• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
S.4/05962 [Decisione del Consiglio dell'ordine degli avvocati di Roma di ridurre l'apertura delle cancellerie dalle ore 9,00 alle ore 12,00]



LANNUTTI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

in questi giorni il Consiglio dell'ordine degli avvocati di Roma ha inviato una lettera ai propri iscritti per segnalare un provvedimento che riduce l'apertura delle cancellerie agli orari antimeridiani dalle ore 9,00 alle ore 12,00;

per quanto risulta all'interrogante il presidente Antonio Conte afferma che, nell'intento di fronteggiare le continue, croniche problematiche che rendono ogni giorno più difficile lo svolgimento della professione, l'Ordine di Roma pronto ad una battaglia contro un provvedimento in itinere che non ha ragion d'essere. La Dirigenza del Tribunale di Roma avrebbe deciso di ridurre gli orari di apertura delle Cancellerie, a causa della solita atavica carenza di personale, sin dal prossimo mese di ottobre. Tale ipotesi, se si concretizzasse, inciderebbe gravemente sulla conduzione dell'attività forense, limitando e penalizzando lo svolgimento delle incombenze, che l'attività difensiva inevitabilmente comporta. La giustificazione che tale "riduzione di orario" possa consentire al personale di servizio di svolgere l'indispensabile lavoro interno, è a suo avviso del tutto inaccettabile. L'Ordine di Roma, con grande senso di responsabilità istituzionale, ha posto in essere, negli ultimi due anni, numerosi interventi di sostegno relativi al personale, messo a disposizione, solo grazie alle risorse dell'Avvocatura romana, di quei settori nevralgici degli Uffici giudiziari che maggiormente avevano rilevato criticità nel servizio all'utenza. I risultati si sono visti immediatamente e tutti ne hanno beneficiato (avvocati, clienti, Uffici giudiziari). A fronte di una riduzione degli orari di apertura delle Cancellerie, secondo Conte vuol dire che tale sforzo è stato inutile. A questo punto, quale Presidente dell'Ordine, ha chiesto al Presidente del Tribunale de Fiore - che ha sempre manifestato una forte sensibilità nei confronti dell'Avvocatura romana - di intervenire alla prossima adunanza consiliare di giovedì 29 settembre, al fine di individuare una soluzione condivisa che eviti che si registri l'ennesimo forte disagio, con inevitabile disservizio conseguente, in danno degli avvocati, dei cittadini e dell'immagine del Tribunale più grande del Paese. Il Presidente del Tribunale ha aderito alla richiesta di confronto,

si chiede di sapere:

se la prevista riduzione degli orari, su limitazione a 3 ore al giorno, non si possa riflettere sulla gestione già critica dell'amministrazione ordinaria della giustizia, con grave danno ai cittadini utenti del servizio giustizia già costretti a tempi "biblici" per celebrare i processi;

se, invece di effettuare ulteriori tagli all'amministrazione giudiziaria, il Governo non ritenga opportuno sopprimere i numerosi enti inutili, destinando personale in esubero ai servizi giudiziari;

se non ritenga di attivarsi, per quanto di competenza, al fine di individuare soluzioni condivise volte ad evitare gravi disagi ed inevitabili disservizi, a danno degli avvocati, dei cittadini e dell'immagine del Tribunale più grande del Paese.