano Blandini; contestualmente i 3 membri del consiglio di amministrazione di nomina SIAE hanno rimesso il loro mandato e sono stati sostituiti da persone scelte dall'attuale gestione commissariale;

nel mese di giugno 2011 il consiglio di amministrazione del Fondo pensioni per il personale di ruolo della SIAE ha approvato il bilancio consuntivo 2010, ribadendo l'equilibrio economico-finanziario prospettico del Fondo pensioni;

successivamente a quella data, lo stesso consiglio di amministrazione del Fondo pensioni per il personale di ruolo della SIAE, a maggioranza, ha revocato il progetto di vendita graduale degli immobili;

in data 14 luglio 2011 è stato approvato il bilancio consuntivo 2010 della SIAE, che presenta una perdita per l'esercizio 2010 di 18.696.871 euro, di fatto interamente ascrivibile alla costituzione di Fondi rischi per far fronte al disavanzo del bilancio tecnico attuariale al 31 dicembre 2010 del Fondo pensioni SIAE (4.169.000 euro) e svalutazione di anticipazioni per il 100 per cento delle somme anticipate negli anni 2009 e 2010 (13.443.664 euro), imputabili alla gestione del Fondo pensioni per il personale di ruolo della SIAE, giustificando tale decisione, tra l'altro, con il rischio che gli ulteriori esborsi futuri per la SIAE non risultino integralmente fronteggiati da adeguato patrimonio del Fondo;

il bilancio consuntivo è stato approvato dal commissario straordinario nonostante le perplessità della società di revisione Ernst & Young e nonostante il collegio dei revisori della SIAE, nella sua relazione al bilancio consuntivo 2010, abbia espresso parere negativo alla costituzione di tali fondi rischi, ritenendoli ingiustificati e dichiarando, tra l'altro, che l'ipotesi di rischio paventata dalla gestione commissariale appare ad oggi remota, poiché nel lungo periodo il credito della SIAE risulta ampiamente compensato dal valore degli immobili del Fondo e quindi il collegio dei revisori non può condividere la svalutazione degli anticipi erogati e l'accantonamento al fondo rischi effettuato dalla gestione commissariale;

nei due anni di permanenza del dottor Blandini a direttore generale della SIAE sono stati assunti 7 nuovi dirigenti, tra cui il dottor Gianfranco Cerasoli con l'incarico di responsabile delle relazioni industriali, che risulta rivestire anche l'incarico di dirigente sindacale UIL presso il Ministero per i beni e le attività culturali, in palese contrasto con quanto previsto dalla circolare n. 11 emanata il 6 agosto 2010 dal Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione Renato Brunetta, che prevede limitazioni per il conferimento degli incarichi dirigenziali sulle strutture che gestiscono il personale dovute alla titolarità attuale o passata di cariche in organizzazioni sindacali o partiti politici e all'aver avuto rapporti di collaborazione con tali organizzazioni;

nel mese di settembre 2011 è stato rinnovato il contratto collettivo nazionale di lavoro del personale dirigente della SIAE, con un costo stimato a regime per la società di oltre 2 milioni di euro;

nel mese di ottobre 2011 il direttore generale della SIAE, Gaetano Blandini, ha disdetto tutti gli accordi vigenti relativi al personale non dirigente, con il dichiarato intento di procedere a drastici tagli sotto i profili normativi ed economici, giustificando tale provvedimento con la necessità di risanare il grave stato di crisi economico-finanziaria in cui si trova la SIAE e ipotizzando l'esubero di circa 200 dipendenti di ruolo;

il dottor Gaetano Blandini percepisce un compenso annuo di 350.000 euro, cui si aggiungono 50.000 euro per la funzione di responsabile per la sicurezza e 100.000 euro a titolo di premio per il raggiungimento degli obbiettivi prefissati, che è stato erogato per l'anno 2010 all'interessato nonostante il bilancio consuntivo in perdita;

attualmente in SIAE risultano attribuite circa 100 consulenze esterne, per un costo annuo stimabile in oltre 4 milioni di euro;

l'art. 6, comma 7, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, recante "Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica", a partire dal 2011, prevede una limitazione per la spesa annua per incarichi di consulenza che non può essere superiore al 20 per cento di quella sostenuta nell'anno 2009,

si chiede di sapere:

se il Governo sia a conoscenza dei fatti riportati in premessa;

quali misure ritenga necessario adottare per garantire la trasparenza nella gestione economica della SIAE, quale ente pubblico economico, con particolare riferimento all'abnorme costituzione di fondi rischi e alla svalutazione di anticipi erogati, che ha determinato una perdita d'esercizio per circa 18 milioni di euro, ai rischi per i lavoratori, per gli oltre 90.000 associati e, in generale, ai rischi per le prospettive gestionali ed economiche dell'ente, all'abnorme ricorso alle consulenze esterne, pure in presenza della limitazione di legge indicata in premessa;

quali misure ritenga opportuno adottare per assicurare la trasparenza e la pubblicità delle condizioni contrattuali e degli ulteriori emolumenti percepiti a vario titolo dal direttore generale, che comportano annualmente un costo a carico dell'ente stimabile in 500.000 euro, nonché delle condizioni in favore dei consulenti esterni che gravano sul bilancio dell'ente per un importo annuo stimabile in oltre 4 milioni di euro, che va ad aggiungersi al costo dei dirigenti;

quali iniziative intenda assumere, nell'ambito della misura di spending review prevista all'articolo 01 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, per ricondurre a ragionevole economicità una gestione eccessivamente onerosa dell'ente.

(4-06311)