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Atto a cui si riferisce:
S.1/00485 [Sistema di riscossione coattiva ]



Atto Senato

Mozione 1-00485 presentata da LUCIO D'UBALDO
martedì 25 ottobre 2011, seduta n.630

D'UBALDO, FONTANA, BARBOLINI, FOLLINI, LEDDI, MUSI, ROSSI Paolo, SERAFINI Anna Maria, STRADIOTTO - Il Senato,

premesso che:

un sistema di riscossione coattiva efficiente e uniforme su tutto il territorio nazionale rappresenta uno strumento necessario per una valida azione di contrasto all'evasione fiscale ed un fattore di sviluppo per il Paese quando riesce a coniugare il dovere del contribuente di pagare le imposte e l'interesse dell'erario di ottenere le somme non versate con la tutela dei diritti dei contribuenti e della sopravvivenza delle imprese;

la riforma del servizio nazionale della riscossione del 2005, proprio per superare le crescenti difficoltà del precedente sistema di riscossione, caratterizzato da eccessiva frammentazione dei soggetti affidatari delle concessioni di riscossione e da una scarsa capacità di recupero delle somme dovute dai contribuenti, ha portato alla nascita della società Riscossione SpA, successivamente trasformatasi in Equitalia SpA (società partecipata per il 51 per cento dall'Agenzia delle entrate e per il 49 per cento dall'INPS). Tale società ha assorbito le numerose società precedentemente operanti nel settore, dando un notevole impulso all'attività di riscossione coattiva;

con il nuovo sistema di riscossione coattiva, si è passati dal 3.800 milioni di euro riscossi nel 2005 ad 8.876 milioni di euro incamerati nel 2010; di questi circa il 20 per cento deriva dal lavoro svolto sulle cosiddette morosità rilevanti, vale a dire sulle posizioni di debito superiori ai 500.000 euro;

considerato che:

l'aumento di efficacia ed efficienza del servizio nazionale della riscossione, reso necessario per assicurare la tenuta delle entrate pubbliche, è avvenuto, tuttavia, contestualmente all'insorgere e al dispiegarsi di una delle più difficili crisi economiche che il Paese abbia conosciuto nel corso della storia della Repubblica;

la crisi economica e l'instabilità dei mercati finanziari hanno duramente colpito il sistema produttivo nazionale determinando una contrazione significativa dell'occupazione e dei redditi, a cui si è venuto a sommare il cronico ritardo dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione. Una situazione che ha creato non poche difficoltà di liquidità a molte imprese e cittadini;

ad aggravare la situazione sono intervenute, poi, le nuove procedure esecutive per attuare il recupero dei crediti dello Stato, anche di valore esiguo, quali ipoteche immobiliari, pignoramenti di stipendi e conti correnti bancari, fermi amministrativi sui beni mobili registrati, che in taluni casi hanno penalizzato anche in modo eccessivo (pignoramento di beni immobili o chiusura delle attività) contribuenti incolpevolmente morosi;

per attenuare e prevenire tali situazioni di difficoltà ed aiutare i contribuenti a far fronte agli impegni nei confronti delle agenzie fiscali, degli enti previdenziali, delle regioni e degli enti locali, sono stati predisposti strumenti per favorire la rateazione dei debiti. Misure che hanno attenuato gli effetti indesiderati delle nuove procedure esecutive, ma che non hanno risolto tutte le problematiche sollevate dai contribuenti;

la mancata adozione del decreto ministeriale previsto dall'articolo 28-quater del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, introdotto dall'articolo 31, comma 1-bis, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, che consentiva la possibilità, per i contribuenti, di compensare i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti delle regioni, enti locali ed enti del Servizio sanitario nazionale per somministrazione, fornitura e appalti, con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo, è stato un fattore che non ha consentito a numerosi contribuenti di attenuare, seppure in parte, gli effetti indesiderati delle nuove procedure esecutive;

in tale ambito, pertanto, è emersa la necessità di una profonda riflessione sull'apparato sanzionatorio, ed in particolare sul fatto che la somma di sanzioni, interessi e aggio rischia di scaricare sul contribuente un onere eccessivo rispetto ai debito effettivamente dovuto, che si accresce in ragione dell'applicazione di ulteriori interessi sulle sanzioni e sugli interessi di mora maturati per il mancato pagamento dei debiti tributari;

rilevato che:

le disposizioni introdotte con l'articolo 29 del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010, hanno apportato rilevanti modifiche al sistema della riscossione, prevedendo che gli avvisi di accertamento ai fini delle imposte sui redditi e sull'IVA, così come il connesso provvedimento di irrogazione delle sanzioni, diverranno esecutivi decorsi 60 giorni dalla notifica. Con le innovazioni introdotte dall'articolo 7, comma 2, lettera n), del decreto-legge n. 70 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 106 del 2011, i suddetti tempi sono stati dilatati fino ad un massimo di 180 giorni;

le nuove modalità di riscossione, che si applicano agli avvisi di accertamento notificati a decorrere dal 1° ottobre 2011, hanno eliminato la necessità della notifica della cartella di pagamento ai fini del versamento delle somme contestate dall'accertamento stesso;

le nuove procedure, adottate con lo scopo di semplificare e velocizzare la riscossione, rischiano tuttavia di ridurre la garanzia di tutela del contribuente. La riscossione, di fatto, inizia con il solo "avvertimento" della notifica dell'atto di accertamento, atto che quantifica l'imposta, contiene l'intimazione ad adempiere e costituisce titolo esecutivo. Al contribuente viene così a mancare la possibilità di eccepire eventuali irregolarità o vizi di notifica;

osservato che:

l'articolo 7, comma 2, del decreto-legge n. 70 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 106 del 2011, stabilisce che a partire dal 1° gennaio 2012 ogni attività di riscossione sia ordinaria che coattiva verrà affidata direttamente ai Comuni e pertanto non sarà più di competenza di Equitalia;

tale scelta, oltre ad apparire in contraddizione con lo spirito della riforma del sistema di riscossione del 2005, sta ingenerando notevoli preoccupazioni da parte degli enti locali per i problemi sia economici che gestionali che l'applicazione della norma rischia di determinare,

impegna il Governo:

a consolidare le procedure e i meccanismi di autotutela del contribuente al fine di garantire la correttezza dei rapporti fra amministrazione e cittadini;

a prevedere la notifica al contribuente dell'atto di trasmissione del titolo esecutivo all'agente di riscossione, al fine di garantire una maggiore tutela al soggetto che non avesse ricevuto la regolare notifica dell'accertamento;

a introdurre elementi di maggiore flessibilità nelle procedure di riscossione coattiva nei confronti di coloro che, pur volendo ottemperare ai propri debiti fiscali e contributivi, non siano in grado di farlo per una temporanea e oggettiva difficoltà finanziaria, a tal fine prevedendo interventi strutturali finalizzati a consentire la predisposizione di un nuovo piano di rateazione a fronte della dimostrazione che il mancato pagamento di una o più rate sia stato determinato da un peggioramento della situazione economica oggettivo e indipendente dalla volontà del debitore stesso;

ad assicurare che Equitalia adotti ulteriori strumenti volti a rimuovere le conseguenze sui contribuenti del fenomeno delle "cartelle pazze";

a rivedere il sistema di calcolo delle sanzioni tributarie, escludendo qualsiasi forma di anatocismo derivante da meccanismi di applicazione di interessi sulle sanzioni e sugli interessi di mora;

a provvedere, nello specifico, al rinvio dell'entrata in vigore dell'affidamento diretto ai Comuni dell'attività di riscossione, previsto al 1° gennaio 2012, al fine di consentire una riorganizzazione organica del sistema di riscossione, con l'obiettivo di evitare una frammentazione del processo della riscossione e creare un sistema unitario, coerente, razionale, efficiente e sostenibile.

(1-00485)