• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/06220 [Introduzione di animali dall'estero in Italia, in occasione di una fiera o di una mostra scambio]
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Testo della risposta scritta



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-06220 presentata da ACHILLE TOTARO
venerdì 11 novembre 2011, seduta n.636

TOTARO - Ai Ministri della salute, delle politiche agricole alimentari e forestali, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

soprattutto negli ultimi anni, in diverse località del Paese, si svolgono eventi denominati "mostra scambio" di animali, soprattutto esotici;

tali manifestazioni possono rappresentare sicuramente momenti di crescita socio-culturale per le persone, nonché contribuire alla conservazione di molte specie animali, diffondendo la passione per il loro allevamento;

la detenzione, la movimentazione e l'esposizione nonché la vendita di animali esotici sono sottoposte a regolamentazioni e leggi sia di carattere generale che specifiche (come le specie sottoposte a Cites), che garantiscono la legalità e il benessere degli animali;

tuttavia, FederFauna, confederazione sindacale che difende gli allevatori, i commercianti e i vari operatori del settore animali, nei mesi scorsi ha comunicato ai vari uffici veterinari per gli adempimenti degli obblighi comunitari (UVAC), alle Aziende sanitarie locali, ai Comandi del Corpo forestale e della Guardia di finanza competenti per territorio, diverse irregolarità segnalate dai propri associati, avvenute durante tali eventi;

alcuni operatori con sede in Italia hanno lamentato, ad esempio, che certi espositori stranieri effettuino vere e proprie introduzioni di animali a scopo commerciale, senza darne alcuna comunicazione all'UVAC competente per territorio e quindi sfuggendo a qualsiasi controllo sanitario e fiscale;

un'altra lamentela ricorrente riguarda presunte infrazioni delle norme sul trasporto degli animali, sempre in particolare da parte degli operatori stranieri, incluso l'uso di mezzi non autorizzati anche per trasportare grosse quantità di animali e talvolta con conseguenze gravi per il benessere degli stessi;

sono state inoltre segnalate vendite di animali senza rilascio di alcuna documentazione e addirittura cessioni di esemplari di specie la cui vendita risulta vietata nel Paese. Fatto peraltro riscontrato quest'anno dagli agenti del Corpo forestale dello Stato, durante una di queste manifestazioni nel Nord Italia;

in breve, FederFauna, la quale si vanta di essere un sindacato di categoria che difende i soggetti che operano nell'ambito della legalità e che ha a cuore il benessere degli animali, ha denunciato che alcune manifestazioni, che essa generalmente approva e sostiene, in alcuni casi celano finalità diverse da quelle dichiarate, talvolta trasformandosi in veri e propri mercati di animali incontrollati, danneggiando sia gli animali (che perdono di tracciabilità e garanzie di benessere) sia gli operatori regolari che subiscono una selvaggia concorrenza sleale, nonché provocando una distorsione del mercato,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, per quanto di rispettiva competenza, non ritengano opportuno attivare ogni accertamento al fine di assumere informazioni e di chiarire: 1) se e quali controlli vengano effettuati sugli animali che sono introdotti dall'estero in Italia, in occasione di una fiera o di una mostra scambio; 2) se possa essere considerata una movimentazione non commerciale quella di animali introdotti in Italia per prendere parte ad una delle richiamate manifestazioni se poi, in tale sede, gli animali medesimi vengono venduti ai visitatori; 3) se il passaggio di proprietà di tali animali, tra un soggetto estero ed uno residente in Italia, pur avvenendo in un momento successivo all'introduzione, non debba sempre e comunque essere comunicato all'UVAC e alla ASL competente per garantirne la tracciabilità; 4) se esista un requisito oggettivo, al di là della fattura o dello scontrino fiscale (che un soggetto può emettere o meno) che consenta di distinguere un operatore economico da uno cosiddetto amatoriale; 5) se intendano intraprendere iniziative al fine di colmare le lacune normative di questo specifico settore, nonché di chiarirne le disposizioni che si prestano a diverse interpretazioni, avvalendosi della collaborazione e consulenza delle associazioni di categoria, le quali, contrariamente alle associazioni protezionistiche, non sono ideologicamente contrarie alle attività produttive connesse agli animali, ma hanno grande competenza nel settore.

(4-06220)