• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/04773/004 [Far fronte all'emergenza conseguente all'alluvione che ha colpito la città di Genova e la provincia di La Spezia]



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/4773/4 presentato da SANDRO BIASOTTI testo di sabato 12 novembre 2011, seduta n.549

La Camera,
in sede di esame del disegno di legge di stabilità 2012,
premesso che:
il 25 e 26 ottobre 2011, il violento nubifragio che ha colpito la provincia di La Spezia, e in particolare le Cinque Terre, ha provocato la morte di 10 persone con interi paesi sventrati da fango e detriti, abitazioni distrutte, strade sprofondate, ferrovie bloccate;
solo pochi giorni dopo, il 4 novembre, in conseguenza di una violentissima pioggia, la città di Genova è stata letteralmente inondata da un fiume di fango, acqua e detriti, conseguenti all'esondazione dei torrenti Bisagno e Ferregiano, che si sono riversati con inaudita violenza in alcune zone della città, provocando 6 morti e la distruzione di infrastrutture, lo sventramento di attività commerciali, e ingentissimi danni alla città;
peraltro, va ricordato che il torrente Bisagno è considerato e classificato come torrente a rischio nazionale, mentre per quanto riguarda il torrente Ferregiano, fin dagli anni '60 si parlava - inutilmente - di costruire uno scolmatore, proprio per la sua messa in sicurezza;
secondo i dati contenuti nell'archivio storico degli eventi calamitosi (alluvioni e frane) in Italia, redatto dall'Istituto di ricerca e protezione idrogeologica (Irpi) del Cnr, la Liguria è storicamente tra le regioni più colpite da alluvioni e frane;
il responsabile dell'inventario dei fenomeni franosi in Italia per l'Ispra, dottor Alessandro Trigila, ha ricordato come nella sola Liguria sono censite 8.392 frane, con un indice di franosità (rapporto tra aree interessate da eventi franosi e totale del territorio) pari all'8,4 per cento, più alto della media nazionale del 6,9 per cento (per un totale di 486.000). In provincia di La Spezia le frane censite sono 1.482, mentre in provincia di Genova 3.978;
i troppo spesso drammatici effetti prodotti da detti eventi calamitosi che, con cadenza sempre più frequente, colpiscono le diverse regioni del nostro Paese, sono quasi sempre acuiti e amplificati da una gestione dissennata dei suoli e dei bacini idrografici, dall'assenza di una rigorosa politica di pianificazione, manutenzione e prevenzione territoriale, e da fenomeni di abusivismo edilizio;
si continuano a rincorrere le emergenze e le calamità, e a contare i danni e le vittime delle alluvioni, stanziando ogni volta ingenti risorse economiche necessarie per ricostruire le zone colpite. L'emergenza si traduce in un danno economico ingentissimo ormai costante nel tempo e sempre più frequente, senza però mai essere tradotto in investimenti duraturi attraverso interventi di prevenzione e di buona pianificazione urbanistica;
il «piano straordinario contro il dissesto idrogeologico», dotato di risorse per circa due miliardi e mezzo di euro fra fondi statali e cofinanziamento regionale, da definire attraverso la stipula di accordi di programma le regioni non è praticamente mai decollato, le risorse appaiono solo sulla carta;
a ciò va aggiunto che negli ultimi anni, gli stanziamenti ordinari del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare per la difesa del suolo, sono passati da oltre 550 milioni di euro del 2008, a circa 84 milioni di euro di quest'anno: un taglio insostenibile di quasi l'85 per cento,

impegna il Governo

ad assumere iniziative, anche legislative, al fine di:
far fronte all'emergenza conseguente al disastro alluvionale che ha colpito la città di Genova e la provincia di La Spezia, garantendo con la massima urgenza le risorse necessarie a sostegno dei territori e delle popolazioni colpite, prevedendo un adeguato finanziamento;
prevedere la sospensione dei termini di pagamento per tasse e contributi per le attività economiche colpite dagli eventi calamitosi, come già avvenuto in precedenti casi analoghi;
velocizzare il trasferimento delle risorse stanziate e destinate alle regioni e agli enti locali interessati dalle calamità naturali;
rendere immediatamente spendibili le risorse previste dal piano straordinario contro il dissesto idrogeologico previsto dal Governo due anni fa.
9/4773/4.Biasotti, Bonino, Cassinelli, Chiappori, Di Vizia, Minasso, Paladini, Rossa, Scajola, Scandroglio, Tullo, Zunino, Garofani, Mondello.