• Testo interpellanza

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Atto a cui si riferisce:
C.2/01211 [Risolvere la difficile situazione economica della CRI]



I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro della salute, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, per sapere - premesso che:
le recenti polemiche sollevate in merito alla possibile e repentina privatizzazione

della Croce rossa italiana (CRI), attualmente ente pubblico non commerciale, rendono non rinviabile la riforma;
la XII Commissione, igiene e sanità del Senato, ha avviato un'indagine, necessaria ai fini della conoscenza dei problemi che affliggono l'ente, non ultimo quello economico-finanziario;
i compiti che la Croce rossa svolge a livello interno - così come ha più volte ricordato negli ultimi mesi il commissario straordinario, avvocato Francesco Rocca - ricadono nelle regole stabilite dalle direttive comunitarie; purtroppo il problema è che la CRI ha dei costi talmente elevati che finisce per non essere competitiva, perdendo sempre più gare, con la conseguenza che i precari in essa impegnati rischiano di perdere il loro posto di lavoro;
siamo in presenza di una situazione difficile che denota la necessità di una riforma strutturale, ma nello stesso tempo graduale e fatta con ragionevolezza senza produrre danni sociali;
alla negatività della situazione economica in cui versa la CRI si aggiunge la negativa gestione di un cospicuo patrimonio immobiliare, non del tutto inventariato e certamente valorizzato;
a parere degli interpellanti andrebbe individuata, tra «statalizzazione» e «privatizzazione», una formula in grado di rispettare la natura internazionale e la coerenza con le varie «convenzioni» a cui l'Italia ha aderito, nonché la mission che pone l'ente nella condizione di non poter identificarsi né con lo Stato, né con il mercato;
gli interpellanti ritengono doveroso ristabilire con coerenza una riautenticazione di fini e di attività, nel rispetto dell'evoluzione stessa del volontariato e della specifica esperienza italiana del «terzo settore»;
il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 gennaio 2011 pubblicamente esprime la volontà di estendere e rafforzare il ruolo istituzionale e civile dell'Agenzia del terzo settore -:
quali iniziative si intendano tempestivamente attuare, tali da risolvere la difficile situazione economica della CRI, nel pieno rispetto della sua natura internazionale e coerentemente con le convenzioni a cui l'Italia ha aderito;
se non ritenga opportuno, avviare un tavolo di confronto tra istituzioni interessate, mondo del volontariato e terzo settore, che abbia come obiettivo la riformulazione legislativa e statutaria della CRI valutando la possibilità di delegare a ciò l'Agenzia del terzo settore.
(2-01211)
«Pezzotta, Adornato, Binetti, Bosi, Buttiglione, Calgaro, Capitanio Santolini, Enzo Carra, Cera, Ciccanti, Compagnon, De Poli, Delfino, Dionisi, Anna Teresa Formisano, Galletti, Libè, Lusetti, Mantini, Marcazzan, Mereu, Ricardo Antonio Merlo, Mondello, Naro, Occhiuto, Poli, Rao, Ria, Ruggeri, Scanderebech, Tassone, Nunzio Francesco Testa, Volontè, Zinzi».