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Atto a cui si riferisce:
C.4/13674 [Richiesta di esonero per i dipendenti pubblici]



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata giovedì 17 novembre 2011
nell'allegato B della seduta n. 550
All'Interrogazione 4-13674 presentata da
MARIALUISA GNECCHI
Risposta. - In riferimento all'interrogazione in esame con il quale l'interrogante chiede alcuni chiarimenti in merito all'istituto dell'esonero dal servizio, si rappresenta quanto segue.
L'articolo 72 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni nella legge 6 agosto 2008, n. 133, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, prevede, per gli anni 2009, 2010, 2011, 2012, 2013 e 2014 che il personale in servizio presso le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, le Agenzie fiscali, la Presidenza del Consiglio dei ministri, gli enti pubblici non economici, le università, le istituzioni ed enti di ricerca, possa chiedere di essere esonerato dal servizio nel corso del quinquennio antecedente la data di maturazione della anzianità massima contributiva di 40 anni.
La richiesta di esonero dal servizio deve essere presentata dai soggetti interessati, improrogabilmente, entro il 1o marzo di ciascun anno, a condizione che entro l'anno solare raggiungano il requisito minimo di anzianità contributivo richiesto. Durante il periodo di esonero dal servizio, ai sensi del comma 3 dello stesso articolo, al dipendente spetta un trattamento temporaneo pari al cinquanta per cento di quello complessivamente goduto, per competenze fisse ed accessorie, al momento del collocamento nella nuova posizione. Ove durante tale periodo il dipendente svolga in modo continuativo ed esclusivo attività di volontariato, opportunamente documentata e certificata, presso organizzazioni non lucrative di utilità sociale, associazioni di promozione sociale, organizzazioni non governative che operano nel campo della cooperazione con i Paesi in via di sviluppo, la misura del predetto trattamento economico temporaneo è elevata dal cinquanta al settanta per cento.
Così delineato il quadro normativo, si evidenzia che la ratio della disciplina introdotta dal sopracitato articolo 72 è quella di favorire l'accesso al pensionamento dei dipendenti a cui mancano solo cinque anni al raggiungimento della massima anzianità contributiva, creando così un risparmio di spesa pubblica in un momento di grave congiuntura economica; difatti, durante il periodo di esonero, come poc'anzi anticipato, il dipendente è retribuito al 50 per cento o, al massimo, al 70 per cento.
Per quanto riguarda, poi, il rapporto tra la normativa di base dell'istituto in parola, che stabilisce una durata massima dell'esonero pari a cinque anni, ed il nuovo regime della «finestra mobile» introdotto dalla manovra finanziaria di cui decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito nella legge 30 luglio 2010, n. 122, in base al quale è posticipata la decorrenza del diritto al trattamento pensionistico per talune categorie di dipendenti, occorre precisare che il nuovo regime trova applicazione per le pensioni di vecchiaia e di anzianità solo nei confronti dei dipendenti che maturano il diritto all'accesso alle rispettive forme di pensionamento a decorrere dall'anno 2011.
Pertanto, nulla è cambiato in ordine alla decorrenza del trattamento pensionistico per i dipendenti che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre dell'anno 2010.
Per i dipendenti interessati all'applicazione del nuovo regime delle «finestre», occorre distinguere a seconda che l'esonero sia già in corso all'entrata in vigore del decreto-legge n. 78 del 2010 o debba essere ancora concesso o attivato.
Se l'esonero era già in corso, l'entrata in vigore del nuovo regime della «finestra mobile» porterà come conseguenza l'allungamento del periodo dell'esonero retribuito superando il limite del quinquennio. Ciò, in analogia a quanto avviene per i dipendenti che sono in servizio nell'amministrazione, per i quali prosegue il rapporto di lavoro sino al momento in cui possono conseguire il trattamento pensionistico.
Se l'esonero non è stato ancora concesso o attivato, la decorrenza dello stesso sarà fissata tenendo presente la «finestra mobile», mantenendo la durata al massimo quinquennale del periodo di esonero.
Ovviamente, deve ritenersi marginale e transitoria la disciplina relativa alle fattispecie in cui l'esonero sia stato autorizzato senza tener conto nella nuova «finestra unica» di cui all'articolo 12 del citato decreto-legge n. 78 del 2010, in quanto è evidente che solo eccezionalmente l'esonero viene prorogato di un anno, anche oltre i cinque anni previsti dal legislatore, dal momento che trattasi di una fattispecie che non può valere a regime.
La regola è, invece, che nelle ipotesi in cui si debba applicare la nuova finestra di dodici mesi, l'esonero sia autorizzato dalla rispettiva amministrazione con decorrenza iniziale differita di un anno e, precisamente, ad esempio, non al compimento dei trentacinque anni di contribuzione ma dei trentasei; questo in osservanza del principio per cui non può sussistere soluzione di continuità tra reddito e pensione. Ne consegue che, in tutte le fattispecie di esonero, la data di cessazione del rapporto di lavoro dovrà avvenire al termine del quarantunesimo anno di contribuzione e non più del quarantesimo.
In particolare, l'interrogante chiede se il Governo non ritenga di dover promuovere una modifica alla vigente normativa, al fine di consentire a coloro che sono già in regime di esonero, o che lo richiederanno entro la conclusione del periodo di applicazione (fino al 2014), di accedere al pensionamento nella data prevista al momento dell'accoglimento della domanda di esonero, ovvero di rientrare in servizio su espressa richiesta.
A tal riguardo - su concorde avviso della Ragioneria generale dello Stato - si fa presente che l'articolo 12 del decreto-legge n. 78 del 2010 ha stabilito in modo tassativo, ai commi 4 e 5, le deroghe al nuovo regime delle decorrenze e che, conseguentemente, qualsiasi iniziativa legislativa diretta all'ampliamento delle eccezioni all'applicazione delle nuove «finestre», ovvero alla possibilità di rientro in servizio, determinerebbe maggiori oneri rispetto alla normativa vigente, per i quali dovrebbe essere individuata idonea copertura finanziaria.

Il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione: Renato Brunetta.