• Testo interrogazione in commissione

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Atto a cui si riferisce:
C.5/05569 [Chiarimenti sulla gestione, trasparenza e legalità del consorzio A.T.O. Lecce 2]



BELLANOVA. - Al Ministro dell'interno, al Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione. - Per sapere - premesso che:
il consorzio A.T.O. Lecce 2 nasce nel 2007; lo scopo, come si evince dallo statuto dello stesso, si sostanzia nell'esercizio di funzioni attinenti all'organizzazione, all'affidamento e al controllo del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, nonché nell'esercizio di ogni altra competenza trasferita, per legge, dai comuni consorziati. Vale la pena precisare che il consorzio A.T.O. Lecce 2 alla sua costituzione ha scelto l'applicazione del regime contabile pubblico e pertanto, dovrebbe obbligatoriamente attenersi nella predisposizione e approvazione degli strumenti finanziari e contabili a quanto dettato dal decreto legislativo n. 267 del 2000 (TUEL);
notizie di stampa segnalano che i sindaci di Alezio, Cannole, Carpignano Salentino, Corigliano d'Otranto, Cursi, Giuggianello, Melpignano, Nardò, Otranto, Palmariggi, Sannicola, Scorrano, Sogliano Cavour, Soleto, Uggiano La Chiesa, tutti comuni salentini facenti parte del Consorzio A.T.O. Lecce 2, nel corso della seduta del 14 ottobre che poneva all'ordine del giorno l'approvazione del conto consuntivo 2009 e il bilancio di previsione e consuntivo 2010, nonché quello di previsione 2011, hanno sottoscritto un documento nel quale contestano al presidente del consorzio, dottor Silvano Macculi, la «palese violazione di norme per ciò che concerne i princìpi che regolano la gestione degli enti locali e dei loro consorzi»;
nella fattispecie le contestazioni mosse dai sindaci sopra citati riguardano l'assenza nel consorzio del collegio dei revisori dei conti, l'iter e i tempi di approvazione del bilancio di previsione e del rendiconto di gestione ed in particolare la convocazione dell'organo assembleare in seduta quasi contemporanea a quello del consiglio di amministrazione in palese violazione di quanto disposto dall'articolo 227 del testo unico enti locali;
i sindaci firmatari del documento assicurano di aver sempre sostenuto, con senso di responsabilità istituzionale e fiducia, l'attività dell'A.T.O. anche «approvando in sanatoria ben tre bilanci di previsione, rivenienti agli anni 2007, 2008, 2009 e due rendiconti di gestione del 2007 e 2008, nonostante l'Assemblea non abbia mai provveduto ad istituire il Collegio dei Revisori, organo indispensabile per l'approvazione dei bilanci»;
nel documento si chiede, inoltre di porre a verifica, attraverso un esame puntuale degli atti, i criteri e le procedure di selezione sulla base dei quali sono stati individuati i tecnici e liberi professionisti incaricati dal consorzio; le procedure di trasparenza e pubblicità adottate dal consorzio nell'assegnazione degli incarichi al fine di verificarne la legittimità e se gli stessi siano stati resi pubblici nei confronti di tutti i soci partecipanti all'organo consortile; tutti gli atti gestionali inerenti a impegni di spesa e liquidazione dei pagamenti; i criteri e le modalità di affidamento a molteplici aziende di servizi diversi in assenza di procedure comparative o di un albo delle ditte di fiducia preventivamente regolamentato e/o pubblicato presso i soci partecipanti all'organo consortile;
dalle notizie riportate dai media emerge, infatti, che il presidente dell'A.T.O. Lecce 2 abbia conferito incarichi, tra gli altri, al presidente dell'A.T.O. Lecce 1, dottor Gianni Garrisi, il quale è anche vicesindaco ed assessore all'ambiente del comune di Lecce. Nello specifico sembrerebbe che il 20 novembre 2008 il dottor Macculi abbia incaricato l'avvocato Garrisi per tutelare gli interessi del consorzio nella controversia avviata da una ditta del servizio di raccolta rifiuti. «L'impegno di spesa per pagare l'avvocato è di appena quattromila euro ma non sarebbe stato

specificato il capitolo di spesa cui attingere la somma». Dopo la controversia, il 26 aprile 2009 l'avvocato Garrisi ha emesso una parcella di 57.586,92 euro, liquidata allo stesso dopo pochi mesi dal dirigente dell'A.T.O. Lecce 2 dottor Fernando Bonocore che risulta essere anche dirigente del servizio ambiente del comune di Lecce. Inoltre, il 17 marzo 2009 il presidente Macculi incarica l'avvocato Garrisi per difendere il consorzio in una causa al Consiglio di Stato. La spesa presunta in questo caso è di circa cinquemila euro, all'esito della causa, il 17 gennaio 2011, l'avvocato Garrisi emette una parcella di 62.305,00 euro che il dirigente Bonocore liquida;
l'azione di controllo richiesta da parte dei 15 sindaci risulta essere anche a tutela dei cittadini e della razionalizzazione dei costi, poiché nei comuni facenti parte del consorzio, in questi ultimi anni, la Tarsu (tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani) è aumentata notevolmente;
da quanto accertato risulterebbe che il consorzio non abbia rispettato quanto previsto dal decreto legislativo n. 150 del 27 ottobre 2009 che al capo III - trasparenza e rendicontazione della performance, articolo 11, comma 8, lettera i), dispone «ogni amministrazione ha l'obbligo di pubblicare su proprio sito istituzionale in apposita sezione di facile accesso e consultazione, e denominata "Trasparenza, valutazione e merito" gli incarichi, retribuiti e non retribuiti, conferiti ai dipendenti pubblici e a soggetti privati»;
l'ambito della organizzazione, gestione, raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani è un settore delicato che interessa l'intera collettività, sia dal punto di vista della tutela ambientale e della salute, sia dal punto di vista prettamente economico e rispetto al quale sarebbe buona prassi mantenere un alto livello di vigilanza. A parere dell'interrogante in merito ad un tema così rilevante, non è consentito, dunque, porre in deroga i princìpi di legalità, trasparenza e controllo dell'operato di tutti coloro che sono preposti ad assicurare un servizio alla comunità -:
se i Ministri interrogati, in virtù di quanto sopra esposto non intendano intervenire con urgenza, ognuno per le proprie competenze, per verificare quanto sopra riportato, eventualmente effettuando le segnalazioni opportune anche alla Corte dei conti, affinché non vi siano ombre, nelle questioni di interesse pubblico e nella fattispecie in merito all'operato sulla gestione, trasparenza e legalità del consorzio A.T.O. Lecce 2.
(5-05569)