• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/13893 [Grave crisi dell'azienda Manzardo]
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Testo della risposta scritta



PIFFARI e CIMADORO. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:
il 20 ottobre 2011 diversi organi di stampa locale e siti web (www/.gazzettadimantova.aelocal.it e www.mantova.com) hanno diffuso la notizia della grave crisi attraversata dalla «Manzardo», storica azienda bolzanina di vendita di termosanitari, presente anche in Trentino, Lombardia,

Veneto e Emilia Romagna, che negli ultimi due anni ha accumulato perdite per quasi 36 milioni di euro;
il gruppo, di cui faceva parte l'inglese Wolseley, pur avendo ripianato il rosso, con perdite che avevano superato un terzo del capitale, nel febbraio di quest'anno, dopo 12 anni, ha passato la mano cedendo le proprie quote e vendendo l'azienda a Hadleigh Partners, che controlla «Manzardo» attraverso Bourdon Building Materials Inc, holding finanziaria anch'essa britannica ma con sede alle Bahamas;
la nuova proprietà, pur assicurando l'investimento di nuove risorse finanziarie, a causa del blocco di alcuni fidi da parte delle banche, ha avviato da subito una diversa e severa politica aziendale di riduzione dei costi, rivedendo i contratti con fornitori e imprese artigiane e attuando i primi 69 licenziamenti nello stabilimento di Forlì;
per dare l'idea del valore occupazionale rappresentato da «Manzardo» nel settore, basti rilevare che prima di suddetti licenziamenti, l'azienda contava 430 addetti in tutta Italia. Nella sola provincia di Trento, ad esempio, oltre ai 50 addetti e ai cinque negozi (Rovereto, Arco, Cles, Castelnuovo Valsugana e Trento) l'azienda disponeva della sede di zona, punto di riferimento per i punti vendita di Feltre, Mantova e Sona (Verona);
nel 2010 l'azienda ha fatturato 139,4 milioni di euro, 10 milioni in meno del 2009, quando le vendite ammontavano a 149,9 milioni. La differenza tra valore e costi della produzione è però negativa sia nel 2009 che nel 2010. Nel 2009 lo squilibrio ammonta a 18 milioni. L'anno scorso scende a 11,2 milioni. Mentre, però, nel 2009 oltre 5 milioni di proventi straordinari contengono la perdita netta a 13,8 milioni, nel 2010 al margine negativo si aggiungono quasi 11 milioni di minusvalenze dalla chiusura di sette punti vendita in Romagna. Come si legge nell'ultima relazione al bilancio, il risultato economico negativo dipende soprattutto dal «perdurare della generalizzata situazione di forte crisi che ha investito tutti i settori dell'economia» e il relativo «calo dei consumi» che ha colpito anche gli acquisti di prodotti idrotermosanitari, di condizionamento e arredo bagno;
lo scorso 29 giugno 2011, in assemblea straordinaria, il nuovo presidente Martyn Meade ha spiegato che «la società ha ricevuto comunicazione che alcune linee di credito concesse da Unicredit erano state revocate e altre ridotte. Tale circostanza si è aggiunta al fatto che, negli ultimi esercizi, la società ha operato in perdita» e nonostante l'azionista di controllo, abbia manifestato la disponibilità a intraprendere azioni per sostenere l'azienda (professionisti affiancati agli attuali manager, contatti con le banche, fornitura di nuovi mezzi finanziari) i segnali di crescente disagio dell'azienda sono divenuti sempre più evidenti;
da alcune testate locali della provincia di Mantova, da articoli pubblicati il 21 e 22 ottobre 2011, si è appreso che, i 65 lavoratori dello stabilimento mantovano di Valdaro, senza alcun preavviso si sono trovati senza lavoro e con l'apertura di istanza di fallimento da parte dell'azienda;
dalle stesse fonti si apprende altresì che con un iter velocissimo, il tribunale di Bolzano ha dichiarato il fallimento della ditta Manzardo e che, il giudice delegato Francesca Bortolotti, dopo l'esame dei libri contabili depositati in Tribunale che ha messo in evidenza un'esposizione debitoria dell'azienda non più sostenibile, specialmente a seguito della chiusura da parte delle banche della linea di credito, ha rapidamente disposto l'affissione dei sigilli su tutti i punti vendita della catena commerciale e la nomina di due curatori fallimentari, gli avvocati Elisabetta Rossi e Mauro Pojer, responsabili per la gestione del fallimento -:
se i Ministri interrogati siano al corrente della succitata vicenda e se non ritengano opportuno intervenire al più presto nel tentativo di trovare un'acquirente all'azienda e attivandosi per far sì

che con urgenza possa essere concessa la procedura per la cassa integrazione straordinaria.
(4-13893)