• Testo interrogazione in commissione

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Atto a cui si riferisce:
C.5/05356 [Bonifica dell'area vicina al poligono di Salto di Quirra e risarcimento alle popolazioni e aziende colpite]



RUGGHIA, SCHIRRU, GAROFANI, VILLECCO CALIPARI, RECCHIA, MARIANI, LAGANÀ FORTUGNO, PES, MOTTA, FADDA e CALVISI. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:
la situazione ambientale del poligono di Salto di Quirra è da tempo oggetto di attenzione per la possibile presenza di agenti inquinanti riconducibili secondo alcune fonti alle attività militari condotte nel poligono e secondo altre al passato minerario dell'area;
in risposta all'interrogazione a risposta in Commissione n. 5-02466 presentata l'11 febbraio 2010,
seduta n. 282, il Sottosegretario di Stato per la difesa, Giuseppe Cossiga, affermava: «la situazione ambientale del poligono interforze di Salto di Quirra (PISQ) ha, da tempo, particolare evidenza mediatica, in quanto alcuni organi di stampa hanno ricollegato, presumibilmente, il numero di "fenomeni patologici" - riscontrati fra gli animali e gli abitanti delle comunità residenti nelle zone limitrofe - alle esercitazioni militari che vi si tengono periodicamente, ipotizzando i rischi che la struttura militare comporterebbe per il territorio e per la popolazione. In particolare, l'ipotesi della presenza, nell'area adiacente al poligono (frazione di Quirra del comune di Villaputzu) di una maggiore incidenza di tali fenomeni non è stata confermata, a suo tempo, dall'apposita Commissione istituita dalla ASL 8 di Cagliari, che ha indicato che le possibili cause potrebbero essere, invece, ricercate proprio nel passato minerario dell'area. Chiarito questo aspetto, preciso che le attività addestrative all'interno del poligono si svolgono nel pieno rispetto sia della normativa ambientale, sia delle procedure volte a garantire la sicurezza del personale che vi opera»;
da gennaio 2011 è in corso un'inchiesta per omicidio plurimo e danni ambientali aperta dalla procura di Lanusei, dopo che una relazione dei veterinari delle asl di Cagliari e Lanusei ha rilevato un abnorme numero di casi di tumore fra la popolazione e di animali nati malformati. Contestualmente sono cominciate, nel cimitero di Perdasdefogu, le riesumazioni delle salme di persone decedute - secondo l'ipotesi investigativa - per cause collegate alle sperimentazioni autorizzate negli anni scorsi nel poligono;
recentemente il comandante del poligono di Quirra, il generale di brigata aerea Sanzio Bonotto, nominato custode giudiziario del poligono sequestrato su disposizione del gip, Paola Murru, che ha accolto la richiesta del procuratore capo, Domenico Fiordalisi, ha ordinato «il divieto, nell'area terrestre del poligono interforze sperimentale del Salto di Quirra, di ogni attività militare e civile non autorizzata dal Ministero della difesa. È fatto assoluto divieto, altresì, di accesso nell'area terrestre del poligono di qualunque soggetto civile e militare, a eccezione di coloro che debbano svolgere operazioni militari delle Forze armate, quelle commerciali e le operazioni industriali ad esse connesse e autorizzate dal ministero della Difesa». Nella stessa ordinanza, si precisa che la stessa «non si applica, sino alla data del 20 luglio 2011, all'attività agropastorale, così come disposto, per le vie

brevi, in data 18 maggio, dall'autorità giudiziaria (Procura della repubblica di Lanusei)». Il documento è stato notificato a tutti i sindaci dei comuni interessati dal sequestro: in particolare, Perdasdefogu, Villaputzu, Villagrande Strisaili, Tertenia;
le operazioni di monitoraggio ambientale effettuate di recente non sono pervenute a risultati definitivi tali da escludere seri rischi ambientali per le popolazioni circostanti e per quanti operano all'interno del poligono stesso dove è evidente la presenza di molte aree inquinate da residui di varia natura derivanti dalle attività condotte nel poligono -:
se non ritenga opportuno, alla luce dei recenti sviluppi sulla situazione del poligono di Quirra, assumere iniziative volte a definire uno stanziamento straordinario per avviare le necessarie misure sanitarie e di bonifica, per impiegare imprese e manodopera locale e dare inizio ad una procedura di risarcimento a favore della popolazione e delle aziende colpite.
(5-05356)