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Atto a cui si riferisce:
C.1/00728 [Risorse per il trasporto pubblico locale]



La Camera,
premesso che:
è ampiamente riconosciuto che per uscire positivamente dalla crisi il Paese ha bisogno di riforme economiche e sociali strutturali, incentrate anche su riconversioni produttive, e di nuovi stili di vita dei cittadini;
quello del trasporto pubblico locale è uno dei settori fondamentali sui quali operare per realizzare un moderno sistema necessario allo sviluppo del Paese, intervenendo con scelte politiche strategiche che assicurino il diritto alla mobilità per tutti i cittadini attraverso il trasporto intermodale collettivo ferro-gomma e il

trasporto merci, sempre più orientato all'utilizzo di un adeguato sistema ferroviario e marittimo. Ciò consentirebbe di contenere l'uso del mezzo individuale, realizzando nel contempo una sensibile riduzione della spese per le famiglie, una forte riduzione di consumi energetici di cui il Paese ha bisogno, un forte contenimento dell'inquinamento delle nostre città, una consistente riduzione dei costi sanitari e produttivi, una migliore qualità della vita e della salute dei cittadini;
un trasporto pubblico efficiente è un modo concreto ed immediato per migliorare la qualità della vita dei cittadini e per ridurre il traffico privato e l'inquinamento delle città;
la recente manovra economica adottata dal Governo per il contenimento della spesa pubblica e la conseguente e consistente riduzione di trasferimenti alle regioni e agli enti locali vanno, invece, nella direzione opposta e rischiano di produrre ripercussioni pesantissime, sia sul versante della spesa di gestione che su quello dell'investimento del trasporto pubblico locale, con un impatto che avrà effetti negativi sulla quantità e sulla qualità dei servizi: una riduzione di risorse non assorbibili da semplici manovre di efficientamento e di incremento della produttività, che pure è necessario perseguire, che comporterà una profonda ristrutturazione del sistema dell'offerta dei servizi;
per la parte a carico di regioni ed enti locali, quest'ultima manovra prevede nuovi tagli al trasporto pubblico locale, aggiungendoli a quelli già determinati dalla manovra correttiva dell'estate 2010, oltre a cancellare i provvedimenti di parziale rifinanziamento previsti dalla legge di stabilità 2011 e dal cosiddetto decreto-legge mille proroghe 2011;
le residue risorse che l'ultima manovra economica lascia nella disponibilità delle amministrazioni locali per l'erogazione dei servizi indeboliscono fortemente la mobilità locale collettiva, arrivando a determinare un taglio del servizio fino al 50 per cento dei livelli attuali, imponendo pesanti incrementi tariffari, colpendo così, in modo insostenibile, attraverso il peggioramento del servizio e l'aumento del prezzo di biglietti ed abbonamenti, l'utenza pendolare, le fasce sociali più deboli, gli studenti, nonché i livelli occupazionali del settore e del sistema dell'indotto di forniture di mezzi e di servizi accessori;
i suddetti tagli, infatti, non riguarderanno solo una riduzione degli sprechi, ma implicheranno soppressioni del servizio di base, costituito da treni ed autobus, senza i quali a milioni di famiglie verrà impedito di spostarsi per raggiungere scuole e luoghi di lavoro;
l'obiettivo di ridurre le risorse statali nella misura prevista è stato perseguito dal Governo anche attraverso il sacrificio di quelle misure di federalismo fiscale, già introdotte nell'ordinamento sin dal 2008, che erano intese a garantire risorse finanziare proprie delle regioni per il trasporto ferroviario regionale di Trenitalia, come quelle previste dall'articolo 1, comma 302, della legge n. 244 del 2007, legge finanziaria per il 2008, successivamente abrogato dall'articolo 14, comma 2, del decreto-legge n. 78 del 2010;
per tali ragioni e per denunciare quanto il peso dell'ultima manovra economica, drammaticamente sproporzionata e tutta a carico delle autonomie locali, li esporrà, al punto da non poter più garantire le funzioni di governo, i presidenti delle regioni italiane, in segno di protesta ed in attesa di risposte concrete, hanno simbolicamente riconsegnato nelle mani del Governo i contratti per il trasporto su ferro e gomma, non essendo in alcun modo possibile, da parte loro, adempiere alle relative obbligazioni, una volta venute meno le risorse sulle quali era stato posto legittimo affidamento;
negli ultimi anni il settore del trasporto pubblico locale è stato il destinatario di un'intensa produzione normativa, con leggi, decreti e regolamenti rivolti più a sconfessarsi l'un l'altro che a disegnare

un quadro chiaro e definitivo, all'interno del quale rilanciare un settore ormai stabilmente in crisi;
i contratti di servizio per il trasporto ferroviario regionale di Trenitalia attualmente vigenti sono stati sottoscritti dalle regioni sulla base di una norma di legge statale che ne ha previsto espressamente la stipula, quale è l'articolo 25, comma 2, del decreto-legge n. 185 del 2008, e riponendo oggettivo affidamento sulla norma prevista dall'articolo 1, comma 302, della legge n. 244 del 2007, successivamente abrogato dall'articolo 14, comma 2, del decreto-legge n. 78 del 2010, che, attraverso la fiscalizzazione delle risorse necessarie a decorrere dal 2011, garantiva risorse certe e continuative;
gli interventi di finanza pubblica adottati nel corso dell'ultimo biennio hanno sovvertito il quadro di riferimento finanziario, che, pur con le sue criticità, ha governato per molti anni la materia del trasporto pubblico locale. Più precisamente, essi hanno pesantemente inciso sulla disponibilità di risorse finanziarie per il settore, avendo, da un lato, drasticamente ridotto i trasferimenti statali destinati al pagamento dei servizi di trasporto pubblico, ormai limitati a circa un quarto, e, dall'altro, interrotto il già previsto completamento del processo di fiscalizzazione che avrebbe condotto, per questa materia fondamentale per regioni ed enti locali, al passaggio dal sistema di finanza derivata al sistema di finanza propria;
nel 2010 per finanziare il trasporto pubblico locale le regioni avevano a loro disposizione 1.714 milioni di euro. Con la manovra per il 2011 gli stessi stanziamenti erano diminuiti, potendo confidare in 977 milioni di euro (di cui 425 milioni ottenuti solo dopo le proteste dei presidenti delle regioni, ma in realtà mai trasferiti alle regioni). Per il 2012 i presidenti delle regioni dovranno accontentarsi di soli 400 milioni di euro;
l'attuale quadro delle risorge finanziarie per il trasporto pubblico locale dal 2012 in poi è costituito proprio dall'articoli 21, comma 3, del decreto-legge n. 98 del 2011, che ha istituito il fondo per il finanziamento del trasporto pubblico locale, anche ferroviario, nelle regioni a statuto ordinario, con dotazione di 400 milioni di euro annui, il cui utilizzo è escluso dai vincoli del patto di stabilità;
il suddetto ammontare complessivo delle risorse da fiscalizzare risulta essere assolutamente inadeguato alle esigenze reali del settore del trasporto pubblico locale, così come risultanti dalla spesa sostenuta nel corso degli anni;
i cittadini e le imprese del Mezzogiorno si confrontano tutti i giorni con un'offerta di servizi di trasporto pubblico locale decisamente inferiore, sia dal punto di vista quantitativo, in termini di vetture-chilometri, che qualitativo, in termini di età media del materiale rotabile, puntualità e tecnologie, rispetto al resto del Paese, che pure offre mediamente standard di servizio ben al di sotto dei livelli medi europei,


impegna il Governo:


ad assumere iniziative volte a ristabilire le misure di federalismo fiscale, già introdotte nell'ordinamento sin dal 2008, che erano intese a garantire risorse finanziarie proprie delle regioni per il trasporto ferroviario regionale di Trenitalia, in particolare quelle di cui all'articolo 1, comma 302, della legge n. 244 del 2007 (legge finanziaria per il 2008), abrogato dall'articolo 14, comma 2, del decreto-legge n. 78 del 2010;
ad assumere iniziative per incrementare, al fine di soddisfare il fabbisogno finanziario del settore la dotazione del fondo per il finanziamento del trasporto pubblico locale, di cui all'articolo 21, comma 3, del decreto-legge n. 98 del 2011, di 1.700 milioni di euro, portandola almeno ad un totale di 2.100 milioni di euro;
a rispettare l'intesa già sottoscritta con le regioni per la fiscalizzazione del trasporto pubblico locale, unica misura in

grado di riorganizzare il settore, completandone il processo normativo e prevedendone la messa a regime a partire dal 1o gennaio 2012.
(1-00728)
«Commercio, Lo Monte, Lombardo, Oliveri, Brugger».