• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/13526 [Emergenza legata alla malattia dei castagni]



DI VIZIA. - Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. - Per sapere - premesso che:
la castanicoltura, significativa e presente da secoli in quasi tutte le regioni italiane, rappresenta un segmento particolare e caratterizzante dell'agricoltura italiana;
è nota infatti la rilevanza economica e sociale del castagno che in molte aree del paese ha costituito elemento essenziale per il sostentamento dei nuclei familiari, con l'apporto di frutti, di farina e di legname divenendo presidio del territorio a tutela dell'habitat ambientale e dell'assetto idrogeologico;
dal 2000 la coltura in questione è stata attaccata da un insetto proveniente dalla Cina conosciuto con il nome di «cinipede galligeno del castagno» che dagli iniziali vivai contaminati si è rapidamente diffuso attraverso la distribuzione di giovani piantine infestate, provocando una drastica riduzione della produzione, stimata intorno al 60-80 per cento della resa di ogni pianta;
in alcune regioni l'emergenza legata alla malattia del castagno si sta rilevando particolarmente preoccupante; in Liguria l'endemia colpisce quasi l'intero territorio regionale che conta circa 300.000 ettari di bosco di cui almeno 70.000 a castagneto, il 5 per cento dei quali nell'Alta Val di Vara e, secondo il decreto n. 662 del marzo 2011, dell'autorità fitosanitaria, risulterebbe sempre più difficile l'eradicazione dell'organismo nocivo;
non è possibile combattere l'insetto in questione con prodotti chimici, la lotta può essere soltanto biologica e allo stato si effettua con l'introduzione di un altro insetto noto con il nome di «torymus sinesis» che si nutre di cinipide ma che ha tempi di riproduzione lenti e difficili e che, a tal fine, il tavolo del castagno, istituito per affrontare l'emergenza «cinipide», ha già proposto, di intesa con le regioni di far nascere in ogni regione uno o più centri di riproduzione del torymus -:
di quali elementi ed aggiornamenti disponga il Ministro in relazione ai fatti sommariamente espressi in premessa e se non ritenga opportuno prevedere specifiche misure volte tutelare gli operatori interessati anche al fine di scongiurare il verificarsi, per effetto dei danni prodotti dall'insetto e dell'aggravarsi della crisi del settore, di fenomeni di spopolamento con grave conseguente pregiudizio anche dell'equilibrio idrogeologico delle aree collinari e montane.
(4-13526)