• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
S.4/05942 [Separazione tra banche di affari e di investimento e la tradizionale attività creditizia ]



LANNUTTI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

nei giorni scorsi la banca svizzera UBS ha reso noto di aver subito una perdita superiore a 2 miliardi di dollari a causa di un'operazione nell'investiment banking non autorizzata, effettuata da un dipendente della banca. La polizia di Londra ha arrestato un trentunenne, tale Kweku Adoboli, di origine ghanese sospettato della maxi forde. L'agenzia di rating Moody's ha messo la banca svizzera sotto la proprio lente e ha avviato la procedura di valutazione del downgrading. UBS potrebbe essere declassata. Il colosso bancario svizzero potrebbe addirittura chiudere il terzo trimestre in rosso, accusando un durissimo colpo mentre lotta per ricostruire la sua credibilità dopo anni di crisi. Effettivamente si tratta di un buco che equivale a 2 miliardi di franchi di risparmio che la banca aveva sperato di utilizzare in un programma di riduzione dei costi annunciato lo scorso mese - anche alla luce delle turbolenze che continuano a scuotere i mercati finanziari -, che comprende il taglio di 3.500 posti di lavoro entro il 2013. UBS prevede oneri di ristrutturazione per 550 milioni di franchi, di cui 450 saranno contabilizzati nel secondo semestre 2011. Anche il futuro della divisione investment banking è minacciato. L'amministratore delegato Oswald Gruebel ha posto sotto revisione l'unità di UBS come parte di un vasto piano di ristrutturazione dopo le pesanti perdite subite durante la crisi del credito. UBS ha sottolineato che nessuna delle posizioni dei clienti è stata colpita e che la solidità della banca non è in discussione. La questione è però ancora oggetto di indagine. UBS aveva iniziato quest'anno a ritrovare la fiducia dei clienti dopo essere stata salvata dallo Stato svizzero nel 2008 a seguito delle perdite massicce legate a svalutazioni sui mutui subprime. La banca era stata anche al centro di uno scandalo, sfociato in un'inchiesta statunitense sulla sua presunta complicità con gli evasori fiscali. La banca ha avuto una storia di falle e difetti nella gestione del rischio seguite da promesse reiterate di adeguamenti e migliorie al sistema. La maxi perdita costituisce un grave danno d'immagine e mette UBS in cattiva luce. Il suo impatto significativo sulla percezione della banca, tra l'incredulità e lo sconcerto degli operatori di mercato, si tradurrà in una nuova perdita di fiducia e inciderà sull'andamento delle future operazioni della banca. L'ultimo caso simile è stato quello che coinvolse nel 2008 la banca francese Société Générale, con il trader poi condannato Jérôme Kervie che procurò un buco da 6,7 miliardi dollari. Sia Kerviel che Adoboli hanno effettuato transazione con il cosiddetto "Delta One", un prodotto derivato;

il caso UBS, e i suoi precedenti, dimostrano che l'investment banking è un business rischioso e che è importante che le funzioni rilevanti per il sistema siano nettamente separate dal resto del settore bancario. Serve una regolamentazione più severa;

considerato che:

il recente declassamento delle banche italiane da parte di S&P, che non ha neppure la licenza Esma (l'autorità di vigilanza europea sulle borse) per emettere i rating in Europa, si aggiunge ad un'altra notizia, che ha avuto pochissima eco in Italia, secondo la quale Bank of China ha sospeso una serie di ordinarie transazioni in valute sul mercato cinese con alcune banche europee in seguito ai crescenti timori sui rischi finanziari dell'Europa (le banche sono BNP Paribas, Société Générale e UBS). Tra il 2008 e il 2010 il Governo americano ha dovuto impegnare più di 4.000 miliardi di dollari per salvare le banche, che hanno provocato un effetto tampone, senza interrompere il pessimo andazzo dei banchieri di impegnare miliardi di euro con il sistema del leverage, elevate leve finanziarie paragonabili alle scommesse clandestine alle corse dei cavalli o al gioco della roulette, per alimentare sistemi drogati di retribuzioni del management;

i banchieri continuano ad emettere derivati avariati, swap e Cds, vero e proprio denaro dal nulla, alla stessa stregua dei falsari che spacciano banconote contraffatte, mettendo a rischio i denari dei depositanti, a causa della mancata separazione delle attività di investimento dalle attività tradizionali del credito, che significa raccogliere denaro dei depositanti per poi impiegarli per finalità produttive;

negli anni '90 negli Stati Uniti d'America, le attività di investment banking erano nettamente separate da quelle cosiddette retail, con una giustificata separazione dei rischi e delle responsabilità di investimenti giocati sull'azzardo morale dei banchieri;

banche troppo grandi per fallire sono in grado di ricattare il mondo ed i Governi, che hanno accollato l'onere dei salvataggi sulle spalle dei contribuenti e della fiscalità generale, non solo negli USA,

si chiede di sapere:

se il Governo, la cui azione non sembra abbia brillato nei consessi internazionali periodici stabiliti nel G7 e nel G20, non ritenga di porre all'ordine del giorno la promozione di un'iniziativa legislativa che ponga una netta separazione tra banche di affari e di investimento e la tradizionale attività creditizia che serve a finanziare la produzione e a dare miscela all'economia reale ed alla crescita;

se ripristinare la vecchia normativa, osteggiata da Governi allineati con banchieri, Fmi, Banca Mondiale, Financial Stability Board, non possa rappresentare una delle soluzioni alla dissoluzione dell'euro sotto attacco di banche e banchieri di affari, di fondi speculativi, agenzie di rating con la complicità dei a giudizio dell'interrogante distratti, a volte collusi. banchieri centrali;

se la crisi sistemica che attanaglia famiglie, imprese, consumatori, generata dall'avidità dei banchieri, non possa essere attenuata con la netta separazione, tra l'investment banking delle banche e la gestione patrimoniale, prestiti ipotecari e altre attività che devono svolgere le banche tradizionali, che guardano allo sviluppo dei territori, non già alla finanza globale, per sottrarre l'economia reale, fatta di fatica e sudore degli uomini, alle grinfie di taluni banchieri (veri e propri "bankster ") e delle attività finanziarie speculative, che hanno portato il sistema globalizzato sull'orlo del precipizio, generando miseria e disoccupazione a catena con l'unica finalità di garantire sistemi retributivi e stock option immorali.