• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
S.0/02968/001/ ... [Prescrizione del diritto al risarcimento del danno derivante da mancato recepimento di direttive o altri provvedimenti comunitari]



Atto Senato

Ordine del Giorno 0/2968/1/12 presentato da STEFANO DE LILLO
mercoledì 26 ottobre 2011, seduta n. 289

La 12a Commissione permanente del Senato,
in sede di esame del disegno di legge di stabilità per l'anno 2012, per le parti di competenza,
premesso che:
il 14 ottobre 2011 il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2012).";
il comma 51 dell'articolo 4 del predetto disegno di legge prevede quanto segue: "51. La prescrizione del diritto al risarcimento del danno derivante da mancato recepimento nell'ordinamento dello Stato di direttive o altri provvedimenti obbligatori comunitari soggiace, in ogni caso, alla disciplina di cui all'articolo 2947 del codice civile e decorre dalla data in cui il fatto, dal quale sarebbero derivati i diritti se la direttiva fosse stata tempestivamente recepita, si è effettivamente verificato.";
tale disposizione appare contraria ai principi fondamentali del diritto interno e comunitario ed, in particolare, all'articolo 11 delle Preleggi, secondo il quale la legge non ha effetto retroattivo;
con specifico riferimento ai diritti al risarcimento dei danni derivanti dal mancato recepimento da parte dello Stato italiano delle Direttive 75/362/CEE e 82/76/CEE, non autoesecutive, in tema di remunerazione dei medici specialisti, vantati dai medici che si sono iscritti ai corsi di specializzazione dal 1983 al 1991, la disposizione colpisce, dichiarandoli estinti, diritti già acquisiti;
sul punto, peraltro, la consolidata giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea e, soprattutto, le più recenti decisioni della Corte di Cassazione hanno sancito che tali diritti soggiacciono alla prescrizione ordinaria decennale (ex articolo 2946 del codice civile) ed essa non inizia a decorrere sino a quando permane l'inadempimento dello Stato nei confronti dei titolari dei diritti comunitari lesi, in quanto tale condotta cagiona la permanenza dell'obbligo risarcitorio (de die in die). (Cass. S.U., 17 aprile 2009, n. 9147; Cass., Sez III, 18 agosto 2011, n. 17350);
la disposizione approvata dal Consiglio dei ministri, al contrario, riduce il termine di prescrizione a cinque anni ed anticipa l'inizio della sua decorrenza, ciò sia in riferimento alla richiamata posizione dei medici specialisti, sia in relazione a tutte le altre ipotesi di mancata o ritardata attuazione degli obblighi comunitari da parte dello Stato;
tale disposizione, ove venisse approvata, andrebbe a violare i principi costituzionali sopra richiamati e porrebbe lo Stato in posizione di contrasto con i trattati comunitari e le sentenze di condanna della Corte di Giustizia Europea, succedutesi nel tempo per la mancata o ritardata attuazione degli impegni comunitari;

impegna il Governo:

a predisporre con la massima tempestività tutte le modifiche normative possibili, anche nel corso dell'esame della legge di stabilità 2012, al fine comunque di far sì che la prescrizione del diritto al risarcimento del danno derivante dal mancato recepimento nell'ordinamento dello Stato di direttive o altri provvedimenti obbligatori comunitari soggiaccia, in ogni caso, alla disciplina di cui all'articolo 2946 del Codice civile e decorre dalla data in cui è cessata la violazione degli obblighi comunitari da parte dello Stato.
(0/2968/1/12)
DE LILLO, D'AMBROSIO LETTIERI