• Testo interrogazione in commissione

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.5/05666 [Disagi per gli utenti del trasporto ferroviario nella regione Toscana]



MARIANI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
il giorno 2 novembre 2011 un nutrito gruppo di studenti, utenti abituali della linea ferroviaria Aulla-Lucca, ha protestato, occupando i binari alla stazione di piazza del Serchio, per denunciare i frequenti ritardi dei convogli lungo la linea ferroviaria e gli insopportabili disservizi che ogni giorno devono sopportare al pari degli altri pendolari, per recarsi presso gli istituti scolastici;
gli studenti esasperati dall'ennesimo ritardo del treno delle 7,30 diretto a Castelnuovo Garfagnana e Barga, che avrebbe provocato per l'ennesima volta l'impossibilità di prendere le coincidenze con i pullman diretti alle scuole, hanno

anche evidenziato l'insostenibile sovraffollamento delle carrozze e la carenza di condizioni igieniche adeguate;
il treno 6957, in viaggio da Minucciano a Pisa, su cui sarebbero dovuti salire gli studenti, era composto, secondo quanto ha chiarito la regione Toscana, solo da due carrozze per circa 180 persone, in palese contrasto, dunque, con quanto previsto dal contratto di servizio. La medesima nota, inoltre, ha confermato quanto testimoniato dai pendolari, vale a dire che la linea Lucca-Aulla, da mesi è gravata da pesanti disservizi «per ritardi e soppressioni, al pari di altre linee diesel, per problemi legati alla manutenzione straordinaria delle vetture»;
l'interrogante ha ripetutamente richiamato l'attenzione del Ministro interrogato, delle istituzioni territoriali e di RFI sulle pessime condizioni del collegamento ferroviario tra la Garfagnana e Lucca, Lucca e Pisa, Lucca e Firenze che costringe studenti e lavoratori a sopportare lo scotto di una situazione inaccettabile e di un servizio offerto ormai in condizioni e tempi indecenti;
la situazione, com'è reso evidente dalla clamorosa protesta inscenata dagli studenti esasperati, richiede, pur nella difficile congiuntura economica, un chiaro e non rinviabile intervento che dia ai pendolari un servizio adeguato. I pesanti tagli del Governo, che incidono gravemente sul trasporto pubblico locale, non devono paralizzare un servizio fondamentale né, tantomeno, privare della dignità che merita un collegamento insostituibile per chi vive in aree geograficamente marginali;
la grave situazione del trasporto ferroviario locale riscontrata in Toscana, peraltro, è comune a tutto il territorio italiano e riguarda il comparto del trasporto pubblico nelle diverse modalità. Negli ultimi anni il settore dei trasporti pubblici locali è stato interessato da logiche di contenimento dei costi e riduzione della spesa pubblica che, avulsi da qualsiasi riflessione di contenimento selettivo, di rilancio del settore e miglioramento del servizio pubblico universale, sono, senza alcun dubbio, alla base delle gravi inefficienze e degli ostacoli che non assicurano al cittadino la garanzia del diritto alla mobilità individuale, soprattutto in relazione alle fasce di popolazione più deboli come studenti e anziani;
le gravi inefficienze del settore, l'inadeguatezza e lo stato di usura del materiale rotabile, rendono particolarmente disagevole l'utilizzo dei mezzi di trasporto da parte dei numerosi utenti che sono costretti a servirsi quotidianamente, per studio o lavoro, del servizio pubblico che, in quanto tale, dovrebbe al contrario rispettare precisi obblighi nei confronti della collettività, derivanti tanto dalla legislazione nazionale quanto dal diritto comunitario, tra i quali: l'universalità e la continuità del servizio senza interruzioni; la qualità - che è un requisito fondamentale nel diritto comunitario, nella regolamentazione dei servizi di interesse generale in cui è ricompreso il settore dei trasporti pubblici locali; l'accessibilità; la tutela degli utenti;
i cittadini che utilizzano il servizio di trasporto pubblico pur effettuando una scelta conveniente per l'intera collettività in termini di minor costo ambientale e sanitario e quindi meritando la massima considerazione, sono ripagati con il sovraffollamento dei mezzi, la carente pulizia, l'inadeguatezza degli orari, la mancanza di sicurezza delle stazioni soprattutto nelle ore serali, la mancanza di capillarità del servizio, la mancanza di competitività per quanto riguarda i tempi di percorrenza;
nella situazione descritta suscita grande preoccupazione la decisione di Trenitalia s.p.a., comunicata ai fornitori interessati in data 28 ottobre 2011, di sospendere la gara d'appalto avviata solo tre mesi fa per l'acquisto di 40 convogli diesel e di elettrotreni per il trasporto regionale, a causa dell'indisponibilità di risorse per l'attuazione dei contratti di servizio di trasporto ferroviario regionale già stipulati;

in occasione dell'approvazione definitiva della manovra finanziaria di agosto 2011 è stato approvato dalla Camera l'ordine del giorno n. 9/4612/136 che impegna il Governo «a garantire al trasporto pubblico locale risorse sufficienti alla fornitura di un livello adeguato del servizio su tutto il territorio nazionale» prevedendo la copertura anche dei «costi del personale e di funzionamento» del trasporto pubblico locale. Il medesimo ordine del giorno ha inoltre impegnato il Governo a «sostituire tali trasferimenti solo dopo aver assicurato, a regime, adeguate e congrue fonti autonome di finanziamento sufficienti alla copertura delle spese di parte corrente e in conto capitale del servizio di trasporto pubblico» e a «dare attuazione alle disposizioni di cui agli articoli 20 e 21 della legge 42 sul federalismo fiscale affinché nella fase transitoria si provveda al recupero del deficit infrastrutturale per i servizi essenziali, (...) disponendo risorse adeguate e interventi finalizzati agli obiettivi di sviluppo, coesione e solidarietà sociale, tenendo conto "anche" della virtuosità degli enti nell'adeguamento al processo di convergenza ai costi o al fabbisogno standard, nel pieno rispetto dell'articolo 119, quinto comma, della Costituzione»;
il 27 ottobre 2011 la Camera ha approvato una mozione presentata dal Gruppo del partito democratico che nel ricordare gli impegni assunti con l'ordine del giorno citato, impegna il Governo, tra l'altro, ad utilizzare le maggiori entrate accertate, rispetto a quelle iscritte in bilancio, derivanti dall'asta delle frequenze analogiche per reintegrare le risorse per il trasporto pubblico locale necessarie a garantire la continuità del servizio pubblico e a superare la grave emergenza del momento, anche favorendo interventi per il rinnovo del parco circolante, e a definire un piano di politica industriale nel settore dei trasporti pubblici che incentivi la ricerca e l'utilizzo delle modalità a più basso impatto ambientale;
le regioni stimano che il fabbisogno del settore del trasporto pubblico locale è pari a 1,9 miliardi di euro, si tratta di risorse essenziali per lo svolgimento del servizio secondo gli standard attuali, senza considerare i fondi necessari allo sviluppo del trasporto per far fronte alle esigenze emergenti dei cittadini e delle imprese; a fronte di tale fabbisogno le risorse rese disponibili dal Governo per finanziare il trasporto pubblico locale coprono poco più di un quinto del fabbisogno stimato -:
se il Ministro interrogato non reputi di doversi attivare per dare piena attuazione agli atti di indirizzo recentemente approvati dalla Camera e vincolanti per il Governo, e se si stia procedendo all'individuazione dei fabbisogni standard per il settore del trasporto pubblico locale, come previsto dal decreto legislativo n. 216 del 2010;
se sia consapevole e quali sino i suoi intendimenti circa l'assoluta mancanza di interventi strategici riguardo al trasporto ferroviario nella regione Toscana, se si eccettua il raddoppio della ferrovia Pontremolese, che rischia peraltro di perdere i finanziamenti stanziati (e in parte già spesi per la progettazione) per effetto dell'applicazione dell'articolo 32 del decreto-legge n. 111 del 2011;
quali risorse siano destinate al trasporto ferroviario locale e di quanto siano state ridotte per la regione Toscana e se tra gli investimenti destinati a RFI siano contemplate misure soltanto a favore dell'alta velocità;
quali urgenti misure intenda adottare, per quanto di competenza, per eliminare gli inaccettabili disagi che quotidianamente debbono sopportare gli utenti del collegamento ferroviario di cui in premessa.
(5-05666)