• Testo interrogazione in commissione

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Atto a cui si riferisce:
C.5/05402 [Rilancio dei Cantieri di Pisa e salvaguardia dei posti di lavoro di tutti i suoi dipendenti]



GATTI, FONTANELLI, DAMIANO, BELLANOVA, MADIA, SCHIRRU, CODURELLI, RAMPI, MIGLIOLI, BERRETTA, BOCCUZZI e SANTAGATA. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:
il 20 settembre 2011 si è tenuto, presso la sede della regione Toscana, un incontro avente per oggetto la difficile situazione riguardante i cantieri di Pisa, appartenenti al gruppo Baglietto, il quale opera anche in Liguria, presso i cantieri navali di La Spazia e Varazze;
i dipendenti della Baglietto, di cui circa 60 impiegati presso la sede di Pisa, sono in cassa integrazione straordinaria dall'8 luglio 2010 fino (tramite una proroga accordata nel mese di giugno 2011) a inizio gennaio 2012;
il tema della riunione, convocata dall'assessore regionale al lavoro e alle attività produttive, Gianfranco Simoncini, e alla quale hanno partecipato, oltre ad altri esponenti delle istituzioni provinciali e comunali pisane, il liquidatore del gruppo Baglietto, Federico Galantini, e il segretario provinciale della CGIL, Gianfranco Francese, ha riguardato le prospettive relative al futuro del gruppo e dei suoi dipendenti;
da diversi mesi, dopo l'inattesa ed incomprensibile rottura avvenuta tra il liquidatore ed il Gruppo EFFEBI Overmarine che aveva avanzato una proposta irrevocabile di acquisto del Gruppo Baglietto, si inseguono voci e promesse relative all'acquisizione del gruppo Baglietto, ma, a oggi, non vi è nessuna proposta che possa ritenersi seria;
anche nel corso della riunione di cui sopra, il liquidatore del gruppo ha, genericamente, parlato dell'interessamento all'acquisto da parte di due fondi di investimento e di un magnate arabo, suscitando la reazione del rappresentante della CGIL che ha manifestato una profonda insoddisfazione per le ipotesi prospettate, le quali, anche nel caso fossero attendibili, «non corrispondono al soggetto industriale che ci serve»;
il timore riguarda la possibilità di uno «spacchettamento», con la prospettiva di una vendita separata dei cantieri che potrebbe vedere danneggiato il sito pisano rispetto a quelli liguri;
ancora più preoccupanti sono le parole del liquidatore, relativamente alla possibilità di fare uscire dallo stabilimento pisano lo yacht commissionato da un armatore e in attesa di essere completato da un anno e mezzo; il sindacato ha contrastato tale ipotesi, prospettando la possibilità di interrompere la cassa integrazione e far lavorare i dipendenti pisani fino al completamento della barca;
a pochi mesi dalla scadenza del periodo di cassa integrazione straordinaria la situazione dei dipendenti dei cantieri navali pisani è più incerta che mai; ad aggravare questo stato di disagio contribuisce, a parere degli interroganti, l'atteggiamento poco chiaro del liquidatore del gruppo Baglietto (del quale era anche stata chiesta la revoca del mandato, poi rientrata, dalla Camuzzi, società azionista di riferimento) il quale, durante questi ultimi mesi sembra, con il suo operato, non aver garantito una soluzione pienamente sod disfacente

al problema occupazionale e di ripresa industriale -:
se sia a conoscenza della situazione e se non ritenga di garantire l'obiettivo del rilancio dei Cantieri di Pisa e della salvaguardia dei posti di lavoro di tutti i suoi dipendenti.
(5-05402)