• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/13674 [Richiesta di esonero per i dipendenti pubblici]
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Testo della risposta scritta



GNECCHI, MATTESINI, BELLANOVA, BOCCUZZI, BOBBA, CODURELLI, GATTI, MADIA, MOSCA, DAMIANO, GIOVANELLI, RAMPI, SCHIRRU, SANTAGATA e MIGLIOLI. - Al Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:
l'articolo 72 (commi da 1 a 6) del decreto-legge n. 112 del 2008, relativo alle nuove norme per chi è prossimo alla pensione, ha introdotti il nuovo istituto dell'esonero dal servizio che ha come obiettivi il risparmio e una spinta alla progressiva riduzione del numero dei dipendenti pubblici, visto che non ne viene prevista la sostituzione;
l'esonero consiste nella sospensione dal servizio per un periodo massimo di 5 anni e possono chiederlo coloro che hanno maturato almeno 35 anni di contributi, indipendentemente dalla età anagrafica dei richiedenti. La procedura di utilizzo dell'esonero era valida solo fino al 2011. Con l'entrata in vigore del cosiddetto decreto-legge mille-proroghe, la possibilità per i dipendenti pubblici che stanno maturando i 40 anni di contributi di richiedere la sospensione dal servizio nei 5 anni antecedenti la maturazione del requisito viene prorogata al triennio 2012-2014;
con l'articolo 12 del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, novità sostanziale in materia di pensionamento dei dipendenti pubblici è data dalla cosiddetta finestra mobile a partire dall'anno in corso e cioè l'accesso al pensionamento di vecchiaia e di anzianità è previsto decorsi 12 mesi (18 mesi per i trattamenti pensionistici in regime di totalizzazione) dalla maturazione dei requisiti. Verrà, comunque, garantita la continuità tra stipendio e pensione, mantenendo in servizio i dipendenti fino alla data di decorrenza del trattamento della pensione. La nuova disposizione non si applica nei confronti di coloro che hanno maturato i requisiti prescritti (contributivi ed anagrafici) alla data del 31 dicembre 2010 e che possono accedere al trattamento pensionistico con le cosiddette 4 finestre in relazione al trimestre di maturazione dei requisiti;
ciò costringe anche chi ha richiesto e avuto l'autorizzazione all'esonero, con relativo decreto ante approvazione della legge n. 122 del 2010 a dover restare un anno in più in regime di esonero, quindi con il 50 per cento o il 70 per cento di retribuzione, senza alcuna possibilità, stante le mutate condizioni definite da questo Governo, di poter rientrare in servizio;
questo modo di procedere è, ad avviso degli interroganti, a dir poco singolare, oltre che molto contraddittorio, mina fortemente la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni e crea nuovo contenzioso nei confronti della pubblica amministrazione; le persone dispongono di un decreto che verrà «automaticamente» prorogato di un anno, con relativo ritardo anche per il trattamento fine rapporto di lavoro e tutte le inevitabili e nocive conseguenze -:
se non ritenga il Governo di promuovere una modifica della norma al fine di consentire a coloro che hanno richiesto l'esonero, o lo richiedono in questa fase sperimentale prorogata, di poter ottenere la pensione come da decreto di accoglimento dell'esonero o rientrare in servizio su loro espressa richiesta e se il Ministro non ritenga necessario avviare una riflessione sulle regole per coloro che facciano richiesta da oggi.
(4-13674)