• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/13492 [Forte capacità di influenza di Comunione e Liberazione]



MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e ZAMPARUTTI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
dagli organi di stampa e, in particolare, da due libri intitolati «Comunione e Liberazione: assalto al potere in Lombardia» di Enrico De Alessandri, edito da Bepress, 2010, nonché «La lobby di Dio. Fede, affari e politica. La prima inchiesta su Comunione e Liberazione e la Compagnia delle opere» di Ferruccio Pinotti, edito da Chiarelettere, 2010, è emerso che:
Comunione e Liberazione (CL) esercita un'influenza sui mezzi di comunicazione decisamente superiore a quella di qualsiasi altra organizzazione, movimento politico o associazione di interessi esistenti in Italia; e, peraltro, i giornalisti che militano in questo movimento sono inseriti in quasi tutti i maggiori quotidiani nazionali costituendo, anche nell'ambito massmediale, una inquietante influenza dominante;
in Lombardia, luogo privilegiato di azione del movimento, esponenti ed aderenti a CL occupano largamente posti di rilievo in tutti i centri di potere della regione (dai direttori generali ai dirigenti delle unità organizzative nei più importanti assessorati, dai direttori generali delle pubbliche aziende ospedaliere ai primari, dagli amministratori delegati ai presidenti delle società di trasporto, dai direttori generali degli enti e delle agenzie regionali ai consigli di amministrazione delle società a capitale pubblico della regione Lombardia operanti in ambiti strategici come le infrastrutture, la formazione, l'ambiente e altro) costituendo, di fatto, una situazione di potere «dominante»; infatti, questa situazione di potere «monopolistico» è stata denunciata, come allarmante, sul Corriere della Sera del 7 giugno 2005 anche da alcuni esponenti istituzionali dello stesso partito del governatore lombardo attraverso la seguente vibrata protesta: «Il ruolo e il potere che hanno assunto Formigoni e il sistema connesso di Comunione e Liberazione e della Compagnia delle Opere determinano la quasi totalità delle scelte politiche e amministrative, di fronte a un peso elettorale che non raggiunge un decimo dei voti di Forza Italia»;
tale capacità di influenza di CL può determinare, di fatto ed anche sotterraneamente, non solo «sudditanza psicologica» ma inaccettabili situazioni discriminatorie per le singole persone: si pensi alle difficoltà di avanzamento in termini di carriera per i medici che non appartengono a CL nell'ambito di precise strutture pubbliche o, peggio, agli illegittimi provvedimenti di sospensione dal lavoro adottati nei confronti di coloro che, attraverso pubblicazioni, hanno criticato il potere monopolistico di CL nelle pubbliche istituzioni lombarde (il tribunale di Milano, con sentenza del 20 gennaio 2011, ha dichiarato illegittima la sospensione dal lavoro del dottor Enrico De Alessandri, l'ex Direttore del centro regionale emoderivati, per aver scritto il libro «Comunione e Liberazione: assalto al potere in Lombardia», edito da Bepress);

le regole che caratterizzano i Memores Domini, ovvero il cosiddetto gruppo adulto di CL, si fondano sull'obbedienza e sulla «segretezza» (Pinotti, pag. 318), e quest'ultimo elemento della segretezza è ampiamente sviluppato anche da De Alessandri nel suo libro su CL. Si conoscono i nomi dei Memores Domini che occupano importanti cariche pubbliche, ma non si conosce l'identità degli altri in quanto «i Memores, pur essendo chiamati a lavorare e guadagnare, non devono rivelarsi al pubblico» (Pinotti, pag. 318);
sono stati sollevati interrogativi dallo stesso Pinotti presso la pubblica opinione secondo cui: «Formigoni è un uomo politico e un alto amministratore della Repubblica: a chi va quindi la sua obbedienza, oltre che al popolo italiano? Ai superiori del gruppo religioso? Tra gli aspetti di questa obbedienza figura anche il suo lavoro, e non è assurdo pensare che Formigoni ne discuta con i suoi superiori» (Pinotti, pag. 345);
il problema è serio in via generale, ed emerge con particolare evidenza anche in considerazione del caso di una regione come la Lombardia, che risulta avere un bilancio pari a quello di un piccolo Stato;
la questione rappresentata dovrebbe essere approfondita, ad avviso degli interroganti, anche alla luce della disciplina delle associazioni segrete di cui alla legge 25 gennaio 1982, n. 17: In particolare va tenuto presente quanto stabilito dall'articolo 1, secondo il quale costituiscono associazioni segrete «quelle che, anche all'interno di associazioni palesi, occultando la loro esistenza ovvero tenendo segrete congiuntamente finalità è attività sociali ovvero rendendo sconosciuti, in tutto od in parte ed anche reciprocamente, i soci, svolgono attività diretta ad interferire sull'esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, anche ad ordinamento autonomo, di enti pubblici anche economici, nonché di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale» - nonché dall'articolo 4, in materia di sanzioni disciplinari irrogabili ai dipendenti pubblici in relazione all'appartenenza a tali associazioni: tale articolo in particolare stabilisce che i dipendenti pubblici per i quali risulti, sulla base di concreti elementi, il fondato sospetto di appartenenza ad associazioni segrete, possono essere sospesi dal servizio, valutati il grado di corresponsabilità nell'associazione, la posizione ricoperta dal dipendente nella propria amministrazione nonché l'eventualità che la permanenza in servizio possa compromettere l'accertamento delle responsabilità del dipendente stesso. Le amministrazioni competenti devono quindi inviare immediatamente gli atti all'autorità giudiziaria e promuovere l'azione disciplinare -:
se, per quanto risulta al Governo, sussistano i presupposti per l'esercizio di poteri di competenza di cui alla legge n. 17, del 1982;
se il Governo non ravvisi l'opportunità di disporre approfondite indagini per verificare se alti amministratori pubblici appartenendo ai Memores Domini si siano vincolati all'obbedienza nei confronti dei superiori nella gerarchia associativa anche per quanto concerne l'esercizio di funzioni pubbliche;
se il Governo non intenda adottare iniziative normative volte ad assicurare, ferma restando ogni garanzia costituzionale in materia di libertà di associazione, che l'esercizio di pubbliche funzioni, ad ogni livello, si svolga secondo princìpi di trasparenza ed imparzialità, senza essere influenzato da vincoli associativi esterni di natura interamente o parzialmente segreta.
(4-13492)