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Atto a cui si riferisce:
C.4/13077 [Eccidi compiuti in Italia durante la seconda guerra mondiale dai militari tedeschi]



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata giovedì 17 novembre 2011
nell'allegato B della seduta n. 550
All'Interrogazione 4-13077 presentata da
LAURA GARAVINI
Risposta. - L'azione del ministero degli affari esteri volta a risolvere con la Germania le controversie collegate alle stragi naziste e al biennio 1943-45 si è sviluppata negli ultimi anni su un duplice binario, politico-diplomatico e giuridico.
Sul piano politico-diplomatico, la nostra azione ha inteso, da un lato, «sensibilizzare» la Germania sulle aspettative di giustizia dei familiari di coloro che furono vittime di stragi, deportazioni e internamenti, e, dall'altro, perpetuare la memoria del tragico biennio 1943-45, nel solco degli ideali di riconciliazione, solidarietà e integrazione che sono alla base del processo di costruzione dell'Europa.
In tale ambito, a fronte di una indisponibilità del Governo tedesco a riaprire verso l'Italia programmi di risarcimenti/indennizzi ad personam e non potendo d'altra parte ignorare il cammino percorso da Italia e Germania nella costruzione di una nuova Europa, l'azione del Ministero degli affari esteri si è orientata verso la ricerca di una «giustizia storica» e forme di «riparazione morale», ovvero di un'intesa con Berlino su «gesti di peso politico e morale», intesi a rafforzare una prospettiva di riconciliazione tra i nostri Paesi, segnatamente al livello di società civile.
In questa direzione, i risultati sin qui ottenuti appaiono meritevoli di essere sottolineati. Il vertice intergovernativo italo-tedesco, tenutosi a Trieste il 18 novembre 2008, ha segnato in proposito una tappa fondamentale. In tale contesto si svolse infatti la visita alla risiera di San Sabba - luogo di transito di molti militari e civili che furono deportati in Germania - dell'allora Vice cancelliere e Ministro degli esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier. Di questa visita a San Sabba venne fatto stato anche nella «Dichiarazione congiunta» a chiusura del Vertice, ove si sottolineava che «la Germania riconosce pienamente le gravissime sofferenze inferte agli italiani in particolare nelle stragi e agli ex-internati militari italiani e ne conserva la memoria».
Nella stessa cornice del vertice di Trieste, i Ministri degli affari esteri Frattini e Steinmeier lanciarono inoltre le seguenti due iniziative:

a) l'istituzione di una commissione di storici italiani e tedeschi con il mandato di un approfondimento comune sul passato di guerra italo-tedesco, come contributo alla costruzione di «una comune cultura della memoria»; la commissione ha lavorato proficuamente e ha contribuito all'avvio e/o allo sviluppo di nuove direttrici di ricerca storiografica, che coinvolgono anche giovani ricercatori; inoltre, a margine delle riunioni della Commissione (dal 2009, due all'anno, alternativamente in Italia e Germania), si sono svolti convegni e incontri aperti al pubblico sulle problematiche del periodo storico in questione; come da programma, la Commissione dovrebbe presentare il suo rapporto finale nella primavera del 2012;

b) l'istituzione di una piattaforma internet dedicata allo sviluppo di scambi giovanili tra Italia e Germania: anche questo progetto è stato portato a realizzazione, con un portale («Ciao-Tschau») ed una pagina su Facebook e Twitter, che sono già in contatto con l'utenza italiana e tedesca.
Il 26 marzo 2010, nell'auditorium del Goethe Institut di Roma, alla presenza di una delegazione della Provincia di Lucca e di una nutrita rappresentanza della popolazione di Sant'Anna a Stazzema, l'incaricato d'affari dell'Ambasciata di Germania ha insignito della Medaglia dell'Ordine al merito della Repubblica federale di Germania, per il loro instancabile e attivo lavoro a favore della pace e della riconciliazione italo-tedesca, i signori Enrico Pieri presidente dell'Associazione Martiri di Sant'Anna) ed Ennio Mancini (fondatore ed ex-direttore del Museo storico della Resistenza di Sant'Anna), all'epoca dei fatti bambini, sopravvissuti, con un piccolo gruppo di altri paesani, alla strage nazista del 12 agosto 1944, grazie ad un atto di misericordia del giovane militare tedesco che avrebbe dovuto ucciderli.
Il 30 agosto 2010, la fondazione tedesca «Topographie des Terrors», alla presenza del nostro Ambasciatore a Berlino, ha promosso una cerimonia di commemorazione delle vittime dell'internamento presso l'ex campo di lavoro forzato di Berlino-Schoeneweide, durante la quale è stata aperta al pubblico una delle baracche allestite nel lager, ove tra il 1943 e il 1945 furono detenuti oltre quattrocento nostri connazionali. Nello stesso luogo è stato istituito, a seguito di una decisione assunta dal Parlamento della città-stato di Berlino nel 2004, un centro di documentazione sul lavoro forzato durante il nazionalsocialismo.
Nella serie dei «gesti di peso politico e morale» si colloca anche l'impegno della Germania nella ricostruzione della Chiesa di San Pietro Apostolo ad Onna, uno dei paesi abruzzesi distrutti dal terremoto, teatro nel 1944 di una strage di civili da parte di truppe tedesche.
Sul piano giuridico, nell'ambito del contenzioso aperto dalla Germania davanti alla Corte internazionale di giustizia per asserita violazione da parte dell'Italia dell'immunità giurisdizionale dello Stato tedesco, in una linea di coerenza con la giurisprudenza della nostra suprema Corte di cassazione, la difesa italiana ha debitamente argomentato la situazione di eccezionalità che ha portato la stessa Corte a derogare al principio dell'immunità giurisdizionale degli Stati per gli atti jure imperii, stante la mancata ottemperanza da parte della Germania dell'obbligo inderogabile di riparazione in presenza di gravi violazioni del diritto umanitario internazionale.
La sentenza della Corte internazionale di giustizia è attesa per la fine del corrente anno (ovvero inizi dell'anno prossimo).

Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Alfredo Mantica.