• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/13304 [Riorganizzazione degli uffici giudiziari e conseguenze per i comuni]



REALACCI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
il decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 148 del 2011, recante ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo «Delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari» prevede la riduzione degli uffici del giudice di pace dislocati in sede diversa da quella circondariale;
le nuove norme stabiliscono infatti che i comuni, o le unione intercomunali, che vorranno mantenere un presidio dell'amministrazione giudiziaria «di pace» presso il loro territorio, come si legge alla lettera «o» dell'articolo 1, comma 2, dovranno interamente provvedere al suo mantenimento sia dal punto di vista delle strutture sia per quanto riguarda l'organico;
gli enti locali, ed in particolar modo i piccoli comuni, rischiano perciò di subire un colpo letale a tutto il sistema di servizi erogabili dalle loro amministrazioni;
si assiste in effetti ad un ampliamento della platea delle competenze e ad un proporzionalmente inverso taglio dei trasferimenti. Ci si troverà per quanto detto a dover optare, ad esempio, se tenere in vita un asilo nido, un servizio sociale dedicato agli anziani oppure il servizio della magistratura onoraria o «di pace» che si è dimostrato di grande utilità per dirimere una grande mole di controversie dalla data di sua introduzione nel sistema giudiziario italiano;
in particolare in provincia di Pisa, come si apprende da un articolo pubblicato dal Tirreno il 23 settembre 2011, la situazione appare quanto mai delicata. Nelle 4 sedi provinciali, oltre a Pisa, di Cascina, Pontedera, San Miniato e Volterra vengono affrontate ogni anno migliaia di cause che altrimenti finirebbero nei tribunali. I contenziosi ancora aperti constano per: Cascina di 1.000 cause civili e circa 100 penali, Pontedera rispettivamente

3.000 civili e 200 penali, San Miniato 1.400 civili e circa 100 quelle penali; infine Volterra, dove un giudice è condiviso con la sede di San Miniato si arriva a 150 civili e circa 100 di carattere penale. Numeri che testimoniano l'estrema importanza del servizio che perdendo, per effetto delle nuove norme, il carattere di capillarità e di vicinanza ai cittadini, perderà la sua reale utilità -:
se il Ministro interrogato non intenda verificare per tramite degli uffici territoriali competenti la reale efficacia, anche in termini di risparmio globale di spesa del «capitolo Giustizia», delle norme previste dal decreto-legge n. 138 del 2011 e l'effettiva capacità degli enti locali di sostenere, sopperendo così al dipartimento centrale della giustizia, il servizio dell'amministrazione giudiziaria;
se non intenda altresì prevedere in seno al Ministero della giustizia una task force che verifichi l'impatto sull'organizzazione degli uffici giudiziari e sull'aumento prevedibile delle cause pendenti.
(4-13304)