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Atto a cui si riferisce:
C.1/00749 [Rilancio del settore aeronautico]



La Camera,
premesso che:
il settore aeronautico si basa ovunque sul sostegno pubblico, a causa dei tempi necessari alla progettazione e delle produzioni altamente qualificate, le cui ricadute tecnologiche ed economiche sono considerate, nei Paesi industrialmente più sviluppati, di rilevante interesse nazionale, come tali da tutelare;
per queste ragioni fu approvata, nel nostro Paese, la legge 24 dicembre 1985, n. 808, «Interventi per lo sviluppo e l'accrescimento di competitività delle industrie operanti nel settore aeronautico», un provvedimento periodicamente rinnovato dai diversi Governi, per sostenere il comparto, ritenuto uno dei pilastri di qualità dell'industria moderna;
a causa dei continui tagli alla spesa pubblica, compresi quelli per la ricerca e per lo sviluppo industriale, il sostegno dello Stato a questo settore in Italia è venuto meno;
Alenia Aeronautica, società controllata da Finmeccanica s.p.a., è la maggiore realtà industriale italiana in campo aeronautico ed è tra i più avanzati complessi mondiali nel suo settore, impegnata nella progettazione, realizzazione, trasformazione e assistenza di una vasta gamma di velivoli e sistemi aeronautici sia civili che militari, per la maggior parte nell'ambito di collaborazioni con le più importanti industrie mondiali del settore;
Alenia Aeronautica spa ha una tradizionale presenza di impianti industriali nel Sud del Paese, con migliaia di lavoratori impiegati a Foggia, Grottaglie (Taranto), Pomigliano d'Arco, Nola e Casoria (Napoli) e Napoli Capodichino. Dodici stabilimenti

in tutto, ad alto tasso di produttività e tecnologia, con una forza lavoro complessiva di circa 13.907 persone, il 40 per cento delle quali ingegneri e tecnici altamente qualificati. Una storia industriale partita negli anni '20, diventata oggi un vanto per tutta l'Italia; nel suo settore è tra i primi posti al mondo con commissioni milionarie;
il 22 novembre 2010 è stato siglato un accordo tra Alenia Aeronautica e le organizzazioni sindacali, che prevedeva la messa in mobilità verso la pensione, su base volontaria individuale, di 787 lavoratori (su un totale di circa 9.700 dipendenti su tutto il territorio nazionale);
tale operazione avrebbe dovuto consentire all'azienda di riposizionarsi in maniera indolore, con un organico ridotto, in una fase in cui le commesse andavano calando;
nel corso di un incontro svoltosi il 16 settembre 2011, e nei due successivi del 6 e del 12 ottobre 2011, l'amministratore delegato di Alenia Aeronautica ha illustrato alle organizzazioni nazionali Fim-Fiom-Uilm il piano di riorganizzazione e ristrutturazione del gruppo che contiene:
a) le linee strategiche per il periodo 2012-2020 con volumi di investimento previsti pari a 3 miliardi di euro, di cui 2 miliardi sul settore civile ed 1 miliardo sul settore militare, in aggiunta ai 168 milioni di euro per la riorganizzazione dei siti; di questi per il sito di Tessera (Venezia) sono previsti solo 20 milioni di euro, quindi cifre molto limitate;
b) l'ulteriore ridimensionamento delle maestranze, la cancellazione rapida e progressiva di 3 siti, la richiesta di altre 1.118 mobilità (di cui 151 a Torino e 172 a Caselle), precedute da cassa integrazione, per periodi complessivi di esclusione dal lavoro che possono andare da 7 anni al Nord a 8 anni al Sud, ipotesi di esternalizzazione di attività amministrative e dei lavoratori della sorveglianza;
c) la specializzazione delle attività in due grandi aree del Paese: al Nord il settore militare (Torino Cameri e Venegono), al Sud il settore civile (Pomigliano d'Arco, Nola, Capodichino, Foggia e Grottaglie);
d) la chiusura dello stabilimento di Casoria (con il trasferimento del 50 per cento delle attività a Nola e la conseguente ricollocazione dei lavoratori nell'area campana);
e) la chiusura dello stabilimento di Tessera (Venezia), con il trasferimento delle attività produttive di revisione e trasformazione e con il rischio di licenziamento per 400 lavoratori;
f) la chiusura della sede di Roma, con il trasferimento di 120 lavoratori e 30 dirigenti nelle sedi di Torino e Pomigliano d'Arco;
per quanto riguarda la Campania, alla chiusura dello stabilimento di Casoria, si affianca lo spostamento della storica sede legale di Alenia da Pomigliano d'Arco (Napoli) a Venegono (Varese), che determina l'ulteriore perdita di un centro decisionale di valore simbolico per l'intero Mezzogiorno;
la chiusura di Casoria si inserisce all'interno di un serie di crisi e di chiusure che hanno interessato l'industria nel Mezzogiorno, dalle vicende Fiat, Irisbus di Flumeri e Termini Imerese, alla situazione del polo dell'avionica, all'interno del quale non tutte le realtà possono considerarsi al riparo da crisi di mercato e relativi piani di ridimensionamento;
per quanto riguarda lo stabilimento di Tessera (Venezia), la prevista chiusura determinerebbe l'uscita dal mercato delle trasformazioni aeronautiche di un sito già ampiamente ridimensionato, con un saldo occupazionale negativo di oltre 600 lavoratori, tra diretti e indotto;
è appena il caso di rilevare che suscita perplessità un piano che parte dalle possibili eccedenze, anziché dai fabbisogni in termini di mano d'opera e di competenze;

è, pertanto, indispensabile che l'azienda definisca, in modo puntuale, un piano strategico sul quale assumere precisi impegni, sia per gli investimenti che per le tempistiche dello sviluppo dei nuovi prodotti, dando certezze in merito alle prospettive industriali di tutti i siti di Alenia Aeronautica;
il ridimensionamento di Alenia Aeronautica non riguarda soltanto il tema fondamentale del destino dei lavoratori interessati, ma anche la perdita di un altro anello della catena industriale, un pesante fardello che ricade sulla collettività, sia in termini economici, sia di prospettive occupazionali di qualità per i giovani;
peraltro, andrebbe chiarito come la scelta di trasferire i centri decisionali verso imprese con minori capacità produttive e dimensionali possa rappresentare una soluzione industrialmente efficiente;
il problema è la sopravvivenza di un'azienda che è rimasta una delle poche eccellenze industriali del Paese, di posti di lavoro che rischiano di volatilizzarsi, di qualità del lavoro nel territorio, di prospettive di stabilizzazione e sicurezza del lavoro per giovani apprendisti e somministrati, alcuni dei quali già provati da anni di precarietà;
il 3 novembre 2011 i vertici dell'Alenia Aeronautica incontreranno nuovamente le organizzazioni sindacali,


impegna il Governo:


a chiarire se esista una linea di politica industriale volta alla ripresa delle attività produttive, con particolare riguardo alle responsabilità di Finmeccanica, holding industriale pubblica, nello sviluppo del Paese;
ad individuare degli indirizzi di politica industriale volti a favorire il rilancio di un gruppo industriale che costituisce l'elemento fondamentale per consolidare il settore aeronautico del Paese, anche mediante opportune garanzie sugli investimenti e sul mantenimento delle missioni produttive;
a convocare urgentemente Finmeccanica e Alenia Aeronautica con le parti sociali, allo scopo di rivedere profondamente il piano industriale sopra descritto, tenendo in considerazione gli effetti drammatici che provoca su alcune realtà produttive, con particolare riferimento ai siti di Venezia, Casoria e Roma;
ad adoperarsi al fine di trovare adeguate collocazioni ai prodotti della nostra industria aeronautica nell'ambito dei rapporti con altri Paesi.
(1-00749)
«Lulli, Baretta, Colaninno, Fadda, Froner, Marchioni, Martella, Mastromauro, Murer, Peluffo, Portas, Quartiani, Sanga, Scarpetti, Federico Testa, Vico, Viola, Zunino».