• Testo interpellanza

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Atto a cui si riferisce:
C.2/01229 [Presenza di due esponenti della camorra alla festa dei Gigli, nella periferia di Napoli]



I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che:
è stato pubblicato dal sito web del settimanale L'Espresso un video girato a Barra, un quartiere della periferia di Napoli, durante la tradizionale festa dei Gigli, svoltasi domenica 25 settembre scorso, in cui si vede la folla acclamare due esponenti della criminalità organizzata;
in particolare, si vede una lussuosa Rolls Royce bianca sfilare tra la folla plaudente. Seduto sul sedile posteriore c'è Angelo Cuccaro, un boss di camorra, uscito recentemente di prigione, dopo aver scontato una pena di dieci anni; Con lui il padre Antonio Cuccaro. L'auto avrebbe fatto una vera e propria sfilata nel quartiere, durante la festa, partendo da via Ceccarelli e arrivando fino a via Bruno Buozzi, raccogliendo applausi, strette di mano, perfino saluti dai microfoni dello speaker della festa che a un certo punto ha addirittura chiesto «Un minuto di raccoglimento per ricordare i nostri morti»; a questo invito ha fatto seguito la benedizione del parroco e una ancora più netta espressione dello speaker che ha detto «Guardate come sono belli nostri padrini!»; il camorrista sarebbe successivamente sceso tra la folla, abbracciando la gente e baciando pubblicamente sulla bocca alcuni affiliati;
la festa dei Gigli a Barra è una tradizione secolare; è nata, infatti, nel 1822, in onore di Sant'Antonio. Attualmente è organizzata da sei comitati spontanei, che hanno noleggiato la cosiddetta paranza, cioè un gruppo di 120 «cullatori», persone che portano a spalla il Giglio (un grosso obelisco di legno decorato) per le strade del quartiere;
più volte, in passato, sulle modalità di organizzazione della festa si sono appuntate

le attenzioni degli inquirenti; pare, infatti, che i Comitati siano stati in alcune occasioni infiltrati dai clan, e che il contributo volontario per le spese della festa, di cinque o dieci euro, che viene chiesto a residenti e commercianti, non sia sempre stato così «spontaneo»;
la presenza tra la folla, in un momento di festa collettiva, di un boss della camorra, che sfila in un'auto lussuosa, abbraccia la gente, bacia i suoi affiliati, è un chiaro segno volto a sottolineare potenza e controllo, per rimarcare il potere sul territorio, in barba alla presenza sia dello Stato sia dei clan (rivali e alleati), che pure dettano legge nei quartieri vicini;
la presenza contestuale di rappresentanti della Chiesa, di rappresentanti delle istituzioni, di agenti della polizia municipale, segna, ad avviso dell'interrogante una sorta di subordinazione visibile al potere della camorra sul quartiere; di fatto avalla il tentativo del crimine organizzato di controllare il tessuto sociale anche per mezzo di comportamenti «simbolici» -:
se il Ministro non ritenga di assumere notizie in merito, soprattutto rispetto alla possibilità che fatti del genere possano avvenire senza alcun presidio territoriale delle forze di polizia e, in particolare, quali iniziative intenda assumere, nell'ambito delle proprie competenze, affinché episodi del genere, che consegnano al territorio l'immagine di uno Stato subordinato alla criminalità organizzata, non abbiano più a verificarsi.
(2-01229) «Bossa, Piccolo, Iannuzzi, Zaccaria, Giovanelli, Benamati, Cardinale, Pizzetti, Lo Moro, Laganà Fortugno, Samperi, Nannicini, Bindi, Bernardini, Cuomo, Boffa, Ciriello, Farina Coscioni, Nicolais, Fluvi, Bonavitacola, Veltroni, Luongo, Andrea Orlando, Picierno, Mario Pepe (PD), Gozi, Colombo, Rubinato, Zampa, Rampi, D'Antona, La Forgia, Villecco Calipari».