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Atto a cui si riferisce:
C.1/00720 [Iniziativa adriatico-ionica]



La Camera,
premesso che:
l'iniziativa adriatico-ionica (IAI), avviata con la Conferenza sullo sviluppo e la sicurezza nel mare Adriatico e nello Ionio tenutasi ad Ancona nel maggio 2000, e che coinvolge otto Paesi rivieraschi (Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia, Montenegro, Serbia e Slovenia), ha l'obiettivo di promuovere la cooperazione regionale quale strumento di promozione della stabilità economica, e politica di questi Paesi e la protezione ambientale del bacino adriatico-ionico;
l'iniziativa adriatico-ionica ha rapporti con molte altre organizzazioni e iniziative regionali che operano nel sud-est Europa, in particolare con l'Iniziativa centro-europea (InCE), con il Consiglio di cooperazione regionale (RCC) e il Processo di cooperazione per il sud-est Europa (SEECP), con la Cooperazione economica del mar Nero (BSEC) e con il processo di cooperazione del Danubio (DCP);
nel giugno 2008 è divenuto operativo ad Ancona un segretariato permanente dell'Iniziativa, tramite il quale è stata avviata una cooperazione con i fora adriatico-ionici che già operano nella regione: il Forum delle camere di commercio e quello delle città dell'Adriatico e dello Ionio e UniAdrion;
nell'ambito della Presidenza italiana IAI (2009-2010) è fortemente emerso, tra i Paesi membri, un interesse condiviso a valorizzare il bacino adriatico-ionico e le diverse forme di cooperazione territoriale che in esso operano attraverso una strategia integrata;
l'Italia, insieme a Grecia e Slovenia, ha avviato quindi la promozione di una strategia specifica dell'Unione europea per la macro-regione adriatico-ionica, d'intesa con gli altri cinque Paesi rivieraschi ed in collaborazione con la Commissione ed il Comitato delle regioni;
la strategia è anche un segnale politico verso i Balcani occidentali, in quanto una macro-regione adriatico-ionica contribuirà a stabilire relazioni più profonde tra l'Unione europea e i Balcani occidentali, preparandone l'integrazione;
tale strategia, il cui orizzonte per la finalizzazione è quello delle presidenze greca o italiana (2014), ha già ottenuto un primo riconoscimento formale dal Consiglio europeo del 24 giugno 2011, in attesa del conferimento di un vero e proprio mandato dal parte del Consiglio europeo alla Commissione nel 2012;
l'attività dei Governi può trovare il supporto significativo e propositivo da parte dei parlamenti nella loro capacità di mediare e di facilitare la presa di decisioni;
va preso atto di quanto riportato al punto 10 della dichiarazione finale del 13° Consiglio dei ministri degli esteri IAI (Consiglio adriatico-ionico) che si è svolto a Bruxelles il 23 maggio 2011, dove si sottolinea l'importanza dei contatti tra rappresentanti dei Parlamenti degli Stati membri,


impegna il Governo


a sostenere, presso la presidenza in esercizio serba della IAI, l'opportunità di riconoscere ufficialmente, senza costi aggiuntivi a carico dei Governi, la dimensione parlamentare della IAI, attualmente rappresentata dalla Conferenza dei presidenti dei parlamenti, e di favorire l'ulteriore sviluppo della cooperazione parlamentare, raccomandando ai Parlamenti dei Paesi membri di promuovere la costituzione, al loro interno, di delegazioni parlamentari ad hoc che potrebbero coincidere con le delegazioni parlamentari nazionali attualmente operative presso l'Assemblea parlamentare dell'InCE, nella convinzione che tali delegazioni possano

svolgere un'azione di sensibilizzazione ad ampio raggio rispetto agli obiettivi della Iniziativa adriatico ionica.
(1-00720) «Antonione, Picchi, Fugatti, Maran, Di Biagio, Nastri, Pianetta, Bergamini, Zacchera, Nirenstein».