• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/13509 [Invio di agenti del Nucleo operativi antibracconaggio nel territorio nazionale]
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Testo della risposta scritta



CAPARINI. - Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. - Per sapere - premesso che:
il Corpo forestale dello Stato, ai sensi dell'articolo 2 della legge n. 36 del 2004, assicura la vigilanza, la prevenzione e la repressione delle violazioni compiute in danno dell'ambiente, con specifico riferimento alla tutela del patrimonio faunistico e, in quanto Forza di polizia, interviene e si attiva per assicurare all'autorità giudiziaria i responsabili di reati;
il Nucleo operativi antibracconaggio (NOA) del Corpo forestale dello Stato è la struttura incaricata di dirigere e coordinare le grandi operazioni antibracconaggio di rilievo nazionale, organizzate, con cadenza annuale, nelle zone maggiormente coinvolte in tale pratica illecita, al fine di garantire il rispetto della relativa normativa comunitaria e nazionale;
numerose sono state le attività poste in essere dal Nucleo e, per quanto concerne l'ambito territoriale interessato dalle principali rotte migratorie dell'avifauna tra cui le valli della provincia di Brescia, un rilievo particolare ha assunto l'operazione Pettirosso effettuata dal 29 settembre al 28 ottobre 2010 da un contingente suddiviso in due turni operativi composti, ciascuno, da 29 operatori con qualifiche di

Polizia giudiziaria, incluso un funzionario responsabile che ha comportato una spesa aggiuntiva di trasferta pari a circa 50.000 euro come dichiarato dal Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali;
per procedere alla perquisizione di iniziativa (articolo 252), nel rispetto delle norme vigenti e delle prerogative connesse alle qualifiche rivestite, secondo procedure ormai consolidate, devono sussistere fondati motivi per ritenere che sulla persona o nel veicolo si trovino occultati oggetti pertinenti all'illecito riscontrato il personale operante (che ha qualifica di Polizia giudiziaria, ex articolo 57 del codice di procedura penale);
il Ministro in risposta all'interrogazione Senato 4-03817 ha altresì confermato l'esistenza di una «attività di controllo "a campione", in strade di montagna e in aree ove è più intenso il fenomeno del bracconaggio» e che tale tipologia di verifiche «propria di ciascuna Forza di polizia al fine di un più efficace servizio di controllo del territorio e, nel caso specifico, di contrasto al fenomeno del bracconaggio» assuma i contorni di veri e propri controlli indiscriminati ai danni dei cacciatori che esercitano l'attività venatoria in forma di appostamento fisso alla selvaggina migratoria nel rispetto delle norme di legge;
il Corpo forestale dello Stato (CFS) ha comunicato che durante il periodo intercorrente tra la fine del mese di settembre e gli inizi del mese di novembre, allorché il flusso migratorio dell'avifauna proveniente dal Paesi del Nord Europa è più intenso, nelle valli bresciane e bergamasche si riversano numerosi volontari iscritti a varie associazioni ambientalistiche e animaliste, tra cui presumibilmente anche gli appartenenti alla Lega per l'abolizione della caccia (LAC) che ha lanciato sul proprio sito la notizia del via al cosiddetto «Campo antibracconaggio» nelle valli bresciane in collaborazione con il «Komitee gegen den vogehnord»;
da quanto riportato nell'articolo pubblicato sul sito della LAC alcune decine di volontari giunti da tutta Italia e da Germania, Polonia, Gran Bretagna e Stati Uniti avrebbero percorso le valli bresciane e bergamasche e, contrariamente a quanto sostenuto dal Corpo forestale dello Stato l'attività di questi gruppi di volontari si è svolta in collaborazione e raccordo col Nucleo operativo antibracconaggio (NOA) del Corpo forestale dello Stato;
già nel 2006 il prefetto di Brescia avrebbe ricevuto una denuncia-esposto da parte dell'Associazione cacciatori lombardi (ACL) che segnalava la presenza nelle valli bresciane dei citati «volontari» della LAC;
a seguito di detta denuncia-esposto la prefettura avrebbe inibito ogni attività alla LAC;
le valli bresciane e i valichi di provincia sono già adeguatamente presidiati sia dai componenti di stanza a livello locale del Corpo forestale dello Stato sia dai numerosi agenti di Polizia provinciale e locale che, quotidianamente e proficuamente, svolgono le loro mansioni -:
quali siano i motivi e i criteri in base ai quali si è proceduto all'invio di agenti dei NOA sul territorio nazionale;
quale sia l'onere economico per detti trasferimenti di agenti in aggiunta a quelli già operanti sul territorio;
se e quali azioni siano state intraprese al fine di evitare che le attività svolte dalla citata LAC interferissero con quelle degli organi di vigilanza e di polizia preposti e quali provvedimenti intendano porre in essere al fine di evitare che episodi analoghi a quello descritto abbiano a ripetersi;
se risulti che da parte di alcuni agenti dei NOA si proceda ad indiscriminate perquisizioni personali e domiciliari, come sopra riportato, e con quali esiti;
se risultino casi di agenti dei NOA sanzionati per eventuali comportamenti difformi rispetto alla norma.
(4-13509)