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Atto a cui si riferisce:
C.1/00755 [Monitoraggio delle domande di pensionamento]



La Camera,
premesso che:
al fine di contenere l'incidenza della spesa pensionistica il Governo, con l'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, ha previsto in via generalizzata il differimento dei termini per l'accesso al pensionamento alla maturazione dei requisiti di legge ed ha, altresì, disposto che le disposizioni in materia di decorrenza dei trattamenti pensionistici vigenti prima della data di entrata in vigore delle nuove disposizioni continuano ad applicarsi, nei limiti del numero di 10.000 lavoratori beneficiari, ancorché maturino i requisiti per l'accesso al pensionamento a decorrere dal 1o gennaio 2011, con esclusivo riferimento:
a) ai lavoratori collocati in mobilità sulla base di accordi sindacali stipulati anteriormente al 30 aprile 2010, che

maturino i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione dell'indennità di mobilità;
b) ai lavoratori collocati in mobilità lunga, per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 30 aprile 2010;
c) ai lavoratori che, all'entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 78 del 2010, risultavano titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore (articolo 12, comma 5, del decreto-legge n. 78 del 2010);
la deroga in questione riguarda le sole finestre di accesso al pensionamento e afferisce, perciò, sia alla pensione di vecchiaia, sia alla pensione di anzianità;
con l'articolo 12, comma 5-bis, del decreto-legge n. 78 del 2010, nell'ambito della stessa disciplina si è, inoltre, previsto che, con riferimento ai suddetti lavoratori, ancorché maturino i requisiti per l'accesso al pensionamento a decorrere dal 1o gennaio 2011 e comunque entro il periodo di fruizione delle prestazioni di tutela del reddito, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, possa disporre in via alternativa, nei limiti delle risorse disponibili del fondo sociale per l'occupazione e la formazione, la concessione del prolungamento dell'intervento di tutela del reddito per il periodo di tempo necessario al raggiungimento della decorrenza del trattamento pensionistico;
da ultimo, con il comma 6 dell'articolo 12 del decreto-legge n. 78 del 2010, si è affidato all'Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps) il monitoraggio, sulla base della data di cessazione del rapporto di lavoro, delle domande di pensionamento presentate dai lavoratori che intendono avvalersi del regime previdenziale previgente, stabilendo che qualora dallo stesso monitoraggio risulti il raggiungimento del numero di 10.000 domande di pensione, il predetto istituto non prenderà in esame ulteriori domande di pensionamento finalizzate ad usufruire dei benefici;
la legge nulla precisa in ordine alla ripartizione del numero dei 10.000 lavoratori tra le diverse categorie; l'Inps ritiene che l'unico criterio per individuare le priorità sia rappresentato dalla data di cessazione del rapporto di lavoro presso l'azienda che ha provveduto al collocamento in mobilità o in esodo;
il consiglio di indirizzo e vigilanza dell'Inps avrebbe esaminato un documento interno che valuta in circa 45.000 i soggetti titolati a richiedere l'applicazione del regime di deroga previsto dall'articolo 12, commi 5 e 5-bis, del decreto-legge n. 78 del 2010: una platea quattro volte e mezzo più ampia di quella massima indicata dal Governo come destinataria del regime di deroga;
in considerazione della grave crisi occupazionale, che ha comportato un ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali, emerge l'inadeguatezza del limite dei 10.000 beneficiari previsto dalla norma. Inoltre, l'aver inserito, per la prima volta, anche i lavoratori in mobilità lunga, che pure potevano andare in pensione con i vecchi requisiti in virtù di norme precedenti, riduce ulteriormente il numero delle altre tipologie di beneficiari, poiché sono 6.000 i lavoratori collocati in mobilità lunga entro il 31 dicembre 2007;
con propria circolare l'Inps ha precisato che i lavoratori destinatari della normativa di cui all'articolo 12, comma 5-bis, che prevede il prolungamento dell'intervento di tutela del reddito, sono coloro che nella graduatoria dei potenziali beneficiari si collocano nella posizione successiva al numero 10.000;
a seguito dei suddetti scenari molte lavoratrici e molti lavoratori rischiano di rimanere per un lungo periodo di tempo privi di qualunque forma di reddito e di sostentamento per sé e per le rispettive famiglie;
non vi è nel decreto alcuna salvaguardia per coloro che sono autorizzati o stanno versando i contributi volontari, cosa che appare di estrema gravità;

qualora si verifichi il superamento del tetto dei 10.000 beneficiari, è stata prevista dall'articolo 1, comma 37, della legge di stabilità per il 2011, l'emanazione di un decreto ministeriale che prolunghi l'ammortizzatore sociale fino al raggiungimento dei nuovi requisiti pensionistici;
l'Inps, a seguito dell'esito del monitoraggio di cui all'articolo 12, comma 6, del decreto-legge n. 78 del 2010, ha stimato in oltre 40.000 i beneficiari della suddetta normativa ed ha inoltrato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali la richiesta di attivare la procedura di cui all'articolo 5-bis del decreto-legge n. 78 del 2010, al fine di continuare ad erogare le prestazioni di sostegno al reddito per coloro che non rientrano nei diecimila;
la necessità di risolvere le suddette criticità, nonché più in generale l'insufficienza del suddetto limite della platea dei beneficiari, è stata di recente evidenziata al Governo, oltre che dall'Inps, anche da Confindustria,


impegna il Governo:


a rendere noti gli esiti del monitoraggio delle domande di pensionamento, condotto dall'Inps, ai sensi dell'articolo 12, comma 6, del decreto-legge n. 78 del 2010;
ad adottare con la massima urgenza il provvedimento per la definizione della concessione del prolungamento dell'intervento di tutela del reddito ai lavoratori collocati in mobilità e che non rientrano nel contingente numerico delle 10.000 unità, così come disposto dall'articolo 12, commi 5 e 5-bis, del decreto-legge n. 78 del 2010.
(1-00755)
«Lo Monte, Commercio, Lombardo, Oliveri, Brugger».