• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/13574 [Crollo di una palazzina nel centro di Barletta]



ZAZZERA e DI STANISLAO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
circa quattro anni fa, nell'ambito di un piano di recupero urbanistico, è stata abbattuta una palazzina nel centro storico di Barletta, ma ad avviso dei residenti ciò avrebbe provocato l'instabilità dei due edifici adiacenti;
in effetti uno dei due palazzi è stato messo in sicurezza ed evacuato, mentre sull'altro non è stato adottato alcun provvedimento perché ad avviso delle autorità non era a rischio;
i cittadini, tuttavia, preoccupati dai continui «scricchiolii», hanno presentato delle denunce che hanno determinato il blocco dei lavori di ristrutturazione dell'edificio abbattuto;
gli interventi sul rudere della vecchia palazzina sono ripresi nel mese di settembre 2011, con l'abbattimento di un muro confinante con quello dell'edificio dichiarato sicuro;
i residenti, allarmati dall'evidente precaria stabilità del palazzo, hanno chiesto agli uffici tecnici comunali di accertare la sicurezza dell'immobile;
venerdì 30 settembre 2011, i vigili urbani intervenuti sul posto, non hanno escluso l'opportunità di un'ordinanza di inagibilità, e la mattina del 3 ottobre 2011 un dirigente dell'ufficio tecnico avrebbe rassicurato i cittadini (La Repubblica di Bari del 4 ottobre 2011);
quella stessa mattina, l'edificio è crollato, provocando la morte di quattro donne e una bambina. I feriti sono 6, tra cui una donna al sesto mese di gravidanza;
al momento del disastro all'interno dell'edificio c'erano nove persone e una bambina di 14 anni, rimasta con gli altri sotto le macerie fino all'arrivo dei soccorsi;
i parenti delle famiglie coinvolte dal disastro parlano di vero e proprio assassinio,

in effetti questa tragedia poteva e doveva essere evitata;
le donne decedute lavoravano in un laboratorio tessile dentro la palazzina. «Loro erano delle donne normali. I giornali dicono che era un maglificio, ma in realtà era un laboratorio di confezioni: venivano confezionate magliette, tute da ginnastica. Lavoravano lì dentro dalle 8 alle 14 ore, dipendeva dalle commesse che il proprietario riusciva ad ottenere» (dichiarazioni della parente di una vittima, pubblicata su «La Repubblica di Bari» del 4 ottobre 2011);
il medesimo articolo di stampa riporta inoltre che le donne non avevano neppure un regolare contratto di lavoro;
in occasione del TGR Puglia del 4 ottobre 2011, è stato riferito che la procura avrebbe sequestrato dal computer di uno dei tecnici del comune una ordinanza di sgombero non ancora firmata;
il fatto gravissimo accaduto dimostra che il problema della sicurezza delle abitazioni e dei luoghi di lavoro è sottovalutato dalle stesse autorità competenti, e che le azioni di monitoraggio, prevenzione e vigilanza sulla stabilità edilizia sono insufficienti a garantire la sicurezza dei cittadini -:
di quali elementi disponga il Governo in merito a quanto esposto in premessa e quali iniziative di competenza siano state assunte dal prefetto e dal sindaco, quale ufficiale di Governo, per salvaguardare la sicurezza e l'incolumità pubblica, a fronte delle ripetute segnalazioni dei residenti nell'area in merito alla precaria stabilità dell'immobile che è poi effettivamente crollato nonché se risultino specifiche responsabilità.
(4-13574)