• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
S.4/06000 [Situazione di emergenza del trasporto pubblico locale campano]



DI NARDO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

gran parte della provincia di Napoli è servita da collegamenti con treni denominati "Circumvesuviana" che uniscono decine di comuni sulle tre linee ferroviarie in esercizio, Sorrento-Castellammare di Stabia-Napoli, Sarno-Pompei-Napoli, Baiano-Nola-Napoli, fornendo un servizio essenziale ed utile per una popolazione di oltre 2.300.000 utenti;

gli orari di maggiore affluenza sulle tre linee ferroviarie indicate vanno dalle ore 6,45 alle ore 9,45 e nel pomeriggio dalle ore 13,45 alle ore 17,45. La "Circumvesuviana" spesso utilizza in questi orari di maggior utenza due moduli ferroviari, insufficienti a contenere l'elevato numero di utenti di questo servizio pubblico, creando problemi di sovraffollamento, rischiosi e deplorevoli, anche sotto l'aspetto igienico-sanitario;

sulla linea Sorrento-Napoli, tradizionalmente tra le più affollate, la soppressione delle corse è ormai all'ordine del giorno, e per giunta la cancellazione delle corse non viene nemmeno comunicata agli utenti, costretti ad attendere invano i treni, con evidenti disagi a causa dell'affollamento delle poche corse rimaste in servizio e con il rischio di malori che molto spesso colpiscono i pendolari, soprattutto i più anziani;

come risulta da notizie di stampa (si veda "Il Mattino" di Napoli del 29 settembre 2011), una nuova "tegola" si è abbattuta sui pendolari della Circumvesuviana a causa della mancanza di elettrotreni. Infatti l'azienda di trasporto, già al centro di polemiche dopo il taglio di 150 corse quotidiane, si è vista costretta ad eliminare altre 21 corse, tutte nella fascia mattutina, mentre altri sei treni pomeridiani sono a rischio eliminazione ogni giorno, a seconda della disponibilità dei mezzi;

come riportato dal citato articolo di stampa, in un comunicato dell'azienda, fatto affiggere nelle stazioni, si legge che i treni "saranno soppressi temporaneamente", cioè fino a quando non torneranno a disposizione un numero congruo di elettrotreni. Tuttavia, la situazione è ben più grave di quanto spieghi la nota della direzione della Circumvesuviana: infatti, nella giornata del 28 settembre 2011, su 141 elettrotreni in dotazione, solo 54 erano regolarmente in funzione, i rimanenti erano fermi per motivi diversi, tutti in attesa di essere riparati. Più di 85 elementi parcheggiati dove c'è spazio, tanto che sono state individuate stazioni anche lontane da Napoli per accogliere i mezzi fuori uso;

secondo il segretario generale della Filt-Cgil Campania, a creare questo nuovo ridimensionamento delle corse è il mancato rispetto dell'erogazione delle risorse ordinarie che dovrebbero essere versate alle aziende di trasporto mese per mese e invece arrivano costantemente in ritardo. È evidente che senza risorse la Circumvesuviana non può garantire la regolare manutenzione degli elettrotreni con gli evidenti gravi disservizi a danno degli utenti: il disagio dei passeggeri in attesa per ore e costretti a subire fortissimi ritardi, nonché i biglietti introvabili a causa della chiusura delle biglietterie;

considerato inoltre che:

il settore del trasporto pubblico locale campano, già gravemente interessato da una profonda crisi strutturale, rischia di essere ulteriormente compromesso e di causare gravi disservizi agli utenti a causa dei pesanti tagli previsti dalle ultime manovre economiche;

da lunedì 12 settembre 2011 è partito il piano di tagli e riduzioni elaborato dall'EAV (Ente autonomo Volturno), la holding regionale dei trasporti che controlla al 100 per cento Circumvesuviana, Sepsa e Metrocampania Nordest, ma che dipende per i finanziamenti interamente dalla Regione;

secondo notizie di stampa la società Circumvesuviana, in crisi di liquidità, non paga i fornitori per la manutenzione, per cui sono sempre più numerose le vetture che non possono essere messe in circolazione,

si chiede di sapere:

se il Governo sia a conoscenza della situazione e delle cause della mancata messa in esercizio dei moduli ferroviari, fatto che costringe gli utenti della provincia di Napoli serviti dalla Circumvesuviana a viaggiare in modo rischioso e disumano;

quali interventi urgenti si intenda adottare per far fronte alla situazione di emergenza in cui versa il settore del trasporto pubblico locale campano e per garantire, negli orari di maggior affluenza, l'utilizzo costante di almeno tre moduli ferroviari, al fine di evitare un sovraffollamento quotidiano ai limiti della decenza;

se non si ritenga opportuno convocare con la massima urgenza un tavolo istituzionale con la Regione, le parti sociali e la citata holding regionale.