• Testo interpellanza

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Atto a cui si riferisce:
C.2/01201 [Compravendita di blocchi di marmo nel comune di Carrara]



I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che:
l'amministrazione del comune di Carrara, in palese contrasto con l'articolo 14 del regio decreto 1927 della legge mineraria, permette l'estrazione del marmo dalle miniere/cave facenti parte del patrimonio indisponibile degli enti locali senza aver rilasciato le necessarie concessioni, come ammette, tra l'altro, il dottor Marco Tonelli, dirigente del comune stesso, rispondendo ad una richiesta di accesso ai documenti amministrativi relativi ai rilasci/rinnovi di concessioni per lo sfruttamento di agri marmiferi presentata da Mariapaola Antonioli in data 31 agosto 2010: «In riferimento alla richiesta di accesso ai documenti amministrativi in oggetto, si comunica che... non sono ancora stati adottati dai competenti organi comunali»;
la stessa Amministrazione, con deliberazione n. 36/2002, ha emendato il precedente legittimo regolamento, peraltro mai applicato, reintroducendo la perpetuità delle concessioni, che avranno così una durata di ventinove anni con rinnovo automatico, in palese contrasto con la legge regionale 104/1995, che ne stabilisce la temporaneità e l'onerosità;
la stessa deliberazione ha emendato l'articolo 10 del precedente regolamento, che prevedeva il rilascio delle concessioni in base al valore di mercato, stabilendo che l'esazione dei canoni avvenga in seguito ad un accordo con le associazioni di categoria o con le ditte impegnate nell'escavazione, le quali potranno altresì opporre il proprio veto a qualsiasi aumento, in palese contrasto con la legge n. 724/1994, articolo 32, comma 8, a sua volta confermata con sentenza n. 488/1995 della Corte costituzionale;

con deliberazione di giunta n. 63/2008, la stessa si è accordata con le associazioni di categoria degli escavatori per la determinazione degli oneri: nonostante su una produzione lorda di circa 900.000 tonnellate di blocchi grezzi estratti per anno vi siano almeno 150.000 tonnellate di materiale qualitativamente molto superiore, e nonostante le società di escavazione escluse sarebbero disposte ad ottenere la concessione pagando anche 200 euro per tonnellata, l'amministrazione ha negoziato un contributo (tra indennità ambientale ed affitto) di 13,50 euro per tonnellata;
tale accordo di esazione dei canoni secondo gli interpellanti appare del tutto privo di fondamento giuridico e finalizzato a favorire un interesse privato a discapito delle casse comunali;
l'Amministrazione ha tentato, nel tempo, di aumentare il canone di indennità e di affitto, ma le società di escavazione, come documentato da diversi articoli apparsi sulla stampa locale, hanno regolarmente respinto ogni possibilità di mediazione;
la compravendita dei blocchi avviene in gran parte in nero, come ha denunciato più volte sulla stampa il sindaco Zubbani, senza che la Guardia di finanza sia mai intervenuta;
il valore globale del materiale estratto in blocchi (900.000 tonnellate, secondo i dati del comune) è di circa 300 milioni di euro, con un plus valore di circa 250 milioni di euro l'anno, il 60 per cento dei quali derivati dalle sole cave di statuario. Il comune, nonostante versi in grandi difficoltà economiche, incassa per i soli blocchi (900,000 tonnellate) una cifra pari a 6 milioni di euro circa;
una situazione come quella descritta, a fronte di leggi chiare e di una giurisprudenza in materia, è terreno fertile per una progressiva penetrazione della criminalità organizzata;
già nel 2002 una Commissione consultiva, istituita dal Comune con apposita deliberazione (n. 641/2002) e formata dal professor avvocato Fabio Merus, dal professor avvocato Franco Battistoni Ferrara, dall'avvocato Cesare Piccioli e dall'avvocato Roberto Pegazzano, aveva chiaramente evidenziato le illegalità sopra esposte nella propria relazione giuridica conclusiva, ignorata completamente dalle amministrazioni succedutesi nel tempo -:
di quali elementi disponga il Governo, nell'ambito della sua competenza, anche sotto il profilo della prevenzione dei reati;
se non ritenga necessario verificare perché, a fronte di ripetute e comprovate denunce di evasione nella compravendita di blocchi di marmo, la Guardia di finanza non sia intervenuta per contrastare a tale macroscopico fenomeno di illegalità diffusa.
(2-01201)«Raisi, Della Vedova».