• Testo MOZIONE

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Atto a cui si riferisce:
S.1/00501 [Valorizzare e premiare l'attività degli enti territoriali più efficienti, che soddisfano i parametri di virtuosità previsti]



Atto Senato

Mozione 1-00501 presentata da ROBERTO CALDEROLI
martedì 29 novembre 2011, seduta n.638

CALDEROLI, BRICOLO, MAURO, CASTELLI, BODEGA, MAZZATORTA, ADERENTI, BOLDI, CAGNIN, DAVICO, DIVINA, FRANCO Paolo, GARAVAGLIA Massimo, LEONI, MARAVENTANO, MONTANI, MONTI Cesarino, MURA, PITTONI, RIZZI, STIFFONI, TORRI, VACCARI, VALLARDI, VALLI - Il Senato,

premesso che:

in data 2 dicembre 2009, nel corso del dibattito parlamentare sulle mozioni in materia di riforme istituzionali, è stato approvato, oltre al testo della maggioranza (1-00207), anche un testo proposto dalla senatrice Finocchiaro ed altri (1-00205, testo 3);

il 28 settembre 2011, nel corso di una seduta d'Aula sul medesimo argomento, non si è proceduto alla votazione delle mozioni presentate, aggiornando il dibattito ad un tempo successivo. In quell'occasione l'allora Ministro per la semplificazione normativa ebbe a dire: "se il tema sta veramente a cuore al Senato (...) perché non dedicare due mezze giornate alla settimana, ad esempio il martedì mattina ed il giovedì, che vengono normalmente poco utilizzate, per affrontare in una fase costituente solo quel determinato argomento (...) Credo che se per otto ore alla settimana si lavorasse in tal senso (...), entro due mesi riusciremmo ad arrivare in Aula";

il 19 ottobre 2011 è stata approvata dal Senato la richiesta di dichiarazione d'urgenza in ordine a numerosi disegni di legge sulle riforme costituzionali tra cui l'Atto senato 2941 recante "Disposizioni concernenti la riduzione del numero dei parlamentari, l'istituzione del Senato federale della Repubblica e la forma di Governo";

nella composizione dell'attuale Governo non è stato previsto il Ministro per le riforme e per il federalismo;

i tempi che il Senato si era dato per arrivare ad approvare alcune riforme istituzionali sono ampiamente trascorsi, senza che nessuna iniziativa in tal senso sia andata in porto;

considerato come sia oggettivamente difficile, visti i tempi a disposizione da qui alla fine della Legislatura, arrivare ad una riforma complessiva della Carta costituzionale, si ritiene necessario procedere, senza ulteriore indugio, all'approvazione dei numerosi disegni di legge costituzionali volti alla riduzione del numero dei parlamentari, attualmente all'esame della Commissione permanente di competenza;

ritenuto che, nelle more di un'organica riforma della Costituzione, sia comunque necessario dare piena e immediata attuazione alle vigenti disposizioni di legge in maniera da valorizzare e premiare l'attività degli enti territoriali più efficienti, che soddisfano i parametri di virtuosità previsti, e attivare così un circuito virtuoso che porti ad un contenimento della spesa pubblica e ad una ottimizzazione dei servizi resi ai cittadini;

sottolineata pertanto la necessità che sia adottato senza indugio il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze che deve ripartire gli enti territoriali in quattro classi, sulla base di una serie di parametri di virtuosità, ai sensi dell'art. 20, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, così come integrato dal decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148;

sottolineata altresì la necessità che sia data tempestivamente certezza in ordine alle risorse a disposizione degli enti territoriali, in particolare con riguardo all'assegnazione delle risorse derivanti a comuni e province dal Fondo sperimentale di riequilibrio,

delibera di avviare un percorso volto a promuovere, in tempi rapidi, l'esame e l'eventuale approvazione dei disegni di legge costituzionale concernenti la riduzione del numero dei parlamentari;

impegna il Governo:

ad adottare senza indugio il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze relativo agli indici di virtuosità degli enti territoriali, ai sensi dell'art. 20, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, così come integrato dal decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148;

ad adottare altresì senza indugio il decreto del Ministro dell'interno che, ai sensi dell'articolo 2 del decreto legislativo n. 23 del 2011, deve stabilire le modalità di alimentazione e di riparto del Fondo sperimentale di riequilibrio dei comuni per l'anno 2012, nonché le quote del gettito dei tributi immobiliari spettanti ai comuni medesimi che, anno per anno, sono devolute al Comune ove sono ubicati gli immobili oggetto di imposizione;

ad adottare inoltre senza indugio il decreto del Ministro dell'interno che, ai sensi dell'articolo 21 del decreto legislativo n. 68 del 2011, deve stabilire le modalità di riparto del Fondo sperimentale di riequilibrio delle province per l'anno 2012;

a prevedere che il concorso delle regioni, delle province autonome di Trento e di Bolzano, delle province e dei comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica, per gli anni 2012 e successivi, ai sensi delle disposizioni recate dai citati decreti-legge n. 98 del 2011 e n. 138 del 2011, non abbia applicazione nei confronti degli enti territoriali compresi nella prima classe di virtuosità, con riguardo tanto al patto di stabilità interno quanto alla riduzione dei trasferimenti e delle risorse spettanti a ciascun ente dal Fondo sperimentale di riequilibrio.

(1-00501)