• Testo interrogazione a risposta orale

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Atto a cui si riferisce:
S.3/02414 [Risoluzione dei problemi di ristrutturazione dei debiti delle imprese agricole]



BERTUZZI, ANDRIA, ANTEZZA, MONGIELLO, PERTOLDI, PIGNEDOLI, RANDAZZO - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che:

il decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, che reca "Prime disposizioni urgenti per l'economia", non interviene, se non con poche norme residuali, con alcuna disposizione a sostegno del settore agricolo, che pure necessiterebbe di interventi coordinati e razionali per permetterne la ripresa;

all'articolo 8, relativo a "Impresa e credito", i commi 11 e 12 sono infatti diretti a consentire agli agricoltori di cedere ad istituti finanziari i crediti da loro vantati e derivanti dal possesso dei titoli di pagamento diretto previsti dalla politica agricola comune (PAC), e stabiliscono che, entro 60 giorni dall'entrata in vigore del decreto-legge, il Ministro in indirizzo definisca con apposito decreto le modalità di cessione di tali crediti;

il Ministro aveva a riguardo enfaticamente affermato che l'entrata in vigore di tali norme avrebbe risolto i problemi di ristrutturazione del debito agricolo, alleviando "i problemi di oltre 980.000 aziende, di cui 700.000 nel Mezzogiorno", che sul piano dell'esposizione finanziaria evidenziavano, come evidenziano tutt'oggi, gravissime difficoltà;

la scarsa comprensione e sensibilità nei confronti dei reali problemi delle imprese agricole e la mancanza di qualsiasi valutazione sulle difficoltà di applicazione, dal punto di vista amministrativo-burocratico, delle disposizioni citate, che inevitabilmente richiedono un iter applicativo complesso e gravoso, ha fatto sì che norme presentate alla pubblica opinione come definitivamente risolutive dei problemi delle imprese in crisi si siano scontrate immediatamente con la realtà, dimostrandosi assolutamente inefficaci e quindi inutili;

a quanto risulta agli interroganti, inoltre, il Ministro non ha ancora provveduto, nonostante i termini siano da tempo stati superati, all'emanazione del decreto che avrebbe dovuto definire le modalità di cessione dei crediti;

in merito alle disposizioni citate, sono stati inoltre sollevati problemi di compatibilità con la normativa europea, in quanto tutte le disposizioni richiamate nell'articolo 8 disciplinano la cessione di diritti e non quella dei crediti dagli stessi derivanti, il cui trasferimento non pare ipotizzato dalla disciplina in vigore; infatti, alla luce dell'articolo 11 del reg. (CE) n. 1290/2005 sul finanziamento della PAC, salvo disposizione contraria prevista dalla normativa comunitaria, i pagamenti relativi ai finanziamenti previsti dallo stesso regolamento sono versati integralmente ai beneficiari, obbligo confermato nel reg. (CE) 885/2006 che nell'allegato I (punto 2, lettera B sulle procedure di pagamento) impone all'organismo pagatore di adottare le necessarie procedure per garantire che i pagamenti siano versati esclusivamente sul conto bancario del richiedente e del suo rappresentante. Inoltre, la cessione di crediti che dovessero poi rivelarsi inesigibili porrebbe la questione sulla reale possibilità di un loro recupero da parte della Comunità,

si chiede di sapere:

quali valutazioni siano state alla base delle dichiarazioni del Ministro in indirizzo relativamente alla risoluzione dei problemi di ristrutturazione dei debiti delle imprese agricole, che hanno motivato la stesura di tali norme;

quale sia stato il reale effetto delle disposizioni di cui all'articolo 8, commi 11 e 12, del decreto-legge n. 70 del 2011, e in particolare quante risultino le domande e l'effettiva cessione ad istituti finanziari dei crediti vantati dagli agricoltori;

quali siano i tempi previsti per l'emanazione del decreto di cui all'articolo 8, comma 12;

se non ritenga che, per far fronte alla situazione di grave indebitamento di oltre 980.000 imprese agricole, sia necessario provvedere, più che alla stesura di norme insufficienti e troppo propagandate, attraverso azioni più incisive e mirate a favore del settore, a partire da un esame approfondito e partecipato di quali siano le reali esigenze del mondo imprenditoriale agricolo che affronta da tempo una grave crisi, per giungere a concreti e duraturi risultati.