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Atto a cui si riferisce:
C.5/05350 [Tutelare maggiormente la qualità del formaggio italiano]



NASTRI. - Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. - Per sapere - premesso che:
nel corso di un forum tenutosi all'interno della rassegna internazionale denominata «Tutte le forme del latte», organizzata a Cuneo, sono emerse numerose valutazioni da parte di esperti, ricercatori e rappresentanti delle categorie agricole, sulle continue falsificazioni del formaggio, che inducono in errore molti consumatori;
secondo gli esperti del settore infatti, il problema non riguarda solo i cosiddetti «parmesan» o «cambozola», ovvero nomi di fantasia che all'estero inducono in errore molti consumatori rifacendosi alle dop italiane;
il falso formaggio si nasconde anche dietro le etichette legalmente ineccepibili o in lavorazioni ammesse dalle norme, ma che tuttavia non rispettano i canoni delle proprietà alimentari;
la falsa qualità nell'agroalimentare e nel formaggio in particolare, secondo i partecipanti alle suesposta rassegna internazionale, ha numeri molto più elevati rispetto alle autentiche frodi e alle sofisticazioni dannose per la salute; paracaseine congelate, panna aggiunta per aumentare il grasso a prezzi modici per il produttore, uno scorretto rapporto tra il «cattivo» omega 6 e il «buono» omega 3 o tra la concentrazione di proteine e grassi, rappresentano solo alcuni degli esempi dannosi e penalizzanti che costituiscono cattive pratiche, usate invece con molta disinvoltura;
secondo il rappresentante del Cra (Centro di ricerche per l'agricoltura), rispetto alla qualità promessa nelle etichette, permane una elevata quantità di «falso», a partire dall'indicazione di un pascolo che gli animali non hanno mai visto;
a giudizio del dirigente del Cra, tale situazione negativa per la qualità del formaggio italiano, è imputabile seppure parzialmente alla legge del 3 maggio 1989, n. 169, recante «Disciplina del trattamento e della commercializzazione del latte alimentare vaccino»;
a conclusione della suesposta rassegna è stato infine evidenziato, come i controlli per la maggior parte di varietà dei formaggi, sono molto più difficili rispetto al vino e che conseguentemente occorre potenziare l'attività di repressione e di prevenzione della cosiddetta agro-pirateria, con particolare riferimento ai formaggi venduti con il marchio cosiddetto made in Italy -:
quali siano gli intendimenti del Ministro con riferimento a quanto esposto in premessa;
se condivida le considerazioni emerse nel corso della rassegna internazionale, secondo cui in Italia esiste un numero elevato di formaggi falsi in qualità, che pur rispettando legalmente l'impostazione delle etichette, in modo ineccepibile o in lavorazioni ammesse dalle vigenti disposizioni,

non rispettano tuttavia i canoni delle proprietà alimentari; in caso affermativo, quali iniziative intenda intraprendere al fine di tutelare maggiormente la qualità del formaggio italiano, che rappresenta una delle eccellenze del made in Italy in tutto il mondo.
(5-05350)